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Assemblea elettiva del 5 settembre

Sì, con l’assemblea elettiva di Bassano è stata stretta una nuova alleanza tra i responsabili dei cav-mpv locali e la nuova presidenza + direttivo + membri del direttivo nazionale che essi hanno eletto perché rendano un importante servizio al collegamento tra le associazioni, alla formazione, alla realizzazione di iniziative pro-vita di respiro regionale o nazionale.

Rossella Oselladore, responsabile (dal maggio scorso) del CAV di Vicenza, è la nuova presidente della Federazione veneta dei Centri- Movimenti per la vita. Il Direttivo eletto a Bassano è composto da Pierina Arrigoni (SedicoBL), Gambato Daniela (Mirano), Faggionato Jennifer (Noventa Vicentina), Parolin Francesco (Bassano), Soldera Gino (Conegliano), Tescari Giovanna (Torri di Quartesolo).

Naturalmente, parteciperanno al direttivo senza diritto di voto i Coordinatori provinciali.

Aggiungiamo, complimentandoci per la sua disponibilità, che Garbin Bruno del CAV di Cologna Veneta è il nuovo revisore dei conti. Candidati al nazionale nominati dall’Assemblea sono risultati Falconi Gabriele (Bassano), Pivetta Irene (Venezia), Bruna Rigoni (Bassano), Tosato Andrea Matteo (Monselice), Vinci Marcello (Padova). Nota bene: nell’Assemblea nazionale di fine settembre sono poi risultati effettivamente membri del Direttivo Mpv italiano Falconi, Pivetta, Rigoni, Tosato, mentre Vinci è stato eletto tra i probiviri del Mpv italiano.

 

Il triennio 2018-2021: Come è andata?

Ogni Assemblea elettiva comincia con la relazione del presidente uscente sul triennio di gestione della Federazione. Come è andata in questi ultimi tre anni? Bene, molto bene, se – come leggiamo nel Verbale dell’Assemblea – “Alla conclusione, su proposta di Vinci, Bruna Rigoni viene eletta Presidente Onoraria della FRV. L’Assemblea tributa a Bruna una lunga ovazione”. Insomma, Bruna Rigoni è stata proclamata per acclamazione presidente onorario della Federazione veneta, dopo tanti proprio tanti riconoscimenti e attestazioni di stima emersi nelle varie fasi e interventi assembleari.

 

Rossella e Bruna

Anche il saluto finale della neoeletta Rossella Oselladore attestava stima e affetto per la presidente uscente della Federazione: “Mi sono emozionata quando Bruna Rigoni ha iniziato la sua relazione e la mia mente è corsa a quando ci eravamo conosciute anni fa e a quanto mi aveva colpito la sua passione per la difesa della vita che negli anni è diventata sempre più grande e coinvolgente”. Ma non solo. Dopo aver ricordato Andrea Tosato e Irene Pivetta (“che meraviglia quanto impegno e generosità nel mettere a disposizione le loro competenze a favore del MPV giovani”), i coniugi Busellato (“sono sempre una risorsa, un pilastro e un punto di riferimento per la Federazione”), Andrea Basile (“Un sincero plauso a Andrea Basile per la pacatezza e la autorevolezza con le quali ha presieduto l’assemblea”), Rossella ha detto: “La fiducia accordatami mi onora e mi incoraggia ad assumere il peso delle responsabilità che l’incarico richiede, soprattutto dopo anni di vita associativa guidati con generosità, passione e competenza dalla Presidente Bruna Rigoni. Bruna è per tutti un patrimonio prezioso, del quale dobbiamo essere orgogliosi e consapevoli per il futuro. Bisognerà far fruttare quanto la Presidente Bruna e il suo Direttivo hanno consolidato in questi anni, pur nella consapevolezza di tante difficoltà, ma con la convinzione comune che i problemi si devono condividere e affrontare tutti assieme, ognuno con le proprie peculiarità e le proprie capacità”.

 

Il programma? Continuità e non solo

La nuova Presidente della Federazione ha affermato che “Per quanto mi riguarda mi impegnerò per dare continuità al lavoro svolto fino ad oggi, cercando di rappresentare al meglio la Federazione e di accogliere le sollecitazioni di colleghi al fine di dare sempre più visibilità ai CAV e MPV nella nostra società”.

