Noicattaro si interroga sul fine vita

La legge sul testamento biologico “non va, poiché assolutizza il principio dell’autodeterminazione”. E’ stato netto Gian Luigi Gigli, Presidente nazionale del Movimento per la vita italiano, che lo scorso 19 ottobre ha partecipato ad un importante evento a Noicattaro, nel barese. Partendo dal tema del convegno – uguale a quello del primo evento pubblico tenuto dal Movimento per la vita cittadino ben vent’anni fa -, “Qualità o Valore della Vita”, Gigli ha smontato il concetto di “autodeterminazione”, soprattutto su un tema delicato come quello della vita, che sia nascente o nella sua fine. Del secondo aspetto si è voluto riflettere nella gremita sala consiliare nojana, alla presenza di tante associazioni e di tanti amici del movimento locale, che ha organizzato l’evento.

Si è affermato come ogni individuo sia il principale responsabile della vita, ma, al contempo, sia parte di una comunità “dove vive e per cui vive”; in questo senso il principio dell’autodeterminazione deve fare i conti non solo con la propria fede, ma anche con la Costituzione italiana, che reputa la vita umana un bene della comunità.

La legge in discussione in questi ultimi mesi, invece, in alcuni dei suoi passaggi, porta in sé un concetto opposto. E in più ha la pretesa di definire trattamenti sanitari sia l’idratazione che la nutrizione assistita, che possono essere considerati assistenza, terapia o persino trattamenti aggravanti la vita di una persona.

C’è il rischio di una “lacerazione” tra la professione medica e la vita stessa dei pazienti, andando verso una legislazione che preveda un’“eutanasia attiva”.

Nel corso del suo intervento Jorge Navarro Solano, medico-fisiatra a Ceglie Messapica, nel brindisino, si è soffermato sulle “DAT”, previsto in Andalusia da ben quindici anni: un modulo che presenta alcuni esempi per orientare l’individuo a capire qual è la qualità della sua vita. Nel caso di poca “inerenza”, viene giustificata la sospensione del trattamento di cura. Ci si ritrova di fronte a casi in cui un individuo decide le sorti della propria vita annerendo una casella, in evidenti momenti di disperazione. Questo provoca che i medici risultino persino inermi, non avendo nessuna possibilità di poter aiutare i malati.

“Nessun dorma”, si è cantato durante la serata, in una logica di gioco-messaggio proposto dalle splendide voci del soprano Adriana Damato e del tenore Massimo Liaci, accompagnati al pianoforte dal maestro Angelo Palmisano. Una musica, la loro, per ribadire a tutti il testo della famosa aria come monito per la propria esistenza.

Bisogna ritornare al principio secondo cui “la vita di ognuno è messa a disposizione per la vita degli altri”, ha detto il sindaco di Noicattaro Raimondo Innamorato chiudendo i lavori.

“Qualità” e “Valore” della Vita, si è detto durante il convegno, sono due parametri fondamentali per giudicare una società civile; concetti che sono tornati spesso nel lungo cammino ventennale del Movimento per la vita di Noicattaro.

Rossella Cinquepalmi, Presidente MPV Noicattaro (BA)

 

Noicattaro si interroga sul fine vita