Largo Scornavacca: evento storico per il Cav di Cav Ascoli Piceno

Un dono gradito e totalmente inaspettato: una chiamata, una proposta, lo stupore e la gioia per tutti coloro che del CAV fanno parte o che sono ad esso vicini!

Qualche settimana fa ricevo una chiamata dall’avv. Piera Seghetti, presidente del Club Soroptimist di Ascoli Piceno. Mi comunica che la sig.ra Teodori, una loro associata, per il Progetto Nazionale “TOPONOMASTICA AL FEMMINILE”, a cui il loro Club ha aderito, ha proposto la fondatrice del CAV, prof.ssa Eugenia Scornavacca.

Il progetto, le cui finalità sono quelle di “Chiedere una maggiore attenzione alla toponomastica femminile […] poiché è importante intitolare strade a nomi di donne per riportare alla luce le presenze femminili significative per la storia e la cultura di ogni angolo del Paese per recuperare la memoria di tante donne del passato[…] e per conservare il ricordo di chi lo ha meritato”, sembra calzare a pennello per la nostra indimenticata Eugenia!

Donna coraggiosa ed illuminata – che ha dedicato la sua vita al rispetto della dignità della donna, in qualsiasi condizione affronti la vita, fondatrice del CAV nel 1979 – lo ha meritato, lo merita: noi che siamo qui adesso, conoscenti diretti ed indiretti, ne siamo certi. Moltissimo ha operato nel sociale per la nostra città: la vita di Eugenia Scornavacca si lega indissolubilmente alla difesa dei valori sulla vita di ogni essere umano nella sua manifestazione più fragile.

Fu una donna di raffinata cultura, laureata in Lettere nel 1943, presso l’Università Cattolica di Milano, stabilitasi con la famiglia in Ascoli, si dedicò all’insegnamento ed alle opere di carità a favore delle donne. Discreta, silenziosa, sorridente, gentile, ha lottato, quasi senza rumore, sulla verità della vita, dal suo concepimento alla morte. Una donna ora più che mai contemporanea: da vera laica, sostenuta dalla fede evangelica, dedicò il suo aiuto alle donne di ogni ceto ed etnia in attesa di essere madri, spesso vittime di violenza, di abbandono e in difficoltà economiche, recuperando in loro la speranza nel futuro.

Grazie ad Eugenia e quindi al CAV e ai suoi volontari, negli anni, sono venuti al mondo più di 300 bambini. E come simbolo di Speranza, Eugenia ha lasciato un altro evidente segno: nel cimitero cittadino, primo in Italia, è stato innalzato un “Monumento ai bambini non nati” per riconoscere nel feto una dignità che si ribella alla definizione di “rifiuto ospedaliero” e allo stesso tempo simbolo di quel perdono e di quella carezza necessari per riprendere a vivere.

Durante le esequie il Vescovo Silvano Montevecchi la ricordava, alla folla, come una donna che, per le sue virtù di fede, di speranza e di carità era entrata in cielo in odore di santità. Visse nella sobrietà, sempre lontana da ogni tipo di pubblicità e di “luci della ribalta”, lavorando nel silenzio.

L’intitolazione di una via cittadina a questa grande donna costituisce un evento eccezionale, per il quale, come Presidente del CAV, ringrazio il Club delle Soroptimist tutto, a partire dalla Presidente Piera Seghetti, l’assessore Donatella Ferretti, la vice presidente del CAV Agnese Ivana Sandrin e coloro che hanno contribuito affinché tutto ciò si realizzasse.

L’intitolazione della via si è tenuta l’8 marzo, festa della donna!

 

Largo Scornavacca: evento storico per il Cav (.pdf)