Ma nel suo discorso appare chiaro un’avvertita urgenza di promuovere anche in modo nuovo la cultura della vita in tutte le sue declinazioni: “È fondamentale impegnarsi con passione e convinzione per sensibilizzare sempre di più organismi politici, amministratori, operatori sanitari e la società tutta al fine tutelare il concepito, offrendo alla mamma la vera scelta di vita per lei e per il suo bambino, per la sua famiglia e per la comunità intera”. Interessante il rilievo dato alla formazione: “Il mio personale proposito è spronarci tutti ad una formazione continua. La formazione – spiega Rossella Oselladore – permette di parlare la stessa lingua, di intendersi più facilmente di avere sempre chiara la nostra identità”. Ed è evidente che impegno solidaristico nel Cav e impegno “culturale” del Movimento sono inscindibili.

 

A Bassano c’ero anch’io

Molti interventi: come previsto

Molti, davvero molti sono intervenuti nel corso dell’Assemblea (compreso il segretario nazionale Giuseppe Grande, che ha espresso la comune “gioia di ritrovarci di nuovo in presenza”), intenzionalmente pensata anche come confronto, comunicazione di esperienze, valutazioni, proposte.

Si sono presentati con una breve storia del loro impegno pro-life i candidati alle varie cariche (Gabriele Falconi si è fatto presente con un video, sostenendo fra l’altro che gli operatori socio-sanitari hanno bisogno di punti di riferimento e di appoggio). E hanno goduto di spazio specifico i giovani.

 

I giovani a Roma

Molte cose hanno fatto a livello di organizzazione nazionale del Mpv italiano i nostri giovani, come hanno sottolineato Irene Pivetta (nel servizio nazionale ha applicato vari consigli di Bruna Rigoni, ad. es. “ci vuole manieretta”; e ha sottolineato, fra l’altro, che occorre dare ai giovani indifferenti “qualche domanda in più” e incoraggiare i – pochi – giovani più vicini), Andrea Tosato (“Tre anni molto, molto duri”, per una squadra soprattutto “a trazione veneta”, che – ha confermato Giovanni Buoso consulente comunicazione MpV italiano nel suo intervento – ha prodotto un “grande lavoro”).

 

Giovani col “fuoco per la vita” dentro

Bruna Rigoni (“guardate che fiori che abbiamo”) e lo stesso Buoso (“necessità di persone che siano in grado di accendere i cuori con le parole”) hanno commentato l’intervento della nuova referente giovani regionale Jennifer Faggionato, al centro del quale figurava l’idea che “l’amore è la chiave dell’esistenza”.

Gino Soldera (la nostra società “è alla deriva”, occorre una riscoperta della dimensione coppia-famiglia, del generare).

 

Hanno parlato anche i “vecchi”.

Hanno preso la parola a Bassano, naturalmente, anche i “vecchi” del Movimento, come Marcello Vinci (“pesante” l’esperienza del Forum delle associazioni familiari, non bisogna demordere nella denuncia al TAR – per ora respinta – sulle pillole del/dei giorno/i dopo)

Clara Mazzonetto (è decisivo non limitarsi all’assistenza – men che meno alla “distribuzione” di oggetti: occorre promuovere una vera e propria cultura della vita, stringendo fra l’altro una “Santa Alleanza” con la Chiesa – vedi catechisti, insegnanti di religione e non solo. Molte persone sono intervenute – come abbiamo detto, e come auspicato dal rappresentante di Uniti per la Vita di Treviso Silvano – nella presentazione della propria candidatura, come Arrigoni Pierina (l’esperienza scolastica “dice molto” a chi è impegnato per la vita) Gambato Daniela (la forza delle fede per chi è impegnato per la vita!), Tescari Giovanna (ha considerato una vera e propria “chiamata” il generare i figli e il diventare volontaria Cav), Francesco Parolin (“se sarò eletto sarò con voi nella squadra”).

 

Una candidatura “tormentata”

È intervenuto anche Beppino Coldebella, candidato dal Cav di Cologna veneta per il Direttivo, ma presentato anche da un altro Cav-Mpv, quello di S.Bonifacio, come candidato “alle cariche”, senza specificare la destinazione della candidatura, ovvero a quale organo da eleggere si riferisse. Questa seconda candidatura “generica” è stata alla fine ritenuta improponibile; Coldebella ha ritirato poi anche la sua candidatura al Direttivo, non senza appelli perché recedesse dalla decisione, viste le sue notevoli “prestazioni” organizzative pro-life e la sua vigile attenzione alla progettualità dei CaV-MpV e della stessa Federazione.

 

“Anche noi dei Centri di Aiuto alla Vita eravamo presenti!”

