Il diritto ad esserci comunque: la Culla per la Vita di Rosa Rao, coordinatrice nazionale delle Culle del MpV
Febbraio 12, 2018 Sì alla Vita

Prezioso e profetico, nel perdurante clima d’inverno demografico, risulta l’interesse di un’intera comunità verso il servizio di accoglienza Culla per la vita quale emblema di speranza per il futuro delle generazioni. E’ accaduto a Gela il 13 gennaio c.a. presso il Liceo Scienze umane “D. Alighieri” dove sono convenuti numerosi studenti, volontari, autorità ecclesiali e civili per approfondire le finalità, la normativa e le modalità di realizzazione di una Culla. La proposta, avanzata in occasione della Giornata per la donna da Rocco Giudice, storico presidente del Centro aiuto alla Vita locale, era stata accolta subito con entusiasmo, rafforzata dalla testimonianza dei volontari che da circa 30 anni in città operano in soccorso delle donne disperate davanti ad una maternità difficile, riuscendo a salvare la vita anche ai nascituri secondo il criterio del “maggior bene possibile”. L’urlo del cuore, dunque, ha suggerito il titolo La Culla per la Vita: il diritto ad esserci comunque al convegno che è stato supportato dal Cesvop e da altre associazioni locali. Il dott. Rino Ferraro, ginecologo e testimone di alcune situazioni drammatiche nel corso della sua attività ospedaliera, ha fatto da moderatore all’incontro nello svolgimento del quale i relatori hanno avuto modo di evidenziare gli aspetti valoriali e tecnici dell’iniziativa. La Culla, infatti, rappresenta una riedizione aggiornata delle ex ruote degli esposti le quali, a loro volta, affondano le radici nella storia della civiltà occidentale plasmata dalla pietas cristiana in opposizione alla cultura pagana che “cosificava” l’uomo offrendolo in sacrificio agli dei e permettendo che bambini deformi e/o indesiderati fossero buttati dalla rupe Tarpea a Roma e dal monte Taigeto a Sparta. Dopo la prima Ruota costruita nel 1198 a Roma presso l’Ospedale S. Spirito in Sassia da Papa Innocenzo III, centinaia ne furono costruite in tutto il territorio nazionale al fine di evitare un destino di morte al nascituro a causa della miseria dei tempi o dell’infamità sociale legata al “frutto della colpa”. Gli storici documentano la salvezza di circa 30/40mila bambini projetti o esposti attraverso tale umile strumento il cui uso, però, fu proibito in Italia nel 1923 (R.D.n.366) fino al 1992 quando, sulle orme di civiltà di secoli a torto definiti bui, per la prima volta Giuseppe Garrone, presidente del CAV di Casale Monferrato, lanciò la proposta di riattivarne l’apertura a motivo della riacutizzazione del fenomeno dell’abbandono dei neonati. Negli anni ’80, infatti, la legalizzazione dell’aborto nella mentalità comune aveva reso opzionale la scelta della maternità e si finì con il “buttare il bambino insieme all’acqua sporca”. Al termine della sua relazione, Rosa Rao, dopo aver approfondito gli aspetti tecnici e organizzativi in merito alla Culla, ne ha incoraggiato la realizzazione quale extrema ratio di fronte alla disperazione di una donna, in aggiunta alle attuali 58 già inaugurate in Italia.

Il concetto di “cosificazione” dell’uomo, che ha portato nei secoli a considerare “proprietà” gli esseri fragili e indifesi procurando schiavitù, razzismo, guerre, abusi, ecc., è stato il filo conduttore della relazione di Don S. Rindone, Un figlio per due madri, videoregistrata e trasmessa nell’intervento successivo. Ancora oggi, infatti, osannate come conquiste di progresso, vengono strumentalizzate le conquiste scientifiche e usate le nuove tecnologie contro l’uomo che viene privato della sua identità umana e libertà con l’aborto, la fecondazione artificiale, la tratta degli esseri umani, la maternità surrogata, l’eutanasia, ecc.. Sottoponendo alla riflessione dei presenti alcuni brani significativi tratti dalla Bibbia, dall’Ev. Vitae, dalla Dichiarazione (1974) della Congregazione Dottrina della Fede, e da altri testi laici, il relatore ha riaffermato il principio dell’inviolabilità della vita umana sin dal concepimento non “in base a una norma morale che nasce da una visione di fede in Dio…” ma in quanto lo stesso si fonda “sulla natura stessa delle cose e sull’esperienza umana”. L’intervento dell’Avv. Graziana Cannadoro sul tema La tutela della vita, ha rafforzato il concetto di diritto naturale alla vita quale base costituzionale (art. 2) indispensabile per qualunque altro diritto individuale e collettivo. Anche la normativa ha recepito la necessità di salvaguardare la vita nascente in pericolo e già da tempo sono in vigore il DPR 396/2000 (parto in anonimato) e la legge 184/83 che prevede lo stato di immediata adottabilità del neonato abbandonato su disposizione del Tribunale per i minorenni “senza eseguire ulteriori accertamenti”. La suggestiva tematica Corpi gestanti e menti generative è stata affrontata dalla psicologa Nuccia Morselli allo scopo di far comprendere le varie forme di rifiuto con le quali oggi le donne si misurano, mentre, in contemporanea, si è acuito il bisogno di maternità a tutti i costi. Risulta, così, evidente che un figlio a tutti i costi “non dà ragione alla soggettività del bambino che verrebbe investito di un mandato che non gli può appartenere prima della propria nascita” mentre, “il figlio di un corpo solo gestante non può che essere affidato alla comunità”. A seguire, i consiglieri Di Modica e Sammito hanno dichiarato di aver già presentato una mozione in consiglio comunale pro Culla al fine d’incoraggiare la comunità ad un impegno serio e condiviso nell’accoglienza delle fragilità umane. Nella sintesi conclusiva, il Vescovo Mons. Rosario Gisana ha riconfermato l’impegno costante e continuo della Chiesa nella difesa della vita in ogni fase e condizione della sua esistenza perché l’esercizio quotidiano di accoglienza dei bisognosi svela il “senso” dell’esistenza di ogni uomo e di una comunità. I volontari del CAV locale hanno già fatto pervenire alle scuole superiori un bando di concorso per coinvolgere gli studenti nell’iniziativa della Culla e renderli protagonisti di una nuova coscienza civica di solidarietà sostanziale.

 

Il diritto ad esserci comunque: la Culla per la Vita (.pdf)