La prima pietra dell’edificio che vogliamo costruire è il rispetto alla vita di Carlo Casini, XVI Giornata per la Vita, Famiglia, tempio della vita, 6 febbraio 1994

Il libro “Per ritrovare speranza. Le Giornate per la Vita: il concepito e Uno di noi” si propone di restituire uno sguardo puntuale sul lungo lavoro, iniziato nel 1975, di Carlo Casini, raccogliendo le sue riflessioni annuali in occasione delle Giornate per la Vita. Un apporto costante che ha accompagnato i volontari del Movimento per la Vita, la comunità ecclesiale, le istituzioni civili, i giovani, in ultima analisi la società italiana – ed europea – nella costruzione di una cultura della vita e di una società attenta al prossimo, soprattutto al più “povero tra i poveri”, il bambino concepito e non ancora nato.

 

Il libro

Le pagine che seguono raccolgono scritti di Carlo Casini in occasione delle Giornata per la Vita, dal 1981 al 2019. Si tratta di pagine ricche di contenuti che, prendendo spunto dai temi delle diverse Giornate, attraversano storia, linguaggio, politica e diritto. E facendo ciò ripercorrono quarant’anni di riflessioni bioetiche che, immuni al passare del tempo, rimangono attualissime.

Il titolo vuole richiamare l’obiettivo alto indicato incessantemente da Carlo: ritrovare la speranza in un mondo che, spesso, sembra averla persa. Tante le distrazioni, tante le prove che ci troviamo a vivere, soprattutto in questo anno particolare. Ma lo spirito dei volontari per la vita non si arrende alle limitazioni e alle prove: trasformando il testamento di Casini in un testimone generazionale, ci rivolgiamo verso la bellezza della vita per ritrovare la speranza. Ma da dove arriva questa speranza? Dalla consapevolezza del grande dono che ci è stato fatto, la vita, e dal sentirsi chiamati a testimoniare quanto questo dono sia meraviglioso, grande e, per questo, intoccabile. Fermarsi un attimo, leggere e meditare queste pagine, ci aiuta a guardare oltre le difficoltà presenti e a ritornare di nuovo a questa sorgente di gioia.

 

La Giornata per la Vita

Questo libro è edito in occasione della 43esima Giornata per la Vita, dal titolo “Libertà e vita”. La scelta della data di pubblicazione non è soltanto in continuità con l’ispirazione centrale del libro, ma vuole sottolineare l’attenzione che Carlo Casini aveva nei confronti di questo prezioso appuntamento ecclesiale. La “Giornata” venne istituita dalla Conferenza Episcopale Italiana nel 1978 “nel clima di dolore, ma anche di rifiuto di ogni rassegnazione immediatamente dopo l’approvazione della legge legalizzatrice dell’aborto”. Una Giornata in cui si può parlare di tutto ma che non deve dimenticare “la contemplazione della vita nascente”. Un appuntamento pubblico, particolarmente caro a Carlo Casini e al Movimento per la Vita che si è sentito dal principio “chiamato a trasferire la sua esperienza operativa e la sua riflessione continua” proprio in questa occasione. Una giornata di celebrazione, quindi, ma anche di riflessione. Una Giornata che celebra tutto l’essere umano, in ogni sua forma, primo tra tutti il bambino nel grembo della mamma e le madri, “custodi privilegiate della vita umana”[1].

 

Scelte stilistiche, fonti, modo di procedere.

I testi pubblicati sono frutto della ricerca di Marina, figlia di Carlo, nell’Archivio della famiglia Casini. Un Archivio che raccoglie scritti e materiale documentale riguardante l’attività di Carlo. Avviato alla fine degli anni 70 da Maria, moglie di Carlo, è stato portato avanti con tenacia e operosità da Marina in un clima familiare di piena condivisione con i fratelli Francesco, Donatella, Marco, Benedetta, Donato.

Da un punto di vista tecnico, i testi sono riportati tali e quali, con un minimo apparato di riferimento affinché il pensiero di Carlo possa raggiungere il lettore senza mediazioni, con il suo messaggio politico e profetico insieme. Si tratta quindi di una raccolta di scritti, tra cui due inediti, sulle Giornate per la Vita. Per il materiale edito, riprodotto integralmente, soprattutto da quotidiani, riviste, sussidi ed altre pubblicazioni è stata concessa generosamente liberatoria dai vari editori (in particolare Avvenire, Toscana Oggi, Osservatore Romano, Il Popolo, La Discussione, Famiglia Cristiana). Certamente vi e altro materiale conservato in altri archivi, nelle sedi di CAV e MPV d’Italia, nelle parrocchie, in qualche altra associazione, nella moltitudine di luoghi dove Carlo ha vissuto il suo ministero di servizio, di testimonianza, senza mai risparmiarsi per costruire una civiltà aperta all’accoglienza di ogni donna e di ogni bambino.

