Irlanda, la prima relazione del Governo ad un anno dalla legalizzazione dell’aborto di Giovanna Sedda

Sono passati ormai due anni da quando, nel 2018, è stato abolito l’ottavo emendamento della costituzione irlandese. Un emendamento introdotto quasi quarant’anni fa a tutela del “diritto alla vita del bambino non nato nel rispetto dell’eguale diritto alla vita della madre”. La sua cancellazione ha di fatto comportato la legalizzazione dell’aborto in Irlanda, dando il via libera all’Health Act, entrato in vigore all’inizio del 2019. La nuova legislazione, infatti, cancellava il Protection of Life During Pregnancy Act del 2013, una legge che consentiva l’aborto solo in caso di concreto pericolo per la vita della madre. Ad esempio, nel 2016 il Ministero della Salute aveva riportato appena 25 procedure.

Di tutt’altro tono è, invece, il resoconto del Ministero per il 2019 presentato a fine giugno. Come spiegato dalle autorità, si tratta della prima relazione ad essere pubblicata dopo che le “motivazioni previste dalla legge per l’accesso all’interruzione di gravidanza sono state estese come conseguenza del referendum del maggio 2018”. Nell’anno appena concluso il Ministero ha registrato, in linea con i dati storici, solo 24 aborti legati al pericolo di vita della madre, mentre il totale degli aborti eseguiti è 6.666. Un numero, ha fatto notare il giornalista Martin Bürger, quanto mai infelice per il suo paragone con il libro dell’Apocalisse. Di certo la sua gravità non cambia guardando alla composizione fornita dal Governo irlandese: alle 24 procedure consentite dalla precedente legislazione, si aggiungono oltre 6542 aborti eseguiti nelle prime 12 settimane di gravidanza, mentre 100 sono legati a “condizioni del feto che avrebbero potuto portare alla morte del bambino nel primo mese di vita”. Il dato mensile è stato piuttosto costante, intorno alla media di circa 550 aborti, mentre la stragrande maggioranza delle operazioni sono state condotte nella provincia della capitale Dublino.

Tuttavia, il gruppo irlandese Pro Life Campaign, commentando la relazione, ha ricordato come il totale calcolato dal governo sia incompleto. I volontari infatti hanno ricordato che circa 400 donne irlandesi si siano recate nel Regno Unito per abortire nello stesso anno. Un dato che fa salire il totale degli aborti per il 2019 a 7.041. La portavoce del gruppo pro-life irlandese, Maeve O’Hanlon, commentando questi numeri ha invitato tutti “a un dibattito aperto e onesto, che dia spazio anche alle voci di coloro che si sono pentite del proprio aborto”.

 

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