Lara Morandi, assistente sociale e operatore presso il Centro di Aiuto alla Vita di Firenze di Giovanna Sedda

Lara opera all’interno della realtà prolife italiana da 15 anni e tiene corsi di formazione per volontari a livello nazionale da 5 anni.

 

 

  1. Quali sono le attività quotidiane del vostro gruppo pro-life?

Come realta di CAV a Firenze incontriamo donne ogni giorno: da poche settimane il nostro centro ha riaperto al pubblico con un orario più ampio rispetto ai mesi scorsi, quando abbiamo dovuto ridurre per l’emergenza sanitaria. Cerchiamo di dare sostegno concreto a nuove famiglie come a nuovi bisogni di chi già conosciamo, attraverso colloqui professionali e un immancabile lavoro nel territorio. Questo ci ha permesso negli anni di avere una sempre maggiore collaborazione con altri enti del territorio e con i servizi sociale e anche ospedalieri; ad esempio, il reparto IVG ci invia periodicamente donne che manifestano dubbi riguardo l’aborto. Lavoriamo, dunque, anche per farci conoscere e per far conoscere la nostra professionalità; questo ci permette, tra le altre cose, di ricevere molti aiuti concreti da destinare alle utenti.

Con il servizio di SOS Vita, incontriamo quotidianamente ma virtualmente donne e coppie. Abbiamo una squadra di volontari formati adeguatamente che risponde alle richieste di aiuto che ci arrivano attraverso il web. Ci piace definirci un ponte, accompagniamo la persona (o le persone), tenendole per mano, verso i servizi che possono esserle utili per affrontare la propria difficoltà. Come squadra di coordinamento, abbiamo uno sguardo attento anche alle esigenze dei volontari: il loro prezioso lavoro richiede ascolto e formazione continua!

 

  1. Quali sono i vostri obiettivi di medio e lungo termine e quali i punti di forza?

Formazione e una nostra parola d’ordine e questo vale per tutti i nostri ambiti di servizio. Formazione data e, soprattutto, formazione ricevuta, per essere sempre al passo con i tempi e per poter rispondere in maniera efficace, puntuale e professionale ad ogni bisogno e ad ogni persona che incontriamo.

Per SOS Vita chat, uno dei nostri obiettivi e offrire un servizio h24. Al momento i volontari formati riescono a garantire una presenza diurna pressoché costante, anche se devono conciliare i loro turni con gli impegni lavorativi e personali. Nostro obiettivo e ampliare questa presenza alle ore notturne e renderla sempre più strutturata e numerosa. In generale, insomma, puntiamo a migliorare tutti i servizi che offriamo.

 

  1. Come il vostro operato migliora l’intera società?

Può sembrare banale come affermazione ma cerchiamo di migliorare la società, passo dopo passo, donna dopo donna che incontriamo.

Abbiamo riscontrato negli anni che la nostra presenza fa la differenza, sia per l’accoglienza di nuove vite sia a livello qualitativo della vita dei singoli. Non poco, direi.

 

  1. Quali sono le principali sfide dei volontari CAV in Italia?

Una delle difficoltà che si incontrano, a livello di società contemporanea, in generale e farsi ascoltare. Beh, questo vale a maggior ragione per il nostro ambito di servizio. Viviamo, purtroppo, in un’epoca tanto impegnata nelle attività quotidiane ma che per questo rischia di perdere tanto. Far sapere che ci siamo diventa, quindi, già un lavoro impegnativo. Rischiamo spesso di non avere lo spazio e l’opportunità per raccontare il nostro stile, fatto di pura accoglienza.

 

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