Così esordisce Rossella Oselladore in riferimento alla 21esima edizione di “Azioni Solidali vicentine” svoltasi sabato 2 ottobre 2021 a Vicenza su iniziativa del Centro Servizi per il Volontariato con la partecipazione di oltre cento Associazioni: “È stata veramente una festa e, per noi volontari e soci, un’occasione unica per riprendere relazioni e contatti, non solo tra di noi, ma anche con la comunità, Enti ed Istituzioni e le altre Associazioni del territorio”.

“Diffondere la cultura della vita” Racconta Rossella: “Nell’arco della giornata presso il nostro gazebo si sono alternati con passione ed entusiasmo molti nostri volontari per raccontare della missione dei CAV e del loro ruolo all’interno dell’organizzazione; è un modo anche questo di diffondere la cultura della accoglienza, dell’accoglienza della mamma e del suo bimbo che non si vede ma c’è, e diffondere la cultura della vita”. Non è mancata una “nota di colore”: “Per apparire più visibili, in accordo con la presidente del CAV di Torri di Quartesolo, Giovanna Tescari, abbiamo indossato tutti la bella maglietta del MPV Nazionale che riporta la scritta: “La tua vita è preziosa”.

 

Un assegno a favore della vita

Ma che cosa è accaduto sabato 2 ottobre a Vicenza? “Nella Loggia del Capitanato si sono svolti fin dal mattino dibattiti e confronti sui temi del volontariato e della disponibilità a sostegno del prossimo, e ben 5 Centri di Aiuto alla Vita della provincia su 16 Associazioni beneficiarie hanno ricevuto ciascuno un assegno del valore di 800,00€ a favore del loro servizio”. Presenti al conferimento della somma indicata: per il CAV-MPV di Arzignano la volontaria Foscarini Loredana, per il CAV di Noventa Vicentina le Consigliere Fabris Renata e Ortoman Francesca, per il CAV di Schio la Presidente Gabriella Toso e il tesoriere Leonardo Busellato, per il MPV-CAV di Thiene la Vicepresidente Angela Boscardin e per il CAV di Vicenza la Presidente Rossella Oselladore.

 

Interviste

Nota bene: “Ha concluso la manifestazione una emozionante intervista ad alcuni volontari delle nostre Associazioni e, tra questi, Giovanna Tescari e Silvia Lucchini del CAV di Torri di Quartesolo”.

 

1° Meeting del volontariato a Grisignano di Zocco. 11-12 settembre 2021 Tescari, presidente del Cav di Torri di Quartesolo ci riferisce anche quanto segue: “Sabato 11 e domenica 12 settembre si è svolto a Grisignano di Zocco il 1° Meeting del Volontariato. All’inaugurazione erano presenti rappresentanti della Provincia e della Regione, fra i quali l’Assessore alla sanità e ai Servizi sociali Manuela Lanzarin. A questa manifestazione abbiamo partecipato anche noi del Centro di aiuto alla Vita di Torri, ed è stato veramente un momento di conoscenza e condivisione fra associazioni presenti. Con alcune sicuramente potrebbero nascere rapporti di collaborazione sul territorio. La domenica pomeriggio c’è stato il momento della presentazione delle associazioni partecipanti e io e Bertilla siamo salite sul palco a raccontare un po’ di noi, delle nostre mamme e dei bimbi che stiamo seguendo. Abbiamo soprattutto però parlato del progetto Gemma e della Culla segreta, due progetti molto importanti da far conoscere, perché danno la possibilità ad una donna di salvare una vita”.

 

“Cristina è venerabile. Lo ha decretato il papa.”

Durante l’Assemblea di Bassano non potevano mancare gioia, ricordo (anche della nuova presidente Rossella), appello di preghiera in occasione dell’annuncio di fine agosto di tre nuovi venerabili italiani, tra i quali Enrichetta Quattrocchi (sì, figlia dei beati Luigi e Maria, nel 2001 la prima coppia dell’era moderna a salire all’onore degli altari per le virtù cristiane espresse nella vita matrimoniale), Placido Cortese (morto per le torture Gestapo, dopo aver aiutato perseguitati) e la Serva di Dio Maria Cristina Cella Mocellin, fedele laica e madre di famiglia, nata il 18 agosto 1969 a Cinisello Balsamo (Milano) e morta a Bassano del Grappa (Vicenza) il 22 ottobre 1995.

Storia di maternità e di fede

“Avvenire” [che riporteremo anche con nostre sottolineature o corsivi nel testo] ricorda che “La storia di Maria Cristina è quella di una mamma che ha trovato nella fede la forza eroica di mettere tra parentesi la propria vita per dedicare tutta se stessa alla propria terzogenita, nonostante la malattia terribile che l’aveva colpita. Mamma straordinaria? Forse mamma e basta, convinta che la custodia della vita ricevuta in dono dovesse meritare tutte le attenzioni e tutte le cure necessarie, anche a prezzo di “sospendere l’attenzione” per la propria salute. Una storia che richiama immediatamente quella di Gianna Beretta Molla, quella di Chiara Corbella Petrillo e quella di tante altre madri”.

