Manifestazione ♯restiamoliberi di Massimo Magliocchetti

Gandolfini: “Nessuna emergenza omofobia, si pensi alle famiglie”

 

Si è svolta sabato scorso a Roma, nella splendida cornice di Piazza del Popolo, la manifestazione #RestiamoLiberi per la libertà, per la difesa dei bambini e della verità sulla famiglia e sulla persona esprimendo il contrasto alla proposta di legge Zan-Boldrini- Scalfarotto sull’omotransfobia. Per capirne il significato e le ragioni abbiamo incontrato Massimo Gandolfini, Presidente del Comitato Difendiamo i Nostri Figli e dell’Associazione Family Day, esponente di spicco del folto gruppo di associazioni che hanno organizzato l’evento.

 

Presidente, il Parlamento ha premuto l’acceleratore sulla discussione del ddl Zan, in tema di omofobia. Cosa sta succedendo in Parlamento?

Il ddl Zan, in un primo momento calendarizzato in Aula per il 20 ottobre, è stato spostato di circa una settimana per problemi contingenti legati all’infezione COVID in Parlamento.

Ma l’aspetto che va sottolineato e condannato con forza è che in questo momento di grave emergenza, sociale ed economica, del nostro Paese, con una legge di bilancio pesantissima e tutta ancora da scrivere, il Parlamento sia occupato a discutere un progetto di legge inutile, dannoso, che divide l’opinione pubblica italiana e che non ha nessuna necessità di essere discusso come fosse un’emergenza. Deputati e Senatori si preoccupino di varare norme che aiutino le famiglie ridotte in povertà, di assicurare insegnanti di sostegno ai nostri figli disabili, di garantire il diritto al lavoro per chi ha di fronte lo spettro del licenziamento. Questo devono fare un governo ed una classe politica seria e responsabile.

Secondo alcuni commentatori è una legge attesa, altri invece ne denunciano gli aspetti negativi. Cosa pensa a riguardo?

Sono mesi che andiamo ripetendo, portando argomentazioni oggettive e razionali, che questo ddl è inutile, dannoso e pericoloso. Non esiste alcun vuoto normativo come sentiamo affermare in modo falso e strumentale: Costituzione, leggi e codice penale garantiscono che chiunque commette atti violenti, minacce o discriminazione nei confronti di chiunque venga perseguito e condannato. Non mi risulta che oggi vi siano in giro, liberi, soggetti colpevoli di atti di violenza: sono alloggiati nelle patrie galere, come è giusto che siano. Quindi, le leggi e le norme per difendere le persone omosessuali, come ogni altro cittadino, ci sono e vanno applicate. Stiamo vivendo una situazione paradossale: si stanno mettendo le basi per una discriminazione opposta. Volendo ipertutelare le persone omosessuali, vengono discriminate le persone eterosessuali, in quanto prive di una qualità di dignità superiore data dall’omosessualità! In palese contrasto conl’articolo2dellanostra Costituzione. Infine non dimentichiamo che l’Italia è uno dei Paesi più accoglienti al mondo nei confronti delle persone omosessuali. I dati OSCAD/OSCE sono ufficiali ed inequivocabili. Paesi che hanno già legislazioni del tipo ddl Zan hanno numeri molto più alti per atti di violenza nei confronti delle persone omosessuali. Il che significa che quella legge non solo non serve, ma – alla prova dei fatti – può risultare addirittura controproducente. Mi permetta di dire che questa “eccezione Italia” (come ci diceva San Giovanni Paolo II) è frutto della cultura cristiana che ha innervato il nostro Paese, insegnando amore e tolleranza verso chiunque.

Il mondo prolife si è unito contro il ddl Zan, per ribadire che la necessità di “rimanere liberi”. Cosa significa?

Abbiamo scelto uno slogan semplice e chiaro: RESTIAMOLIBERI.

Perché il ddl in oggetto, introducendo temi come “identità ed orientamento di genere”, cerca di imporre per legge una visione della vita e della società che moltissimi cittadini italiani non condividono e condannano. Una sorta di “indottrinamento di stato” che coinvolge addirittura tutte le scuole di ogni ordine e grado. Tutto ciò è inaccettabile. In tema di differenza dei sessi, affettività, sessualità, famiglia e genitorialità deve essere assolutamente rispettato il principio della libertà di pensiero e di opinione, sancito dall’articolo 21 della Costituzione. Ogni “bavaglio” alle libertà democratiche ha il forte sapore di vergognosa dittatura.

La manifestazione di sabato 17 ottobre è stata un grande successo, grazie all’azione corale delle associazioni per la libertà di pensiero. È un modello di intervento anche per sfide future?

Sabato a Roma erano presenti le delegazioni di 58 associazioni, cattoliche e laiche, prolife e profamily, per far sentire alta la voce del dissenso di milioni di cittadini italiani al tentativo di bloccare la democratica espressione del libero pensiero che i partiti dell’attuale maggioranza di governo stanno tentando di imporre al popolo italiano.

Sigle diverse si sono mobilitate sulla base di un obbiettivo comune: difendiamo la libertà che è costata lacrime e sangue ai nostri padri. Confesso che rimango sconcertato quando di fronte agli attentati alla vita, alla famiglia, alla libertà di educazione e di pensiero, invece di fare fronte comune, ci perdiamo in mille distinguo – spesso ideologici e ammalati di protagonismo – che la gente comune non capisce. Con il risultato di non sentirsi capita, rappresentata ed aiutata. Mi auguro con tutto il cuore che possiamo fare tutti ogni sforzo per essere uniti, leali e coraggiosi. La posta in gioco è altissima ed ogni incrinatura in questo fronte comune fa solo il gioco di chi ha in mente questo “nuovo umanesimo” senza valori, in cui l’uomo diventa dio.

Come ci insegnò S. Agostino dobbiamo sempre alimentare la speranza, e questa ha due figlie: lo SDEGNO per condannare il male che ci circonda, e il CORAGGIO per cambiare quanto sta accadendo. Tradotto in termini attuali e concreti: sdegno per contrastare governi e partiti che lavorano contro la vita e la famiglia, e coraggio per sostenere nuove politiche che promuovano i valori irrinunciabili.

 

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