L’aborto come moda di Giovanna Sedda

In America continua il dibattito sull’aborto nei vari Stati: le lobby abortiste cercano di attuare sempre più pressione a livello legislativo e non solo. Un esempio lampante è stato fornito dal recente dibattito nello stato del Missouri.
Nello stato rimane attiva solo una clinica che pratica aborti, nella regione di St. Louis. Proprio la direttrice del centro, Colleen McNicholas, ha dettato la nuova linea abortista: “continueremo a difendere la verità: qualsiasi ragione per abortire è una ragione valida”. Non più, dunque, aborti giustificati come conseguenza di una violenza subita o per potenziali disabilità. Non più solo (finta) compassione per le vittime (o le uniche vittime che si vogliono riconoscere).
Si stanno diffondendo delle nuove giustificazioni all’aborto, giustificazioni che rasentano il niente, lo stesso a cui i movimenti pro- aborto vorrebbero ridurre il valore della vita dei bambini non ancora nati. La più aberrante è la “moda” di restare incinta e abortire per avere un più alto livello di soddisfazione sessuale. Questa nuova inquietante pratica ha già iniziato a raccogliere proseliti negli Stati Uniti.
È definita “sexual kink”, una pratica sessuale non convenzionale che consiste nel restare incinta con il fine deliberato di abortire. Il sito Summit News ha recentemente riportato le discussioni di alcune coppie che cercano gravidanze e aborti per alimentare la propria libido.
Un ragazzo afferma: “Alla mia ragazza piace rimanere incinta e le piace l’aborto. Il suo periodo preferito per abortire è tra la 20esima e la 24esima settimana di gestazione. A me piace metterla incinta e adoro il periodo della gravidanza. Non ha le mestruazioni ed è sessualmente molto attiva. Negli ultimi dieci anni abbiamo fatto sette aborti e lei adesso è di nuovo incinta di una bambina”. Un altro aggiunge: “Una mia amica ha una potente attrazione fetish per la gravidanza.
Adesso ha un partner che condivide con lei questa passione e hanno praticato la loro perversione già con diversi aborti”.
Un altro utente anonimo commenta compiaciuto: “È bello e raro sentire di coppie in cui entrambi condividono la passione per la gravidanza e l’aborto. È un meraviglioso e potente esempio di potere personale dove il sesso incontra la violenza e la creazione si combina con la distruzione”.
Alcuni sostengono che i movimenti prolife parlino di un mondo alla deriva con un tono sensazionalistico o terroristico. Ma è la cronaca, ben oltre la fantasia, a confermare in maniera inimmaginata quanto parlare di “deriva” sia ormai un eufemismo.
I gruppi pro-aborto potranno affermare che si tratta di casi limite, ma di fatto siamo alle prese con la più negativa e orrenda affermazione dell’egoismo umano. Una moda che supera la prepotenza con l’indifferenza lasciando la vita umana esposta ad un arbitrio che nemmeno i peggiori fautori dell’eugenetica hanno mai immaginato. Quello a cui assistiamo è un fenomeno tanto allucinante quanto allarmante.
La violenza, la distruzione, il male esercitato sull’uomo che trova giustificazione in un desiderio mediocre, in meno di un capriccio: in altri tempi l’avremmo chiamata “inimmaginabile banalità”.

 

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