Lettere alle suore di clausura di Carlo Casini – Vittoria Quarenghi, Deputati al Parlamento

Reverenda Madre,

 

la nostra precedente lettera ha avuto risposte numerose. In spirito di verità diciamo che esse ci sono state di grandissimo conforto. Ora sappiamo tangibilmente che in ogni parte di Italia si prega incessantemente perché Dio presti la sua forza alla estrema debolezza delle nostre capacità. Ci appare di enorme significato il fatto che mentre la campagna a favore dell’aborto è ovunque sostanzialmente condotta in nome della liberazione della donna e per la spinta, più o meno consapevole, della cosiddetta rivoluzione sessuale, la difesa della vita nel punto di sua maggiore fragilità e povertà ed in una prospettiva di ricomposizione morale e civile del popolo intorno ai diritti umani fondamentali compia i primi passi affidandosi non al clamore delle manifestazioni, ma al silenzio orante di vergini che hanno sacrificato tutto per donare tutto a Dio ed agli uomini.

Il 13 ed il 14 dicembre u.s. si è svolto a Roma il direttivo nazionale del Movimento per la Vita. In quella circostanza abbiamo letto alcune delle vostre lettere di risposta.

Ora ci aspettano alcune imminenti scadenze che esigono di rafforzare la vostra preghiera in alcuni particolari giorni.

L’8 gennaio la Corte Costituzionale esaminerà in seduta pubblica le eccezioni sollevate dai giudici italiani sulla legge 194. La Corte potrebbe annullare la legge in tutto o in parte se la ritenesse contraria alla Costituzione. Ciò eviterebbe ogni referendum (perché sarebbe cambiata o abrogata la legge di cui si è chiesto l’abrogazione), darebbe una soluzione giuridica stabile alla difesa della vita (perché la Costituzione non può essere cambiata se non con complesse procedure), aiuterebbe tutti gli altri movimenti per la vita del mondo (fino ad ora vi sono state soltanto quattro sentenze costituzionali in altri paesi sull’aborto: è stata abortista quella degli Stati Uniti del 22.1.73; antiabortista quella della Germania federale del 25.2.75; neutre perché non sono entrate nel merito, quella francese ed austriaca).

Naturalmente la decisione sarà conosciuta molto tempo dopo l’otto gennaio, ma ci sembra che sia bello e giusto pregare particolarmente quel giorno. Tutte le previsioni fanno ritenere che la Corte Costituzionale arriverà ad una soluzione abortista e confermerà la legge 194, ma … voi ci avete scritto: “ciò che è impossibile per gli uomini è possibile per Dio”: che Egli illumini le intelligenze ed apra i cuori di tutti i giudici costituzionali!

Il 10 gennaio si svolgerà a Roma, presso la Domus Mariae, un incontro del Movimento per la vita con tutti i massimi responsabili delle principali associazioni cattoliche laicali d’Italia: cercheremo insieme una unità di orientamenti, di linguaggio, di azione. Le difficoltà restano molte, sebbene tanta strada sia stata compiuta. Noi pensiamo che l’unità tra i cattolici sia il presupposto di una più larga unità tra tutti gli uomini. Perciò il giorno 10 gennaio, mentre noi discuteremo a Roma, contiamo di essere pressati dalla vostra preghiera verso l’unità ed il coraggio comune.

Il 14 gennaio ancora dinanzi alla Corte Costituzionale si discuterà definitivamente sulla ammissibilità dei nostri referendum. Vi è rischio grave che interessi politici cerchino di impedirne la esecuzione o di farli rinviare a data da destinare. Noi considereremmo un tal risultato un grave errore. Secondo noi la tutela della vita è il massimo problema, non solo morale, ma anche politico e non è possibile posporla a qualsiasi altro problema politico. Tuttavia a molti anche cattolici il referendum fa paura: si teme la sconfitta e le conseguenze negative di essa. Il 14, perciò, occorre pregare perché emerga la soluzione più utile alla battaglia per la vita. Noi crediamo che questa consista nella dichiarazione della ammissibilità dei nostri referendum (o almeno di uno tra questi) e nella esclusione di ogni intralcio alla loro esecuzione e per questo vi chiediamo di pregare.

Ma la vostra orazione – anche in caso di risultato diverso – ci darebbe il conforto dell’umiltà: noi dobbiamo cercare fino in fondo ciò che a noi sembra giusto, ma può darsi che anche una soluzione diversa nei piani di Dio possa pervenire ad un risultato migliore.

Ecco: vi abbiamo palesato le nostre preoccupazioni ed i nostri programmi e lo abbiamo fatto “dal di dentro” esprimendo la profondità del nostro cuore così come non avremmo potuto fare con nessun altro.

Oggi è Natale ed uniamo il nostro fervido augurio anche per l’anno nuovo! Ci sospinge la speranza in un avvenire migliore perché questo – nonostante tutto – è il senso ineluttabile della storia. Che la Speranza, la gioia, la luce crescano per tutti!

 

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