Il Mpv alla politica di Pino Morandini

Lo scopo di ogni partecipazione politica e la Giustizia, afferma S. Agostino nel “De civitate Dei”, sostenendo come il bene comune debba trovare in essa il suo fondamento.

Lo stesso bene comune deve avere un ordine e una gerarchia costitutivi. Nel senso che la giusta preoccupazione per gli enormi problemi del lavoro, dell’economia, della salute, della politica, ecc. non può far perdere di vista la posta in gioco, meno evidente, ma che sta alla base di ogni altra sfida: la metamorfosi antropologica in atto, per cui sono in gioco le sorgenti stesse della persona umana, cioè l’inizio e il fine vita, il suo grembo naturale, quindi l’uomo e la donna nella famiglia, la loro differenza sessuale, la libertà di educazione, quella religiosa.

D’altronde, l’esperienza ha in più occasioni dimostrato, come confermano i Paesi che hanno investito sulla natalità, che “…il vero sviluppo ha un centro propulsore, che è l’apertura alla vita” (Caritas in Veritate di Benedetto XVI, p. 28). (L’ho esperimentato di persona nella mia militanza politica).

Con questi auspici il Movimento per la vita ha inteso avviare una serie d’incontri con i leader di tutte le forze politiche, per proporre loro concrete misure di sostegno alla vita nascente.

Il primo a corrispondere all’invito è stato il Segretario della Lega, Matteo Salvini, cui sono stati illustrati i possibili interventi che Stato, Regioni e Comuni possono mettere in atto per promuovere la vita che nasce.

Così, quanto agli interventi statali, sono state proposte sia la rivisitazione della legge sui Consultori familiari, nel senso di riportarli alla loro originaria funzione di servizio alla maternità e alla vita nascente – in questo senso è possibile un recupero di detta funzione anche all’interno del PNRR “Missione 6”; sia l’approvazione dell‘istituzione della Giornata nazionale della vita nascente; sia l’introduzione del divieto di maternità surrogata anche se il fatto è compiuto all’estero.

Circa gli interventi di competenza delle Regioni, si auspica la presentazione e approvazione del disegno di legge contenente “Norme per la tutela della salute della donna e del concepito”(appositamente predisposto), si propone l’inserimento nello Statuto dell’Ente della tutela del diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale; e, sul piano amministrativo, la disapplicazione delle Linee ministeriali di indirizzo sull’IVG farmacologica (circolare 12 agosto 2020) per le quali la stessa può essere praticata fuori dal ricovero ospedaliero, anche nei Consultori e fino alla nona settimana di gestazione! Trattasi infatti di pratica violativa della stessa legge 194/78 (art.8), oltreché in spregio alla sorveglianza sanitaria per la salute della donna. Siffatta disapplicazione andrebbe auspicabilmente accompagnata da un rilancio delle politiche regionali per la vita nascente, quali misure concrete a sostegno della stessa, un’adeguata informativa circa i diritti della gestante anche in ambito lavorativo, la possibilità di partorire in anonimato nonché cure prenatali nel caso di presunte malformazioni del bambino. Misure tutte attuabili sul versante meramente amministrativo. Non ultimi, i Comuni possono operare efficacemente per l’accoglienza della vita nascente non solo iscrivendo nei rispettivi Statuti la sua tutela sin dal concepimento, ma pure attivando convenzioni con i CAV e i Consultori per l’attuazione della parte c.d. preventiva della citata legge 194, in particolare del suo art.2. Ai Sindaci la richiesta di offrire da subito il loro prezioso contributo – sottoscrivendo l’Appello appositamente predisposto – affinché sia sollecitamente istituita dal Parlamento la cennata Giornata per la vita nascente. Per qualsivoglia contributo e collaborazione il MPV nazionale è totalmente a disposizione.

 

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