 

Focus tematici.

La selezione dei testi permette di evidenziare alcuni cardini del pensiero di Carlo Casini. Primo tra tutti, e si delineera come tema chiave già nei primi anni, è l’identificazione del concepito come “uno di noi”. Questa, dirà Carlo diverse volte, è la prima pietra del nuovo umanesimo[2].

Insieme alla difesa del concepito, un altro dei cardini è l’accoglienza della donna, sempre, anche di quante hanno deciso di abortire o hanno abortito. Si tratta di un vero e proprio punto fermo, non c’è un prima o un dopo: nella battaglia contro l’aborto, Casini ha sempre avuto chiara la sofferenza profonda della donna e le difficoltà in cui si può trovare, pertanto con forza prende posizione contro ogni tipo di giudizio umano. Una linea limpidamente riflessa nel servizio del Movimento. Senza mai nascondere la verità fattuale, che il bambino concepito è uno di noi e che l’aborto gli toglie l’elementare diritto alla vita, lo sguardo si posa con lo stesso desiderio di cura e sensibilità anche sulla madre che è vittima insieme al bambino.

Altro tema chiave è il senso di urgenza storica, collettiva e generazionale della difesa della vita. La teoria dei diritti umani viene riletta dalle fondamenta attraverso la lente del diritto alla vita, comprendendo gli ultimi e gli indifesi e non dimenticando mai il bambino concepito. Ed è questa l’idea che emerge e che dovrebbe permeare ogni Giornata per la Vita. Questa non dovrebbe essere snaturata o diluita nei confronti della tematica dell’aborto ma continuare a dire la verità nell’amore. Le parole di Carlo offrono delle indicazioni stilistiche attraverso l’esempio di dei grandi testimoni del Novecento che appaiono ripetutamente negli scritti raccolti: Paolo VI, Madre Teresa, Giovanni Paolo II, Jerome Lejeune. In diversi scritti, verso la conclusione, Carlo ricorda anche l’importanza di rimanere aggiornati costantemente e ricorda il principale strumento che il Movimento per la Vita offre, ancora oggi, la rivista “Si alla Vita”.

 

La figura di Carlo attraverso questi scritti

Questi scritti restituiscono fedelmente la personalità di politico impegnato, giurista instancabile e testimone profetico di Carlo.

“La Chiesa non si rassegna e non si rassegnerà mai”: è una frase ricorrente. Una ripetizione, forse, che ci è parso al contrario utile riproporre a sottolineare il carattere di Carlo Casini: un uomo sempre attivo, forte, e attento. Un uomo profondamente laico con una estrema coerenza di fede verso Dio e i Suoi progetti. Ma anche un uomo che viveva e amava la sua chiesa locale e la Chiesa universale sentita come casa privilegiata di quanti si impegnano per la difesa della vita umana, il popolo della vita. E da questa prima affermazione, ne derivano altre: “non possiamo rassegnarci”, “non spaventeranno, dunque, gli insuccessi temporanei” (GPV ’82). Una speranza che non è dunque solo un sentimento fine a sé stesso ma che richiama alla azione e che delinea un uomo sempre in prima linea, mai arrendevole, carico di quella “tenacia operosa” che richiama la preghiera che Carlo amava tanto, riportata a conclusione della Evangelium Vitae. D’altronde, “realismo e speranza dicono è possibile”, i fatti dimostrano che costruire una società davvero accogliente non sia una fantasia astratta ma un obiettivo che, con l’impegno di ciascuno, si potrà raggiungere.

“Il rifiuto della comunicazione è il preludio alla guerra”. Carlo Casini ha sempre sostenuto l’attualità della discussione sull’aborto quale nuova questione sociale. Una nuova questione, dopo quella operaia, che richiede il concorso di ogni elemento del mondo civile, religioso e politico, per essere risolta. In questa chiave, appare del tutto naturale la sua continua ricerca di un dialogo integrale anche con chi non la pensava esattamente come lui, basato sulla consapevolezza che la difesa della vita umana non avesse bandiere né confini[3]. L’integralità richiesta al dialogo è, per Carlo, anche una caratteristica dell’impegno pro-life, un impegno totale ma non totalizzante e che si apre quindi a una moltitudine di esperienze civili e religiose: “la difesa della vita non può essere monopolio di un solo movimento” (1993).

