Il Santo Padre visita il Giappone di Simone Tropea

Lo sterminio nell’età moderna ha mille forme e mille maschere. In due città del Giappone, Hiroshima e Nagasaki, esso ha assunto il volto della catastrofe esplicita e immediata. Papa Francesco è tornato da poco, dal suo viaggio apostolico in quei luoghi, teatro dell’orrore diretto, di un orrore atavico, che non consente fraintendimenti né giustificazioni ideologiche. Da quel luogo ha lanciato un appello a tutti i governanti della terra e a tutti gli uomini di buona volontà, affinché si sviluppi presto e sia portato avanti con determinazione e rettitudine, un piano di disarmo nucleare che veda coinvolti tutti i paesi del mondo. Perché Hiroshima e Nagasaki sono segno del carattere apocalittico dell’era contemporanea, in quanto rivelano delle contraddizioni che abitano negli angoli più intimi della sua anima, del sostrato culturale che sostiene la vita di noi moderni, facili prede di demoni furenti e ciechi al disastro irreversibile che provocano alcune scelte.
Hiroshima e Nagasaki, nel pensiero e nelle parole del papa, sono un monito per tutti noi, figli di un passato prossimo convulso, a fermarci e riconoscere, che non sempre la via più semplice e quella giusta per risolvere i conflitti, anche e soprattutto quelli interiori. È una parola, quella del papa, che noi amanti della vita non possiamo non ascoltare, riconoscendo in essa una chiamata a rendere solido l’andare controcorrente che proponiamo in quello spazio fragile e minacciato, che è lo spazio dell’origine. Del primo indifeso passo verso un mondo a tratti ostile, ma comunque, sempre, pieno di grazia e di possibilità, costante, consolante, di riscatto.
Tante catastrofi sembrano abbattersi sul nostro presente, ma più di ogni altra cosa, è la possibilità che abbiamo di cambiare rotta, oggi, sembra dirci il papa, quella luce che rischia la storia.
Il movimento per la vita è con il santo Padre in questa difficile missione di ricordare al mondo che ogni distruzione, magari attuata con le migliori intenzioni, per quanto sempre in obbedienza all’unica logica che la spiega, la paura, è solo una trappola. Ricordare che la Vita è sacra. Anche la vita di chi, in un momento particolare della storia, nostra e del mondo, che comunque non possiamo controllare, ci fa paura.

 

Il Santo Padre visita il Giappone (.pdf)