Il Cav va a scuola: la prevenzione attraverso l’educazione

Il nostro progetto è diversificato per ragazzi delle scuole medie e delle scuole superiori. Ha un approccio antropologico e scientifico. Il punto di partenza è la scoperte del sé: la mia identità ed il mio valore. Se sono consapevole di chi sono, sono coerente con me stesso e conosco il valore che porto nella relazione.

Spesso purtroppo troviamo ragazzi che ritengono di non valere nulla e questa consapevolezza, dicono, viene loro dalla considerazione della famiglia e degli insegnanti. Bisogna aiutarli a riconoscere il loro valore. Ciò fonda il rispetto di sé e dell’altro nella relazione.

E questo è per loro un sollievo; troppo spesso, soprattutto i più deboli, sono succubi di una pratica di consumo di sé e dell’altro (sembrano “forzati” del sesso anche in giovanissima età). Si approfondiscono e valorizzano, scoprendone il significato, le particolarità del maschile e del femminile.

Parlare di amore e sessualità nella vera e profonda accezione è un’esperienza di bellezza e di crescita. Viene presentata la fertilità, maschile e femminile, scoprendo di avere un patrimonio da utilizzare con responsabilità verso sé, l’altro ed il bambino. Si presentano i vari metodi di regolazione della fertilità ed anche tutto ciò che attiene alla contraccezione, contra gestazione, intercezione ecc… (questo aspetto viene sviluppato più ampiamente nelle superiori).

Il progetto ha continuità nel coinvolgimento delle famiglie, che incontriamo prima e dopo essere stati nelle classi, e con la presenza in classe dell’insegnante che poi riprende la ricchezza degli spunti emersi nelle 6 ore complessive del nostro intervento in ogni classe.

Di queste sei ore, quattro sono a cura dei volontari Cav e due a cura degli psicologi che collaborano con noi.

Giovanna Giacchella, Presidente del Centro di Aiuto alla Vita di Pesaro (Pu)

 

Il Cav va a scuola: la prevenzione attraverso l’educazione