La sfida globale dell’accesso ai farmaci

Il 14 settembre 2016 l’High Level Panel (HLP) promosso dal Segretario Generale delle Nazioni Unite sull’Accesso ai Farmaci ha pubblicato il suo rapporto finale dal titolo “Promuovere l’innovazione e l’accesso alle tecnologie sanitarie”. A un anno di distanza da tale pubblicazione che, secondo l’Oxfam ,costituisce un documento di straordinaria rilevanza nel dibattito sull’accesso ai farmaci ed in continuità con la valutazione del suo contenuto, l’associazione ha condotto un briefing con la finalità di offrire un aggiornamento sull’implementazione del rapporto dell’HLP e delle sue raccomandazioni da parte di Paesi e istituzioni (in particolar modo l’ONU e l’OMS ) formulando alcune proposte sui possibili modi in cui il rapporto può essere concretamente impiegato per favorire l’innovazione e l’accesso ai medicinali .Come si legge nel documento del settembre 2017 :

Nonostante le sfide alla salute pubblica causate dall’alto prezzo dei medicinali sono note da anni e le strategie per farvi fronte sono state discusse in vari organi collegiali tra cui l’OMS e l’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), il Segretario Generale ONU, nell’istituire l’HLP… ha chiesto ai suoi membri di occuparsi in maniera specifica dell’incongruenza tra gli obblighi assunti dai governi nei trattati commerciali che prevedono la tutela della proprietà intellettuale (IP) per i prodotti farmaceutici e i loro impegni in termini di diritti umani per quanto attiene all’accesso ai medicinali e alla salute, nonché i nuovi impegni assunti dai governi nell’ambito dell’Agenda ONU per lo Sviluppo Sostenibile 2030. Tra questi ultimi, particolare importanza assume l’obiettivo  di “assicurare la salute e promuovere il benessere per tutti”, che include in maniera esplicita un target relativo al raggiungimento della copertura sanitaria universale. (OXFAM ISSUE BRIEFING, 22 SETTEMBRE 2017)

Il rapporto sopracitato, che raccoglie in modo sintetico e sistematico l’esito del briefing , rivela come i prezzi dei medicinali e l’incoerenza tra i diversi obblighi internazionali dei governi , quali per esempio l’impegno a tutelare la proprietà intellettuale delle industrie farmaceutiche da un lato e, dall’altro lato, il rispetto dei diritti umani e le iniziative volte a perseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile rappresentino una sfida internazionale complessa che al momento appare ancora in una fase di stallo. Le ragioni politico-economiche sono evidenti ed a soffrirne sono naturalmente i paesi piú poveri.

A titolo esemplificativo basti citare il passaggio del rapporto in cui si afferma: Senza medicine efficaci ad un prezzo accessibile, è impossibile per molte donne nei paesi in via di sviluppo ricevere cure per malattie che causano stigma sociale, come l’HIV, la tubercolosi, l’epatite C e il cancro. L’incidenza del cancro, incluso quello alla cervice uterina e al seno, sta crescendo nei paesi a basso e medio reddito. Tuttavia il prezzo del vaccino per la prevenzione del tumore alla cervice rende difficile per questi paesi intraprendere dei piani di immunizzazione per tutte le giovani donne, anche al prezzo attuale che è più basso del prezzo di mercato e che è garantito da GAVI, Vaccine Alliance, a 14$ a dose. Più di 3.000 di donne muoiono ogni anno di cancro al seno in Sud Africa, e sebbene un farmaco efficace sia disponibile, il costo lo rende proibitivo per i governi, le assicurazioni private e i pazienti.  Potrebbe essere semplicistico accusare a questo punto le case farmaceutiche per il fatto che, inevitabilmente, obbediscono a logiche di mercato. La soluzione forse peró richiede una riflessione piú articolata, in grado di scorgere una possibile soluzione nella capacitá di trovare un equilibrio intelligente tra il costo dei farmaci ed il potere d’acquisto di ogni singolo paese in cui comunque va garantito a tutti l’accesso alle cure. E’ lecito pensare, ci chiediamo, un sistema di regolamentazione etico, trans-nazionale, basato sulla proporzionalitá dei costi farmaceutici e sanitari a partire da una valutazione reale delle economie locali? Un sistema globale in cui la ripartizione equa e solidale dei costi tra tutti i paesi possa garantire continuitá agli sviluppi della ricerca farmaceutica e bio-medica offrendo peró anche ai paesi meno sviluppati economicamente la possibilitá di beneficiarne? E’ questa la grande sfida, e la mediazione necessaria che si presenta come un’urgenza alla quale occorre dare una risposta politica coraggiosa e lungimirante. Riusciremo a farcela?

Simone E. Tropea, Agenzia Vitanews

 

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