Il pensiero e l’azione di Carlo Casini nelle pagine di Toscana Oggi 1979-2016 di Simone Tropea, Toscana Oggi del 28 marzo 2021 a pag. 10

Il pensiero e l’azione di Carlo Casini è un testo che testimonia innanzitutto il valore della perseveranza. Rivela la tenacia di un uomo coraggioso e libero che ha trovato nell’amore per la vita il suo tesoro, la sua perla preziosa, la ragione per la quale vale davvero la pena rinunciare alla comodità e al compromesso, per custodire la felicità che origina dalla fedeltà alla propria missione. La fonte di questa felicità, l’incontro personale con il Vangelo, la descrive bene il cardinal Betori nella sua bella prefazione, come pure Marina Casini, la quale segnala, tra le altre cose, il legame inscindibile tra Carlo e la sua città: Firenze. Perché l’esperienza cristiana è sempre esperienza incarnata, che ha originariamente un accento e un contesto, sebbene questo contesto lo vada dilatando, fino a fargli abbracciare il mondo. Questa è esattamente la dinamica che si può rintracciare nella vita di Carlo Casini, e che traspare benissimo in questa raccolta di articoli pubblicati su Toscana oggi. Oltre ogni apparente fallimento e pure contro “il fuoco amico”, come scrive nell’introduzione il direttore Mugnaini, Carlo Casini ha lottato per difendere e promuovere la cultura della vita in un’epoca in cui questa cultura, che è l’unica vera cultura, si è trovata minacciata da una moltitudine di ideologie, il cui scopo era – e lo vediamo oggi in modo inequivocabile- generare rassegnazione, ossia: assenza di reazione. La peculiarità di questo volume sta in questo: Carlo Casini è stato un testimone dell’azione nel senso più alto del termine. L’azione, infatti, come insegna Hannah Arendt, è conseguenza dell’essere nati, ed è anzi il nostro essere sempre, e per sempre, degli agenti di nascita. La fenomenologia moderna ci insegna che accogliere la nascita come una missione e ciò che ci provoca ad agire. Agiamo perché siamo nati, e non si può parlare quindi di azione se non in relazione all’evento primordiale della nascita. Negare fattualmente questo evento significa condannare un’intera cultura, o la propria vita, alla paralisi progettuale. Questo Carlo l’ha capito fin dall’inizio della sua carriera di magistrato, lo ha interiorizzato come filosofo del diritto e lo ha praticato come politico, testimoniandolo con forza nell’arco di una vita intera. I ruoli diversi che ha ricoperto e i progetti innumerevoli che ha portato avanti, puntualmente rintracciabili nel testo, sono tutti segno di una fecondità inesauribile, di un rimanere ancorato all’evento della nascita, come evento che fonda la cultura perché la precede. Senza il riconoscimento della nascita non c’è cultura, ma solo anti-cultura: ideologia. La sua battaglia contro l’ideologia non è stata però mera opposizione, ma si è sempre sviluppata all’insegna della proposta e della proposizione. Carlo argomenta, spiega, crea linguaggi, mostra e dimostra questa verità profonda in tutti i modi possibili, in tutto quello che scrive e che fa. Oltre che attivista Carlo Casini è stato anche uno scrittore prolifico perché pensiero e azione, in lui, si mostrano sempre indissolubilmente legati. Lui cerca di raggiungere i suoi interlocutori, non vuole giudicarli, gli offre un percorso concreto, sempre. In questo bellissimo saggio non si trova infatti un solo articolo, un solo intervento, una sola testimonianza, che non contenga un progetto, un’indicazione pratica, una soluzione politica chiara offerta come proposta d’intesa anche ai suoi avversari politici. Carlo spiega ciò che propone e propone quello che pensa anche ai suoi oppositori, anzi, soprattutto a loro. Avversari che prova a comprendere, abbracciandone il ragionamento, e mostrando, dall’interno, le tante e profonde screpolature che un’impostazione ideologica inevitabilmente presenta. Questo è un elemento importante della personalità di Casini, un segno della sua grande apertura e onestà intellettuale. Colpisce di Carlo Casini, in tutti gli scritti che si susseguono nel testo, la lungimiranza del politico che si interessa del bene dei singoli e della comunità nel suo insieme; la lucidità del pensatore, che riesce sempre a fare una lettura organica dei temi di cui tratta; e soprattutto la tenerezza di un uomo che non si perde in questioni teoriche, ma ha a cuore il bene immediato dei più fragili, dei più minacciati, dei meno protetti. Il pensiero nasce dalla vita e torna alla vita, non allontana mai dalla vita. Dagli articoli contenuti nel saggio emerge il profilo di un uomo che rompe ogni ipocrisia senza accusare nessuno, che invita con forza innanzitutto il proprio partito, “i suoi”, a superare la tiepidezza e ad avere il coraggio del confronto, della risposta: dell’azione. Da buon toscano Carlo Casini è una persona profondamente tenace e determinata, che interviene laddove ce n’è bisogno, per denunciare ogni fenomeno di mercificazione (pornografia, prostituzione, maternità surrogata) di odio per sé stessi e per gli altri (violenza sessuale, droga) di odio per la libertà religiosa (rapporti stato-chiesa) di odio per i poveri e per i più fragili (si pensi ai fatti di Salvador de Bahia), tutte espressioni, in definitiva, dell’odio per la vita in tutte le sue forme.

