Lettere al Popolo della Vita di Marina Casini Bandini, Presidente Nazionale Movimento per la Vita Italiano

Carissimi,

la fama di santità di Jérôme Lejeune ha raggiunto un importante traguardo: Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione per le Cause dei santi a promulgare il decreto che riconosce «le virtù eroiche del Servo di Dio Jérôme Lejeune, fedele laico; nato il 13 giugno 1926 a Montrouge, in Francia, e morto a Parigi il 3 aprile 1994». Nato nel mese di giugno, appunto, alle porte di Parigi. Per questo abbiamo pensato di dedicare a lui il numero si Sì alla Vita web di questo mese. Il Professor Lejeune è stato un grande difensore della vita umana nascente. Un esempio di virtù, di professionalità, di umanità e di fede. «Un testimone unico e appassionato» si legge sulla copertina del Sì alla Vita cartaceo dell’aprile 1994, dedicata a lui come omaggio all’indomani dalla sua nascita al Cielo all’alba del giorno della Resurrezione. Un modello di medico e di scienziato che aveva preso sul serio il Giuramento di Ippocrate oggi rimasto un cimelio storico piuttosto che un testo basilare per il corretto esercizio della medicina.

Tutti sappiamo più o meno chi è Jérôme Lejeune: il medico genetista e pediatra francese di fama internazionale le cui scoperte hanno permesso di capire il mistero di una malattia della quale si ignorava l’origine genetica come la Trisomia 21, «credente dalla fede cristallina […] uomo di grandi virtù umane, intellettuale coinvolgente e persuasivo», è il ritratto che ne fa l’AMCI che ne ricorda il coraggio e la coerenza perché «il suo rifiuto dell’aborto, della fecondazione extracorporea e di ogni forma di selezione e di forzatura della maternità naturale, convinzioni moralmente radicate e scientificamente argomentate senza paura e in ogni sede […] gli costarono l’aperta ostilità di tanti colleghi, intellettuali, mass media e del mondo accademico, con ostacoli continui alla sua attività di ricerca».

Eppure, come si vede scorrendo la sua biografia, di onorificenze, riconoscimenti e titoli ne ha ricevuti tanti e anche prestigiosi. Ma il suo coraggio e la sua coerenza gli costarono ostilità ed emarginazione. Non si tirò mai indietro, né replicò rendendo “male per male”. Anzi. Sembra proprio di sentore nella vita di Lejeune l’eco della beatitudine “nella vita di Lejeune quel «Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Il presente numero di “Sì alla Vita” ci offre solo un assaggio della grandezza di quest’uomo di cui il tempo ci restituirà l’altissimo profilo umano e spirituale. Già adesso moltissimi sono gli scritti su di lui e l’interesse verso la sua persona. Chi desiderasse chiedere grazie attraverso la sua intercessione può ricorrere alla preghiera proposta dall’Associazione “Amici di Jérôme Lejeune”:

«O Dio che hai creato l’uomo a tua immagine e lo hai chiamato a condividere la Tua Gloria, ti rendiamo grazie per aver fatto dono alla Tua Chiesa del Professore Jérôme Lejeune, eminente Servo della Vita. Egli ha saputo mettere la sua immensa intelligenza e la sua fede profonda a servizio della difesa della vita umana, specialmente della vita nascente, nel pensiero instancabile di curare e guarire.

Testimone appassionato della verità e della carità, ha saputo riconciliare, agli occhi del mondo contemporaneo, la fede e la ragione. Per sua intercessione, concedici, secondo la Tua volontà, le grazie che imploriamo, nella speranza che egli sia presto annoverato nel numero dei Tuoi santi».

 

Lettere al Popolo della Vita (.pdf)