Il professore Jèrome Lejeune: venerabile di Aude Dugast, Postulatrice

Il 21 gennaio, il Professore Jérôme Lejeune è stato dichiarato venerabile da Papa Francesco. Questo grande scienziato francese che univa rigore scientifico e amore incondizionato da, medico è, senza nessun dubbio, un grande modello di scienziato laico e cattolico del XX secolo. Dichiarando venerabile questo instancabile difensore dei nascituri, amico di San Giovanni Paolo II, la Chiesa offre ai Servitori della vita del mondo intero un formidabile segno di speranza!

Sposato e padre di cinque figli, Jérôme Lejeune (13 giugno 1926 – 3 aprile 1994) era medico e ricercatore. Padre della genetica moderna, è stato insignito di numerosi premi, tra cui il premio Kennedy nel 1962, per la scoperta delle cause di quello che si chiamava allora mongolismo. Decide di chiamare questa malattia trisomia 21, in ragione della presenza del terzo cromosoma sul paio 21. È la prima malattia d’origine cromosomica identificata al mondo. Di fatto rivoluziona la genetica e fonda la citogenetica. Corteggiato dagli americani, rimane tuttavia in Francia dove si crea per lui la prima cattedra di genetica fondamentale. All’ospedale Necker-Enfants-Malades (Necker- Bambini- Ammalati) a Parigi, accoglie e cura più di 9000 pazienti affetti di deficienza mentale, e la sua fama già immensa, si estende non solo per la sua eccellenza scientifica ma anche per il suo sguardo d’amore che pone su ciascuno dei suoi pazienti e l’immenso sostegno che porta alle famiglie. È nominato membro di numerose accademie scientifiche nel mondo, tra cui l’Accademia dei Lincei e la prestigiosissima Pontificia Accademia delle Scienze.

Studiando la sua vita, i suoi testi e le testimonianze ricevute a centinaia, sono molto impressionata dall’unità della sua persona, che gli ha permesso di testimoniare naturalmente l’armonia tra fede e scienza e che si è manifestata con una notevole coerenza tra le sue parole e i suoi atti, tra la Parola e la sua vita. Ha saputo mettere al servizio della vita umana, fragile e malata, la forza che gli conferiva questa libertà interiore. A modo suo trasmette oggi alle famiglie, ai ricercatori e al mondo il profetico “Non abbiate paura” di Giovanni Paolo II.

Questo scienziato e medico geniale, eccellente esperto, che i pazienti venivano a consultare dal mondo intero, era anche un uomo di grande cultura, con una visione ed un impegno politico nel senso nobile del termine. È così che ha creduto suo dovere quello di prendere la parola pubblicamente, per difendere i suoi piccoli pazienti e tutti i nascituri, minacciati da leggi ingiuste a partire dagli anni 1970. Quando ha capito che la sua scoperta della trisomia 21 sarebbe stata utilizzata per depistare i bambini trisomici ed impedire loro di nascere al posto di curarli, è stato più che un “crepa cuore”. Si è subito impegnato al loro fianco prendendo le loro difese e diventare “l’avvocato dei senza voci” mettendo, una volta ancora, la sua immensa intelligenza a loro servizio. Ha annunciato senza paura che “il piccolo dell’uomo è un uomo piccolo” e che la missione del medico, fedele al giuramento d’Ippocrate, è sempre di curare, mai di condannare un innocente a morte a causa del suo handicap o della sua età. “Bisogna sopprimere la malattia, non il malato”, ripeteva instancabilmente, richiamandosi all’intelligenza e ai cuori dei suoi colleghi e degli uomini politici. Ha testimoniato senza tregua in Francia e nel mondo, dagli Stati uniti e dall’America Latina alla Nuova Zelanda, passando per l’Italia.

Di fatto, il Movimento per la vita ha una lunga storia di amicizia con il Professore Lejeune! Innanzitutto per l’amicizia che lo legava al rimpianto ed eminente Carlo Casini che l’ha rapidamente invitato a testimoniare in grandi congressi in Italia. Carlo Casini mi ha un giorno confessato: “tutti i movimenti italiani erano pieno di ammirazione per il Professore Lejeune. La sua morte è stata accolta con dolore, era la morte di un maestro di vita e di scienza, era un amico coraggioso, un amico veramente affidabile. Parlava soprattutto della vita, del miracolo della vita, della verità e della vita, della necessità di riconoscerla; la conseguenza di questo discorso era un giudizio molto negativo sull’aborto. Ma non diceva mai una parola di condanna delle donne, pensava anche alle donne per provare ad aiutarle”. Poi, quando Jérôme Lejeune fu ostracizzato dalla comunità scientifica internazionale in ragione della sua opposizione all’aborto (è la ragione per la quale non ha ricevuto il Premio Nobel per il quale è stato proposto più volte) è stato nominato, grazie al cardinale Angelini e al professore Gian Luigi Gigli, membro onorario dell’associazione italiana dei medici cattolici. Poi, nel maggio 1981, mentre il Movimento per la Vita organizza un referendum per disfare la legge sull’aborto, il Cardinale Benelli invita Jérôme Lejeune a venire a Roma per sostenere questa iniziativa. È così che il Prof. Lejeune e la sua sposa, Birthe, vengono a metà maggio e pranzano con San Giovanni Paolo II, il 13 maggio 1981, qualche ora prima dell’orribile attentato…

La grande amicizia che lo legava al Santo Padre era fonte di grande gioia e di conforto per Jérôme Lejeune. Si capivano nella loro ammirazione comune per il creato e il loro amore incondizionato per ogni vita umana. È così che nel 1993 il Santo Padre chiese a quello che chiamava “fratello Jérôme” di creare e nominare i membri della nuova Pontificia Accademia per la Vita. Il professore Lejeune ne fu nominato primo presidente nel febbraio 1994. Trentatré giorni più tardi, portato via da un tumore, Jérôme Lejeune si addormentava nella pace del suo Signore. Morì il 3 aprile 1994, nella mattina di Pasqua. Il giorno della Resurrezione della vita. Come scrisse San Giovanni Paolo II al cardinale Lustiger arcivescovo di Parigi all’indomani della morte del Prof. Lejeune: “È difficile non vedere in questa coincidenza [di data] un segno. […] Ci troviamo oggi davanti alla morte di un gran cristiano del XX secolo, di un uomo per il quale la difesa della vita è diventata un apostolato”. Oggi Jérôme Lejeune è dichiarato venerabile dalla Chiesa.

È un’immensa gioia per tutti i servitori della vita di tutto il mondo. Al suo seguito “non abbandoneremo mai, Deo Juvante!”.

 

Per saperne di più:

www.amislejeune.org preghiera, testimonianze, vita e opera di Lejeune…Jérôme Lejeune, la liberté du savant, biographie,Aude Dugast, ed. Artège, 2019

 

Il professore Jèrome Lejeune: venerabile (.pdf)