La Giornata per la Vita Ambrosiana a cura di Movimento per la Vita Ambrosiano

Una conferenza sul “FINE VITA: la cura e la legge”

 Sabato 1 febbraio presso la parrocchia di san Gioachimo, sono intervenuti il Dott. Marco Schiavi, notaio e membro del direttivo MVA, e la Dott.ssa Sylvie Menard, ex Direttrice del Dipartimento di Oncologia Sperimentale dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. In questa conferenza moderata dal presidente MVA Luca Tanduo, il dott. Schiavi ha illustrato il percorso giuridico seguito dalle sentenze e dalla legge 219/2017 che dai casi Welby e Englaro è arrivato sino a quello di dj Fabo e di Cappato. Un approfondimento particolare è stato dedicato alla legge 219/2017 nella parte in cui già oggi contempla ipotesi eutanasiche imponendo al medico, anche con una azione positiva, di interrompere il funzionamento di dispositivi vitali per la sopravvivenza del malato (respirazione, nutrizione ed idratazione artificiali). Il dott. Schiavi ha affermato che “Il quadro diventa ancora più preoccupante per gli incapaci ed i minorenni, nel timore che i criteri ai quali ancorare l’interruzione di trattamenti salvavita (purtroppo ammessa dalla Corte Costituzionale) facciano riferimento alla qualità della vita, introducendo, pertanto, una disumana discriminazione nei loro confronti, bambini gravi disabili che siano. In questa contesto la sentenza della Corte Costituzionale sul caso Cappato introduce ulteriori e, se possibili, più gravi motivi di allarme, in quanto “apre” alla somministrazione di farmaci letali da parte dei medici e delle strutture ospedaliere. La riconosciuta obiezione di co- scienza appare un’amara ed insufficiente concessione, se si considerano i requisiti indicati dalla Corte Costituzionale per procedere alla somministrazione dei farmaci mortali: ovvi (capacità di intendere e volere del malato), esclusivamente di tipo soggettivo (sofferenze fisiche e psicologiche), incerti nella stessa definizione (irreversibilità della malattia e trattamenti di sostegno vitali)”. La dottoressa Menard che ha portato la sua esperienza di medico e anche di malata ha sottolineato che “dobbiamo decidere dove dirigere gli sforzi: verso la morte agevolata facendo credere che il vero diritto sia morire e non essere curati meglio, oppure verso un miglior trattamento per tutti”.  Il pericolo è l’abbandono terapeutico, e ha sottolineato come il pensiero verso la malattia sia diverso tra le persone sane e quello delle persone malate, da sane si ha paura della malattia mentre da malati ci si attacca alla vita e si cercano le cure migliori. Perfino Umberto Veronesi che sosteneva l’eutanasia alla fine della sua vita ha affermato in un suo libro “Se è curato bene, difficilmente il paziente chiede di morire. Se è curato con affetto, con amore, senza dolore, non chiederà la buona morte”.

 

Dibattito sul film “October Baby” e “Mio fratello rincorre i dinosauri”

Il MVA ha offerto anche due dibattiti sul tema dell’inizio vita partendo da due film “October Baby”, il Giovedì 30 gennaio 2020 presso la Parrocchia di San Gioachimo con dibattito da Paolo Tanduo del Direttivo Movimento per la vita Ambrosiano, e il film “Mio fratello rincorre i dinosauri “, svoltosi lunedi’ 10 Febbraio e Martedì 11 Febbraio presso il Cineforum Osoppo, presso la parrocchia di San Protaso con dibattito guidato da Luca Tanduo Presidente MVA e Marco Schiavi membro del direttivo MVA.

October baby” è la storia di una ragazza che, a seguito di una serie di patologie, scopre la storia della sua nascita così particolare (è sopravvissuta all’aborto) e della sua adozione. Desidera andare a conoscere la sua madre biologica, e quindi parte. Il film è il racconto di questo viaggio, è il racconto del rapporto tra le persone che partecipano della vita di Hanna, i suoi genitori adottivi, i suoi amici, le persone incontrate sul cammino e, finalmente, la sua vera madre. Paolo Tanduo spiega come “il film pone fin dall’inizio il tema del confronto con la verità “Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” e affrontandola ogni persona coinvolta riscopre sé stessa e viene “liberata” dai pesi che ha dovuto portare nei silenzi e nei segreti. Il tema del perdono e del riscatto emerge alla fine: il dramma dell’aborto, dell’impatto che ha su chiunque vi partecipa, della solitudine delle donne, del dolore che si portano dentro emerge piano piano fino al perdono grazie al quale ogni protagonista può ricominciare a vivere”.

Mio fratello rincorre i dinosauri” è la storia di una famiglia in cui l’arrivo di un bambino speciale cambia la vita e in particolare il rapporto con il fratello. Il bambino ha la sindrome di down e all’inizio il fratello lo vede come un supereroe ma poi da adolescente se ne vergogna fino a quando dopo aver commesso un errore ne riscopre il valore e l’affetto. Luca Tanduo spiega “come il film metta in luce il modo in cui la società vede le persone down sottolineando solo le difficoltà, da notare i dialoghi con i dottori e i conoscenti adulti di famiglia, e come invece questa famiglia accoglie il bambino così com’è amandolo e scoprendo aspetti più veri della vita e tutte le potenzialità che ognuno ha. Le vicende del fratello esprimono proprio tutto questo percorso di accoglienza quando decide di accettare il fratellino così com’è”.