“L’aborto va battuto nelle coscienze”. In questa frase si vede la delicatezza del modo di agire di Carlo Casini, una accoglienza che parte dallo stile e vuole andare nel profondo: non basta dire che l’aborto è ingiusto, bisogna creare una consapevolezza diffusa, oltre a una società che faccia di tutto per evitare che una donna sia costretta, direttamente o dalle circostanze, ad abortire. Una strategia precisa, fatta di passi costanti, per arrivare a una società più giusta.

La difesa della vita come costruzione di una società più giusta. Non una citazione, ma una idea che emerge dalla raccolta intera. La discussione sull’aborto non può essere svincolata da una più ampia riflessione sul valore della vita umana, sulla famiglia, sul ruolo della donna, in una parola fa parte integrante dell’unica civiltà dell’amore a cui tende l’umanità. Sono dunque puntuali le provocazioni sulla famiglia: “Occorre che la famiglia divenga soggetto politico, punto di riferimento delle norme e che la strutturazione dell’ambiente e del lavoro tenga conto delle moderne esigenze per accogliere degnamente la vita” (GPV 1983). Allo stesso modo, possiamo rileggere il suo appello per un “un femminismo nuovo che si batte per la dignità della donna e anche del bambino; dove la donna sia la prima a difendere i figli anch’essi bisognosi di liberazione e dignità” (GPV 1993). Carlo e il popolo della vita. Tra il pensiero di Carlo e il popolo della vita c’è una osmosi di contenuti e di stile. Il pensiero delle GPV e quello del popolo della vita e di Carlo; quello che anno dopo anno, il popolo della vita, fatto da singole persone, e Carlo si sono scambiati. Non si sa più dove finisce Carlo Casini e dove inizia il popolo della vita. Non c’è un confine perché il pensiero espresso da Carlo è il frutto di dialoghi, scambi, confronti, studi con il popolo della vita.

 

Ringraziamenti finali

Il primo grazie va sicuramente alla famiglia Casini, per aver messo a disposizione un tesoro così prezioso attraverso l’accesso al loro archivio di famiglia. Un grazie particolare anche a Linda Costanzi per il prezioso lavoro di redazione dei testi in digitale. Grazie a Piero Pirovano, che ha reso disponibile il suo archivio personale; grazie a Jolanda Testa del Movimento per la Vita Ambrosiano, che pure in questo tempo di COVID 19

Grazie agli editori che ci hanno concesso la liberatoria per pubblicare qui i testi di Carlo. In particolare grazie ad Avvenire e al Direttore Marco Tarquinio, a Toscana Oggi e al direttore Domenico Mugnaini, a L’Osservatore Romano e al direttore Andrea Monda, a Punto Famiglia e alla direttrice Giovanna Abbagnara, a Famiglia Cristiana e al direttore Don Antonio Rizzolo, a La Discussione e al Il Popolo e ai direttori Gianfranco Rotondi e Giampiero Catone.

Grazie anche a chi nel corso degli anni ha curato la rivista Si alla Vita da cui molti dei testi di Carlo sono stati tratti: ancora Piero Pirovano, Piergiorgio Liverani, Daniele Nardi, Antonio Gaspari, Andrea Tosini…

Il grazie più grande va sicuramente a Carlo Casini, per la sua “vita per la vita”, per il dono prezioso che ne ha fatto a chiunque incontrasse.

Rimettere insieme i suoi scritti e stato come rincontrarlo di nuovo, rivivere l’emozione di ascoltare le sue parole cariche di passione, di entusiasmo, di amore per la giustizia e per il prossimo, con la gratitudine immensa di avere potuto condividere un pezzetto di strada con lui. Con la speranza che, attraverso questo lavoro, anche chi non l’ha conosciuto di persona lo possa incontrare… perché la vita e fatta di incontri che a volte la cambiano.

Buona lettura.

Elisabetta Pittino, Giovanna Sedda

 

[1] Casini Carlo, XIX Giornata per la Vita, Della vita non si fa mercato, 2 febbraio 2003.

[2] Questa idea sarà ampiamente sviluppata nel libro Vita nascente. Prima pietra di un nuovo umanesimo, edizioni San Paolo, 2017

[3] Ad esempio, D’Alema, in dialogo con Carlo afferma “Non possiamo lasciare alla destra la difesa della vita umana”.

 

La prima pietra dell’edificio che vogliamo costruire è il rispetto alla vita (.pdf)