La March for life si tinge di rosa di Giovanna Sedda

La 47a edizione della March for Life, la principale manifestazione prolife del mondo è stata dedicata ai diritti delle donne e al ricordo delle suffragette, le leader storiche che hanno ispirato sia il movimento per i diritti delle donne che il nascente movimento pro-life negli Stati Uniti.

Quando nel mese di ottobre, Jeanne Mancini, la presidente della March for Life, ha annunciato il titolo della marcia del 2020 era in compagnia di altre quattro donne, Gloria Purvis, presidente del movimento Black Catholics United for Life, Serrin Foster, presidente delle Feminists for Life, e Victoria Cobb, presidente della Family Foundation of Virginia. Una scelta precisa per segnare il 100 anniversario del 19 emendamento della costituzione che garantisce il diritto di voto alle donne.

Il movimento che portò a questo traguardo era guidato dalle suffragette, da molti considerata le pioniere del movimento femminista ma pochi ricordano che queste grandi donne del passato erano anche grandi attiviste pro-life.  Tra loro c’erano donne come Susan B. Anthony e Alice Paul che descrivevano l’aborto come “la forma estrema dello sfruttamento della donna”.

Oggi il movimento prolife segue le loro orme quando, come loro, si spende per l’uguaglianza dei bambini non nati, ribadendo che la parità dei diritti delle donne inizia proprio nel grembo materno.  Come le prime femministe, il movimento pro-life crede che le donne meritino molto di più che l’aborto e che difendere la vita è la vera scelta che fa realizzare una donna e la società.

“Suffragette coraggiose come Susan B. Anthony e Elizabeth Cady Stanton che hanno combattuto per il diritto di voto delle donne, si opponevano anche all’aborto.

I pro-life dovrebbero essere ispirati dal loro esempio e dalla loro comprensione che le donne, e ogni persona, nata o non ancora nata, meriti uguali diritti e protezione” ha dichiarato la presidente Mancini. “Il successo delle suffragette nell’ottenere il riconoscimento del diritto di voto per le donne deve farci sperare che un giorno a tutte le persone, nate e non nate, verrà finalmente riconosciuto il diritto di vivere”.

 

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