La situazione in Polonia di Elisabetta Pittino

Non c’è pace in Polonia dopo la sentenza della Corte Costituzionale di ottobre che ha dichiarato l’incostituzionalità dell’eccezione che permette l’aborto in caso di possibili malformazioni e malattie del nascituro.

La sentenza e ferma, in una sorta di limbo, in attesa di pubblicazione perché le si possa dare esecuzione. I bambini con possibili malformazioni o malattie, dunque, sono ancora discriminati e possono essere abortiti (sono intorno al 97% le IVG in questo caso, mentre, nei casi di stupro e pericolo di vita della madre sono circa il 3%), gli altri, quelli sani, no. Don Mariusz Frukacz, giornalista del settimanale cattolico “Niedziela”, ci racconta cosa sta succedendo da Częstochowa.

 

A che punto è la sentenza?

Innanzitutto desidero precisare che non è vero che la Corte costituzionale ha emesso una sentenza che rafforza ulteriormente la legge contro l’aborto, già tra le più restrittive. La sentenza ha deciso soltanto sulla premessa eugenetica. L’aborto è ancora possibile in altri casi: pericolo di vita per la madre e in caso di stupro. Lo sciopero delle donne, invece, vuole un aborto completamente libero.

I parlamentari del gruppo per la vita e la famiglia chiedono che venga pubblicata la sentenza del Tribunale costituzionale sull’aborto eugenetico. “La misura della nostra civiltà dovrebbe essere non solo la protezione della vita di un bambino fin dalla nascita, ma anche garantire una vita dignitosa in ogni fase dello sviluppo per le persone con disabilita e per i loro tutori” – hanno scritto congiuntamente deputati e senatori del gruppo parlamentare per la vita e la famiglia. Il presidente della commissione parlamentare per la salute, Tomasz Latos, ha chiesto all’Ufficio di analisi parlamentare un parere di esperti sul progetto di emendamento alle disposizioni sull’aborto, presentato dal presidente Andrzej Duda. La nuova iniziativa legislativa del presidente polacco è una grande delusione per i difensori della vita. Per i pro-life e per la Chiesa in Polonia la proposta presidenziale sarebbe una nuova forma di eutanasia che seleziona gli individui in base alla possibilità di sopravvivenza. Il presidente ha proposto di introdurre una nuova premessa che ripristinerebbe la possibilità di interrompere una gravidanza quando test prenatali o altre indicazioni mediche indichino un’alta probabilità che il bambino nasca con malformazioni o malattie incurabili, che portano alla morte del nascituro. “A mio avviso, attenendosi a questi temi legati a malformazioni/malattie letali, bisognerebbe piuttosto chiarire cosa resta dopo la sentenza del Tribunale costituzionale, e non in modo diverso aggiungere ciò che è stato cancellato” – sottolinea Tomasz Latos.

 

Manifestazioni, scioperi…cosa sta succedendo?

Attualmente in Polonia le manifestazioni non sono più massicce come in ottobre e all’inizio di novembre. Non è vero che tutti e tutto in Polonia sono pro aborto e pro proteste. La natura di massa dello sciopero delle donne in tutto il paese può dare l’impressione che gli slogan gridati durante queste manifestazioni siano la voce della maggioranza delle donne polacche. Niente potrebbe essere più sbagliato.

 

Cos’è il Women’s Strike che è il promotore degli scioperi?

Il Women’s Strike è un’organizzazione femminista di estrema sinistra. Promuove non solo l’aborto, ma anche l’ideologia di genere e LGBT+. In precedenza, ha promosso l’azione “Rainbow Friday” – un evento che promuove l’ideologia di genere nelle scuole.

“Rainbow Friday” ha un obiettivo generale di promuovere atteggiamenti omosessuali nelle scuole. Lo sciopero delle donne (Women’s Strike) ha il sostegno delle organizzazioni di sinistra, compreso il sostegno finanziario e supporto dall’UE.

 

E i sostenitori della sentenza?

La risposta alle proteste di piazza piene di volgarità e aggressività è l’azione degli utenti Internet polacchi che hanno deciso di schierarsi dalla parte della vita #NieStrajkuje (#Nonsciopero). La voce delle femministe non è la voce di tutte le donne polacche. I like, le preferenze su #NieStrajkuje sono migliaia e a questi si aggiungono molte persone con hashtag aggiuntivi, come: #Prolife, #BabiesLivesMatter – secondo quanto scrivono gli organizzatori di questa iniziativa pro life.

 

Alcuni insegnanti si sono schierati a favore della sentenza invitando gli studenti a partecipare alle proteste nonostante la pandemia, le violenze…

Anna Ostrowska, portavoce del Ministero dell’Istruzione, ha detto che il ministero dell’Istruzione ha ricevuto segnalazioni secondo cui alcuni insegnanti hanno incitato gli studenti a partecipare alle proteste.

“È nostra responsabilità rispondere immediatamente a tali segnalazioni”, ha scritto. “Come annunciato, abbiamo chiesto ai sovrintendenti scolastici di appurare se tali situazioni si sono verificate nella loro regione e quale è stata la reazione dei dirigenti scolastici” ha aggiunto.

“Se venisse confermato che alcuni insegnanti hanno incoraggiato gli studenti a partecipare o hanno partecipato loro stessi alle proteste, creando una minaccia durante l’epidemia e comportandosi in modo tale da offendere l’ethos della loro professione, potrebbero avere conseguenze legali. Inoltre, non siamo d’accordo nell’incoraggiare bambini e adolescenti ad avere comportamenti teppisti e volgari”- ha detto Ostrowska.

 

La situazione in Polonia (.pdf)