La Corte Suprema chiamata a pronunciarsi sulla pillola abortiva di Giovanna Sedda

Il Dipartimento di Giustizia degli USA ha presentato una mozione urgente alla Corte Suprema per mantenere in vigore le attuali regole sull’aborto farmacologico. La richiesta presentata a fine agosto punta a sospendere una sentenza distrettuale che, sulla scorta dell’emergenza coronavirus, ha cancellato alcune delle misure di salvaguardia previste per il ricorso all’aborto farmacologico. Negli USA l’uso della pillola abortiva rientra tra le procedure ad alto rischio individuate dalla Food and Drug Administration (la FDA, l’autorità che approva i farmaci negli USA,) e, pertanto, ne è prevista l’erogazione solo in determinate sedi e sotto controllo medico.

La misura è ritenuta necessaria dalla FDA come parte della strategia di mitigazione dei rischi legati al farmaco, in particolare quelli legati a possibili sanguinamenti e altri gravi potenziali effetti collaterali.

La posizione della FDA è stata contestata, adducendo le nuove condizioni legate alla pandemia, dall’American College of Obstetricians and Gynecologists che hanno portato l’amministrazione in tribunale. Al termine del processo, nel mese di luglio, un giudice federale aveva sancito che la designazione della FDA comporta un aggravio ingiustificato per accedere all’aborto durante la pandemia, aprendo così la strada all’erogazione della pillola senza visita medica. L’ingiunzione del tribunale era arrivata dopo mesi di pressione da parte dei gruppi pro-aborto, che hanno visto nella emergenza sanitaria in corso l’occasione ideale per attaccare le restrizioni sulla RU486.

Come riportato dalla Catholic News Agency, il ricorso tempestivo del Dipartimento di Giustizia, equivalente al nostro Ministero, evidenzia come “a causa di questa ingiunzione la FDA non può far rispettare i requisiti di sicurezza che sono stati da tempi considerati necessari per limitare i rischi dei pazienti che assumono il Mifeprex per effettuare un aborto”. In attesa del pronunciamento della Corte Suprema, i gruppi pro-life si preparano a dare battaglia sullo stesso terreno chiedendo alla FDA, in virtu’ del nuovo regime imposto dalla sentenza, di rimuovere completamente la pillola dal mercato classificandola come un pericolo per la salute pubblica.

 

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