Mutazioni genetiche self-service. L’intervento del Santo Padre.

Il 19 novembre scorso, il Santo Padre si è rivolto ai membri del pontificio consiglio per la cultura, apportando un contributo significativo rispetto alla problematica del tutto peculiare che rappresentano, per la riflessione antropologica, gli ultimi sviluppi delle bio-tecnologie e della medicina.

“In primo luogo, la medicina e la genetica (…) In secondo luogo, le neuroscienze (…)Infine, i progressi incredibili delle macchine autonome e pensanti, che sono già in parte diventate componenti della nostra vita quotidiana(…) Tutti questi sviluppi scientifici e tecnici inducono alcuni a pensare che ci troviamo in un momento singolare della storia dell’umanità, quasi all’alba di una nuova era e alla nascita di un nuovo essere umano, superiore a quello che abbiamo conosciuto finora.”

(DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCOAI PARTECIPANTI ALLA PLENARIA DEL PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA CULTURA .Sala del Concistoro
Sabato, 18 novembre 2017)

In effetti il pontefice va al cuore di quella criticità strutturale che caratterizza oggi il rapporto tra etica e biotecnologie. Un esempio concreto potrebbe essere quello che ci offre un noto bioeticista italiano.

In un interessantissimo articolo del prof. Paolo Benanti infatti, docente di bioetica dell’Universitá Gregoriana di Roma, dal titolo: “Biohacker: modificare il proprio DNA ora si può”, viene attentamente descritto  il fenomeno inedito e paradigmatico del biohackeraggio.

La volontà di auto-definire finanche il proprio  DNA prende corpo, oggi, attraverso il cosiddetto CRISPR-Cas9. “Una tecnica, precisa e potente, che usa la molecola Cas9 e un sistema batterico chiamato CRISP, presente in circa la metà dei batteri animali e nel 90% degli archeobatteri”.“La vera rivoluzione introdotta da questa tecnica”– scrive Benanti-“è la semplificazione del processo ingegneristico che consente una manipolazione prima impensabile”. Naturalmente ancor prima dei problemi etici che questo fenomeno solleva, come lo stesso autore fa notare, esistono soprattutto problemi scientifici. Infatti un’operazione di questo genere presenta un margine di rischio non sottovalutabile, soprattutto se  viene applicata sull’uomo. Di fatto, gli effetti collaterali finora riscontrati non sono pochi. Basti pensare che all’Università Sun Yat Sen di Pechino, tagliando il DNA anche al di fuori della sequenza target hanno avuto luogo mutazioni non desiderate. Josiah Zainer, ex- ricercatore della Nasa, è diventato nell’ottobre 2007, la prima persona conosciuta per aver modificato i propri geni con CRISPR. La sua filosofia in fondo si sviluppa sulla base del ragionamento per cui : se è lecito modificare il proprio corpo con piercing o tatuaggi, allora perché non dovrebbe essere possibile farlo a livello genetico?

Lo sdoganamento di questa posizione, per certi versi una vera e propria“impostazione etica”, potrebbe avere delle implicazioni molto, ma molto pesanti nel futuro prossimo.

“Tutti questi sviluppi scientifici e tecnici inducono alcuni a pensare che ci troviamo in un momento singolare della storia dell’umanità-dice ancora il papa-quasi all’alba di una nuova era e alla nascita di un nuovo essere umano, superiore a quello che abbiamo conosciuto finora.Sono in effetti grandi e gravi gli interrogativi e le questioni che ci troviamo ad affrontare. Essi sono stati in parte anticipati dalla letteratura e dai film di fantascienza, fattisi eco di paure e di attese degli uomini. Per questo, la Chiesa, che segue con attenzione le gioie e le speranze, le angosce e le paure degli uomini del nostro tempo, vuole porre la persona umana e le questioni che la riguardano al centro delle proprie riflessioni.”

Simone E. Tropea, Agenzia Vitanews

 

Mutazioni genetiche self-service. L’intervento del Santo Padre.