Ma allora non basta l’”assistenza”. Occorre… di Giulio Bianchi

Sì, occorre “manifestare, ovvero far vedere la profonda ingiustizia dell’aborto, far vedere quanto è disumana la giustificazione dell’interruzione volontaria della gravidanza e quanto è bello e degno di un essere umano accogliere e solidarizzare; far vedere il dolore delle donne che sono state spinte ad abortire, far vedere e analizzare quelle spinte animate da una cultura di morte. Con manifesti? Anche!

Ma tanti sono i modi di fare cultura della vita. Scrivere ai giornali o mandare messaggi ai media, ad esempio. Potenziare un’animazione social delle organizzazioni pro-life. Anche manifestare nel senso più corrente del termine, certo. Jeffrey Bruno in it.aleteia.org ci informa ad esempio della recente manifestazione di Filadelfia (Philadelphia) negli USA. Ecco la cronaca: “la Pro-Life Union (un’organizzazione pro-vita con base a Filadelphia) ha unito le sue forze a quelle dell’arcivescovo Nelson Perez e dell’arcidiocesi di Philadelphia per ricordare gli oltre un milione di aborti effettuati nella Città dell’Amore Fraterno [“Filadelfia”, appunto] dalla legalizzazione dell’aborto nel 1973.

La giornata è iniziata con la celebrazione della Messa nella basilica cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, presieduta dall’arcivescovo Perez. […] Al termine della Messa, più di mille persone si sono riunite sui gradini della cattedrale per marciare in solidarietà proclamando la dignità e il valore di ogni vita umana. […] Difendere i bambini non nati è una lotta per i diritti civili. Alla sfilata a Independence Square, Ashley Garecht, membro del consiglio della Pro-Life Union, ha ricordato Harriet Tubman e altre persone che hanno combattuto contro la schiavitù. “Thaddeus Stevens ha lavorato con fierezza e costanza per l’abolizione… Niente riusciva a fermarlo nel suo slancio per porre fine alla schiavitù in America, e così, mentre ricordiamo questi pilastri di coraggio e impegno, riconosciamo che ora è il nostro turno di difendere gli esseri umani non nati, i membri più disumanizzati della nostra società. E nulla ci fermerà finché non avremo svolto il nostro compito”, “Nulla ci fermerà finché ogni donna che viene sfidata nella sua capacità di portare avanti la gravidanza, o si sente sola e schiacciata dalla prospettiva della maternità, sappia che ci sono delle opzioni a favore della vita… che difendono la dignità sia della madre che del bambino… [La donna] è forte, e degna d’amore, e merita qualcosa di meglio dell’aborto”. Aborto che negli USA torna ad essere favorito dalla nuova amministrazione Biden.

Che cosa accade negli Usa?

Biden pro “choise”, ovvero proaborto. “Proprio nel 48° anniversario di Roe v. Wade, la sentenza della Corte Suprema che legalizza l’aborto – scrive Elena Molinari nel quotidiano “Avvenire” – il nuovo capo della Casa Bianca ha promesso di proteggere «il diritto di scelta» delle donne”, ovvero il diritto di abortire. “Biden è cattolico e il suo sostegno a politiche per l’interruzione di gravidanza ha sollevato le critiche della Conferenza episcopale Usa il cui presidente, l’arcivescovo di Los Angeles José Gomez, nel congratularsi con il nuovo presidente ha avvertito che alcune sue politiche «promuovono mali morali e minacciano la vita e la dignità umana». I provvedimenti pro-aborto della nuova amministrazione, già in atto o in prospettiva, costituiscono “motivi di preoccupazione per gli organizzatori della Marcia nazionale per la Vita”, che si è svolta il 29 gennaio, “già delusi dalla necessità di tenerla in forma virtuale a causa delle tensioni politiche nella capitale Usa e della pandemia”.

Fermenti pro-life

“Il movimento pro-life americano – scrive ancora Elena Molinari – è però rassicurato dal progresso che si registra nei singoli Stati Usa (soprattutto repubblicani), dove negli ultimi anni sono state emanate decine di leggi anti-aborto, e dalla speranza che queste approdino alla Corte Suprema, spingendola a rivedere Roe v. Wade.

«Sono molto ottimista – spiega Carol Tobias, presidente del Comitato nazionale per il diritto alla vita -. Ci sono sempre più proposte di legge a favore della vita e sempre più giudici aperti ad accoglierle se vengono sfidate in tribunale». In Arkansas, ad esempio, un nuovo disegno di legge vieta gli aborti se non per salvare la vita di una donna. I legislatori in Texas considerano limiti all’interruzione di gravidanza.

In Montana si prevede che le leggi anti-aborto avanzino ora che il repubblicano Greg Gianforte ha sostituito il democratico Steve Bullock come governatore. E la Carolina del Sud sta discutendo una misura che proibirebbe gli aborti quando viene rilevato il battito cardiaco fetale. Progetti simili sono stati approvati in diversi altri Stati, ma finora i tribunali ne hanno bloccato l’attuazione”.

Dagli Usa a … Lonigo!

Ma segni positivi e incoraggianti per chi ha a cuore la vita vengono anche da territori vicini a noi. Donata Fontana de “La nuova Bussola quotidiana” ci informa che “Giovedì 17 dicembre il consiglio comunale di Lonigo, cittadina di 16 mila abitanti tra Vicenza e Verona, ha approvato una mozione dal titolo “Sostegno alla vita nascente”. La mozione è stata proposta dai consiglieri di minoranza Francesca Dovigo ed Edoardo Bonato (Lega) ma è stata votata anche dalla maggioranza, il che rende interessante questa operazione di politica locale dal significato non solo locale. Cosa diceva la mozione, approvata con qualche piccola modifica? Ecco alcuni stralci: “Riconoscimento dell’alto valore della maternità e paternità”; “tutela delle funzioni genitoriali e della libertà educativa”; “rimozione degli ostacoli di ordine sociale, culturale ed economico che impediscono le nuove nascite”; “tutela e promozione della vita fin dal concepimento e in tutte le sue fasi”; “interventi volti a prevenire e a rimuovere le difficoltà economiche, sociali e relazionali che possono indurre all’interruzione di gravidanza”; “contrastare l’emergenza economica che sembra minacciare come fattore primario la natalità”; nuova denominazione di Assessorato alla famiglia; istituzione nel territorio comunale e in forma ufficiale della “Giornata della Vita”.

Opportunamente la giornalista nota che “la mozione riprende una legge regionale (la n. 20 del 28 maggio 2020) dedicata a “Interventi a sostegno della famiglia e della natalità” che istituisce fondi, organismi rappresentativi, strumenti di sostegno e incentivi vari in promozione della vita e della famiglia. Si sa – commenta – che le leggi regionali possono anche rimanere disattese se i Comuni non le utilizzano sul campo e si può pensare che molti di essi non ne siano nemmeno a conoscenza. Ecco perché il caso di Lonigo può fare da battistrada e di esempio per altri Comuni veneti nella valorizzazione di questa legge regionale e provocare un effetto a catena nei prossimi tempi. In altre parole: un caso pilota”. Anche perché “la proposta [della delibera] è venuta dall’opposizione [Lega] ma è stata fatta propria anche dalla maggioranza”. Certo, non sarà facile tradurre in realtà la presa di posizione del consiglio comunale, ma il pronunciamento del Consiglio comunale di Lonigo resta interessante, molto interessante.

 

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