La cultura della vita e la sfida educativa di Giusy D’Amico, Presidente Associazione Non si tocca la Famiglia

Le informazioni e le indicazioni che i giovani ricevono sulla loro salute riproduttiva, riguardano principalmente l’uso del preservativo e l’assunzione di pillola anticoncezionale. Pedagogicamente non c’è nulla di scientifico: a parte che tale modo di fornire delucidazioni è stato studiato essere il peggiore possibile per entrambe le prevenzioni (la diffusione delle infezioni sessuali è maggiore nei Paesi che da anni propongono l’educazione sessuale nelle scuole come Svezia, Inghilterra e Francia -fonti European center for diseases control e Bulletin of the World Health Organization- e in Francia si constata che le ragazze abortiscano quattro volte di più di quelle italiane), le statistiche c’informano che i giovani non fanno uso del preservativo e le cronache che di ‘educazione’ affettiva non sappiano quasi nulla: rispetto per sé stessi e riguardo verso il prossimo, preservazione della salute pubblica, ad esempio. Nel momento in cui una donna si trova ad affrontare una gravidanza “indesiderata”, la soluzione, indipendentemente dal motivo che la spinge, è nell’interruzione volontaria di gravidanza (chirurgica o farmacologica): nessun sostegno per evitare l’aborto, nessuna informazione riguardante lo sviluppo del bambino nel suo utero. Per quello che attiene i corsi di educazione sessuale che vengono proposti nelle scuole, la situazione è la medesima: misure igieniche e ‘terrorismo psicologico’ verso la maternità. Per tali motivi l’associazione Non Si Tocca La Famiglia, promuove l’iniziativa Diritti Di Libertà (#dirittidilibertà) che propone le iniziative che seguono (numerate). Quello che bisognerebbe fornire ai giovani, non riguarda solo evitare una gravidanza in un momento della vita che non si ritiene consono, ma è tutta una serie d’informazioni che ottempererebbero all’art.1 della L. 194/78:

  • Conoscere lo sviluppo dell’embrione sino alla maturazione a lattante, renderebbe più consapevoli i giovani del fatto che lo Stato Italiano «tutela la vita umana dal suo inizio» e che la gravidanza non sia una malattia, ma la maternità possieda un «valore sociale» che è sempre più vitale, se valutiamo con onestà intellettuale le conseguenze dell’inverno demografico
  • Essere edotti delle precedenti informazioni anche a partire dalle scuole
  • Sapere (anche tramite mass media) che ci sono donne che soffrono per anni e decenni dopo aver interrotto la gravidanza, informazione che viene spesso sottaciuta cautamente, dovrebbe essere aggiunta agli effetti indesiderati dell’aborto anche poiché fa parte della legge sul ‘consenso informato’ (L.219/17). Questa completezza non solo riequilibrerebbe le informazioni manchevoli che vengono fornite nei Consultori – dove la promozione dei Centri di Aiuto alla Vita rispetterebbe l’artt. 2 e 5 della 194/78, ma non viene diffusa con capillarità -, ma sarebbe una prevenzione verso l’uso dell’interruzione volontaria di gravidanza come «mezzo per il controllo delle nascite» (basta informarsi sul numero di aborti che una donna può richiedere che si scopre come alcune donne lo richiedano dieci o venti volte).
  • La diffusione di immagini che mettono in luce, attraverso i progressi della Medicina, la vita endouterina fetale, riporterebbe l’attenzione che lo Stato deve avere nei confronti della tutela della vita e della salute del bambino, rispettando i principi fondamentali dei Diritti dell’Infanzia soprattutto negli 3 e 6 della L. 176/91.
  • Infine ciò che sta più a cuore è che venga riconosciuto da parte di ogni politico e da parte di ogni rappresentante della salute pubblica, che la maternità e la paternità sono un privilegio per ogni persona e che lo Stato deve garantire che possa vivere dignitosamente: 29 e 31 della Costituzione Italiana.

Queste richieste sono state inviate al Presidente della Repubblica, al Ministro della Salute e al Presidente del Consiglio e chiunque può farlo seguendo le indicazioni e il testo che trova al link:

http://www.nonsitoccalafamiglia.org/news/296nonsi-toccalafamiglialancial-iniziativadirittidiliberta.html

 

La cultura della vita e la sfida educativa (.pdf)