Il ricordo di CARLO CASINI di Riccardo Bigi, Avvenire 24.3.2020

La prima battaglia a Firenze a protezione degli innocenti. Sue le indagini su una villa clandestina in cui si praticavano aborti. L’arcivescovo: si è speso per la dignità di ogni essere umano, a partire dal più fragile e indifeso.

 

Era il 1975 quando a Firenze nasceva il primo Centro di aiuto alla vita d’Italia. La vicenda la racconta Angelo Passaleva, che oggi è il presidente del Cav fiorentino e che allora, da giovane medico, si trovò coinvolto in prima persona. «A seguito di una denuncia – ricorda – fu scoperta sulle colline fiorentine una villa, intestata al Partito Radicale, in cui venivano praticati aborti clandestini. Carlo Casini, allora Sostituto Procuratore, condusse le indagini: fu arrestato il medico Giorgio Conciani, che dirigeva la clinica, e alcune donne che lo assistevano». L’episodio fece scalpore, e il mondo cattolico fiorentino si interrogò su come reagire. «Il cardinale Florit – racconta ancora Passaleva – convocò le associazioni cattoliche per una riunione: c’erano molti professionisti coinvolti a vario titolo, e tra gli interventi si distinse proprio quello di Carlo». Fu così dunque che Casini, da giovane magistrato, si trovò coinvolto in quella che poi sarebbe diventata la sua missione. Non una battaglia “contro” l’aborto, ma una lotta per dire sì alla vita. «L’esigenza – ricorda ancora Passaleva – fu quella di fare qualcosa a favore dei bambini, perché potessero nascere. Non ci interessava giudicare o condannare le donne che abortivano, ma offrire loro un’alternativa». Furono individuati dei locali, nel chiostro della basilica di San Lorenzo. Così iniziò il cammino che poi, attraverso la fondazione del Movimento per la Vita, avrebbe ispirato la nascita di oltre 350 centri o servizi simili in tutta Italia, e si sarebbe poi trasformato in impegno culturale e politico, per promuovere in Italia e in Europa la cultura della vita. A questi primi passi dell’azione di Casini ha fatto riferimento anche il cardinale Giuseppe Betori nel suo messaggio di cordoglio e di vicinanza ai familiari: «Carlo Casini – scrive l’arcivescovo di Firenze – ha speso il suo impegno e la sua vita soprattutto per difendere quella dei più fragili, innocenti e indifesi: i nascituri. Da Segretario generale della Cei ho avuto l’opportunità di poter sostenere a nome dell’episcopato italiano il suo impegno per la vita. Poi qui a Firenze l’ho ritrovato come prezioso consigliere e amico, ahimè sempre più segnato dai problemi di salute, ma vigile fino all’ultimo nella sua missione a difesa del “più povero dei poveri”. Ora dobbiamo essere capaci di raccogliere una impegnativa eredità. La sua azione ispiri l’opera di politici, giuristi, intellettuali e operatori sanitari a tutela della vita umana, dal concepimento alla morte naturale, e sia di stimolo perché non venga mai negata la dignità di ogni essere umano, a partire dal più fragile e indifeso».

 

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