La difesa del minore dalle violazioni della sua identità personale di Daniele Tortoreto

Il grande maestro italiano Riccardo Muti ha fornito una riflessione raccontando la sua vita che può essere molto utile per comprendere le gravi conseguenze dell’utilizzo della triptorelina nel bambino nella sua delicata età dello sviluppo che può ledere gravemente la sua salute psico-fisica con effetti nocivi per tutta la vita danneggiando la sua normale capacità di svilupparsi normalmente come un maschietto o una femminuccia.

Questo dannoso utilizzo deriva in particolare da un movimento che vorrebbe eliminare la diversità sessuale ritenendola esclusivamente come il risultato di condizionamenti socioculturali.

Oggi assistiamo ad un tentativo di manipolare le menti delle persone utilizzando più volte la parola “genere” al posto di “sesso” per cancellare la differenza biologica tra i due sessi, maschile e femminile, e ridurla soltanto a una questione di cultura. Di conseguenza, si è sostenuto, ogni persona dovrebbe sentirsi libera non solo di scegliere il proprio modo di vivere, ma anche il proprio orientamento sessuale: maschile, femminile, transessuale, omosessuale maschio e omosessuale femmina.

La triptorelina è stata alcune volte utilizzata sui bambini per avviarli alla prostituzione violando gravemente la loro innocenza.

Attualmente assistiamo ad un attacco ai bambini che è la aberrante conseguenza di una perversione che viola la sacralità della vita umana.

Questo crudele attacco è mostrato anche dal tentativo di obbligare alcuni bambini a vivere con due persone qualificate come genitori uno e due appartenenti allo stesso sesso privandoli di una famiglia formata naturalmente da un padre e da una madre, gli unici che possono favorire una crescita armoniosa e felice di un bambino.

La triptorelina è un farmaco che può bloccare la pubertà di un bambino con conseguente grave danno sulla salute umana che può essere utilizzato per curare la “disforia di genere”, un disagio che nella stragrande maggioranza dei casi si supera con la pubertà.

La “disforia di genere” è una situazione della mente di una persona che si sente nella sua psiche di essere di sesso diverso da quello del proprio corpo che è spesso il risultato di una suggestione della psiche normalmente superabile nel bambino con il raggiungimento della pubertà. Molti medici hanno dichiarato che sospendere la pubertà è un abuso sul minore.

La maturazione del cervello che avviene nel corso della pubertà proprio grazie agli ormoni permette al bambino di superare questa situazione di disagio.

Questo normale fatto di maturazione si deduce chiaramente da un racconto molto bello di Riccardo Muti della sua vita. Egli narra che quando era bambino si dedicava allo studio del solfeggio con risultati piuttosto scadenti al punto che i suoi genitori dialogando tra di loro di questo fatto riflettevano se indirizzare il proprio figlio verso un’altra attività. Riccardo Muti racconta che la mamma con premura ritenne di aspettare ancora un po’ sperando di assistere a qualche cambiamento. Una mattina Riccardo Muti si svegliò conoscendo perfettamente il solfeggio fino a diventare quel grande maestro famoso in tutto il mondo che oggi sappiamo.

Questo fatto mostra chiaramente l’importanza di aspettare la maturazione del minore evitando di utilizzare la triptorelina per curare la “disforia di genere” e causare in tal modo danni così gravi sulla salute del bambino.

Come è noto il cervello di un bambino di circa 10 anni è ancora immaturo e questo spiegherebbe perché a volte il bambino manca del senso del reale. Pertanto nel caso sostenga di sentirsi del sesso diverso dal suo, a questa frase andrebbe attribuito il giusto valore aspettando la maturazione del cervello.

L’Aifa ha autorizzato sorprendentemente la somministrazione della triptorelina con delibera 25 febbraio 2019 pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 2 marzo per curare la cosiddetta disforia di genere nei preadolescenti dopo che il Comitato Nazionale per la Bioetica aveva permesso altrettanto sorprendentemente l’utilizzo del farmaco. Nella delibera Aifa ha comunicato l’«inserimento del medicinale triptorelina nell’elenco dei medicinali erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale, ai sensi della legge 23 dicembre 1996, n. 648, per l’impiego in casi selezionati in cui la pubertà sia incongruente con l’identità di genere (disforia di genere), con diagnosi confermata da una equipe multidisciplinare e specialistica e in cui l’assistenza psicologica, psicoterapeutica e psichiatrica non sia risolutiva».

Il presidente dell’American College of Pediatricians dichiarò a tal proposito che una delle funzioni del cervello è percepire correttamente la natura del proprio corpo. I pensieri in accordo con la componente fisica sono normali, i pensieri contrari possono derivare da un disagio che deve essere curato.

Bloccare la pubertà è un grave errore perché la disforia di genere guarendo nella maggioranza dei casi all’arrivo della pubertà eliminerà quella situazione di disagio della persona senza bisogno di un farmaco che devasterà il suo organismo.

 

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