Istat: Movimento Vita, senza figli Italia senza futuro Massimo Magliocchetti

Nel 2017 sono stati iscritti in anagrafe per nascita 458.151 bambini, oltre 15 mila in meno rispetto al 2016. È quanto fotografato dall’Istat nell’ultima indagine “Natalità e fecondità della popolazione residente Anno 2017”, presentata dall’Istituto di statistica lo scorso 28 novembre

Un dramma «strutturale». – Il quadro è drammatico. Nell’arco di 3 anni (dal 2014 al 2017) le nascite sono diminuite di circa 45 mila unità mentre sono quasi 120 mila in meno rispetto al 2008. La fase di calo della natalità innescata dalla crisi avviatasi nel 2008 sembra quindi aver assunto caratteristiche strutturali.
Secondo la rilevazione nel 2017 prosegue la tendenza alla diminuzione della fecondità in atto dal 2010. Il numero medio di figli per donna scende a 1,32 (1,46 nel 2010). Le donne italiane hanno in media 1,24 figli (1,34 nel 2010), le cittadine straniere residenti 1,98 (2,43 nel 2010).  Le cifre registrate sono al di sotto del c.d. numero di sostituzione, ossia quell’indice demografico che rappresenta la possibilità di un popolo di sopravvivere in quanto ogni coppia dovrebbe fare almeno due bimbi per sostituire con due vite nuove quelle che inevitabilmente andranno a spegnersi.
La reazione del MpV. – «Dall’Istat arriva ancora una bruttissima notizia per l’Italia», ha dichiarato Marina Casini Bandini, presidente del Movimento per la Vita italiano, commentando i dati dell’Istat sulla natalità italiana. «Nel solo 2017 – ha continuato Casini Bandini – si sono registrate 15mila nascite in meno che, sommate a quelle dell’ultimo triennio, portano i non nati a quota 45mila. Una scelta che, paradossalmente, riguarda soprattutto le coppie di genitori entrambe italiani». Secondo la presidente del Movimento per la Vita è ancora più drammatico che la rinuncia alla natalità sembra aver assunto caratteristiche strutturali, alle quali si aggiunge calo dei matrimoni, boom dei divorzi ed una tendenza all’abortività che non dà segni veri di riduzione. «Quella italiana sembra essere diventata una società senza uno sguardo sul futuro che ha scelto di non investire sul domani» ha concluso in una nota Marina Casini Bandini, ricordando che «è necessario che l’Italia faccia un investimento sul futuro come altri Paesi che hanno dimostrato che credere nel futuro è possibile anche in situazioni più critiche», perché «l’Italia deve e può rilanciare la voglia e la possibilità di avere figli con concreti interventi economici e servizi. Senza figli non c’è futuro».

 

Istat: Movimento Vita, senza figli Italia senza futuro (.pdf)