 

Fede e matrimonio

Prosegue la redazione Internet di “Avvenire”, a firma Luciano Moia: “È una vita breve ma feconda quella di Maria Cristina, nata il 18 agosto 1969 a Cinisello Balsamo (Milano). Cresciuta in parrocchia, vorrebbe entrare nelle Figlie di Maria Ausiliatrice. L’incontro con Carlo a 16 anni le fa cambiare prospettiva. Due anni dopo la scoperta di un sarcoma alla gamba sinistra. Ma le terapie non la distolgono dal raggiungimento della maturità liceale e poi dal matrimonio con Carlo nel 1991. La coppia mette al mondo due bambini. Poi, quando Maria Cristina scopre di essere incinta del suo terzo figlio, riappare la malattia. La scelta è di continuare la gravidanza, sottoponendosi alle cure che non avrebbero messo a rischio la vita del suo bambino”

 

No, mettere a rischio il bambino no

”In una lettera racconta proprio quei momenti a Riccardo, il suo terzo figlio: «Mi opposi con tutte le mie forze al rinunciare a te, tanto che il medico capì già tutto e non aggiunse altro. Riccardo, sei un dono per noi. Fu quella sera, in macchina di ritorno dall’ospedale, che ti muovesti per la prima volta. Sembrava che mi dicessi “grazie mamma che mi vuoi bene!”. E come potevamo non volertene? Tu sei prezioso, e quando ti guardo e ti vedo così bello, vispo, simpatico, penso che non c’è sofferenza al mondo che non valga la pena sopportare per un figlio»”.

 

Testimonianze del marito Carlo

“Ecco quanto ha raccontato in occasione del venticinquesimo anniversario della scomparsa della moglie: «Ci sono vuoti che non possono essere colmati, mi è mancata l’esperienza di vita insieme, ma il pieno che è arrivato da questo vivere ti porta a sentirti felice. È un continuo rinnovarsi, crescere. C’è la sofferenza, che è quella che ti fa tenere i piedi per terra, ma c’è anche tanta gioia. Quando ami di un amore vero, quando entri in una dimensione diversa di bene e amore, capisci che lei è sempre qui. Non è mamma coraggio, il suo non è stato un atto eroico, ha donato la vita a Dio, ha vissuto nella scuola di Gesù». [Vedi molte notizie, foto etc. in www. mariacristinacellamocellin.it]

 

Anche Enrichetta Quattrocchi è “nostra”

“Vita breve quella di Maria Cristina, lunghissima quella di Enrichetta vissuta fino a 98 anni. Lei il dono di una vita voluta al di là della ragione umana e dei consigli dei medici, l’ha ricevuto dalla madre Maria, nel gennaio 1914. I coniugi Beltrame Quattrocchi hanno già tre figli: Stefania (poi suor Cecilia); Filippo (poi don Tarcisio) e Cesare (poi don Paolino). Poi arriva, attesa e desiderata, la quarta gravidanza. Ma già dai primi mesi si presentano problemi quasi insormontabili per quel tempo: violente emorragie che trovano la loro drammatica motivazione nella diagnosi di placenta previa. Il parere del ginecologo, primario del “Regina Elena”, è a senso unico: immediata interruzione di gravidanza, «se si vuole cercare di salvare almeno la madre».

 

Non doveva nascere, invece è vissuta quasi cento anni

Maria e Luigi attingono dalla fede la forza per opporre alla ragione della medicina la speranza di due genitori: «No, questa bambina deve nascere. E sarà sana». E così è stato. Tanto sana da aver vissuto fino a quasi cent’anni dopo una vita piena di opere e di preghiera. A lungo insegnante di storia dell’arte in diversi licei della Capitale (era laureata in lettere), soprintendente presso l’Istituto nazionale della grafica, si dedicò a un’incessante attività di volontariato, cattolico e laicale. E poi accompagnò in numerosi viaggi i treni di ammalati dell’Unitalsi diretti a Lourdes e a Loreto. Dal 1938 entrò a far parte delle Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli, volontaria presso la Croce Rossa durante la Seconda guerra mondiale, si prodiga con i fratelli per soccorrere ebrei e oppositori del regime, in circostanze anche molto rischiose. Una scuola di vita e di preghiera alimentata e sostenuta da una famiglia straordinaria”.

 

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