Quarant’anni di cronaca nazionale ed internazionale osservata da Firenze, o con Firenze nel cuore, scorrono in queste pagine di Casini. Questo saggio è il diario di un fiorentino che ha vissuto il proprio tempo con passione e abnegazione. Casini ha portato la sua città con sé, oltre i confini nazionali, al di là di ogni barriera culturale e di ogni ideologia politica, partecipando alla vita del suo tempo senza mai rinunciare al suo amore per Firenze e per la chiesa fiorentina, di cui testimonia lo spirito e alla quale ritorna spesso per attingere forza, e per restituirle ciò che da lei ha ricevuto: la buona notizia dentro tutte le notizie. Carlo Casini ha arricchito Firenze con il suo pensiero e la sua azione che sono un tutt’uno, tornando sempre a questa madre, da figlio creativo e originale. Si tratta di un testo che testimonia un legame fortissimo, ed esprime il valore di una perseveranza che segnala la verità fondamentale della vita di Carlo Casini.

Verità che vale la pena considerare anche qualora non si fosse completamente d’accordo con lui, ovvero il fatto che: essere agente di nascita significa saper rinascere, in ogni evenienza, offrendo a tutti, sempre, e soprattutto al proprio contesto, un cammino di vera rinascita. Un cammino di rinascita che Carlo ha proposto ieri, ed offre oggi, alla Toscana e al Mondo.

Le postfazioni Di Andrea Fagioli, Claudio Turrini e Riccardo Bigi, chiudono il saggio lasciandoci proprio la certezza che tutto ciò che Carlo ha fatto è ancora, e sarà sempre, un progetto di rinascita. Fagioli in particolare ci ricorda il grande amore di Carlo per la libertà, che si esprimeva anche nei dettagli, nel suo modo di porsi. Turrini sottolinea la sua grande capacità di creare mediazioni tra visioni anche molto diverse tra loro, riuscendo a far convergere gli sforzi politici, culturali ed ecclesiali, spesso frammentati, in un orizzonte progettale unitario. Infine, Riccardo Bigi sottolinea il suo entusiasmo, la sua eterna giovinezza di pensiero e azione. Giovinezza che è capacità di portare “giovamento”: di fare bene, di pensare il bene, di essere un testimone del sommo bene, che si rivela soprattutto nel mistero profondo, e immediato, della vita umana.

 

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