Pensieri di Jerome Lejeune di Jerome Lejeune – Traduzione a cura di Maria Pia Sacchi

1.Lettera di Jérôme Lejeune a Birthe, la sua fidanzata, il 25 aprile 1952, una settimana prima del loro matrimonio.

Mia povera cara, non hai scelto un miliardario e i nostri inizi saranno duri. Io so ora, tuttavia, che tutto sarà possibile, perché so di poter contare sul tuo coraggio e sulla protezione di Dio, perché ciò che facciamo è buono.

Turpin mi propone un lavoro di un anno o due sui mongoloidi. Tu sai, i piccoli ritardati. Sono certo che ci sia qualcosa da trovare e che sia possibile migliorare la vita di migliaia di esseri umani (ce ne sono circa 10.000 soltanto in Francia), se arriviamo a trovare perché sono così.

È un obiettivo appassionante che ci imporrà grandi sacrifici, mia Cara; se però tu sei d’accordo nell’accettare una vita ben precaria, ma giusta e sana, basata su questa speranza, sono certo che ci arriveremo. (Dico “noi” perché è solamente se tu mi stai al fianco, se tu mi aiuti, che arriverò a qualche risultato).

2.Jérôme ammira la Creazione e medita la Sacra Scrittura con gli occhi dell’intelligenza e dell’anima. Seguiamo un attimo il suo sguardo:

San Luca ci rivela le meraviglie della più tenera infanzia. Rileggete la Visitazione. Che età aveva il piccolo profeta che trasalì in Elisabetta quando fu vicina a Maria che aveva in grembo Nostro Signore? Sei mesi di vita uterina. San Luca, da buon medico, ci specifica questo dettaglio; del resto, l’Angelo stesso l’aveva detto a Maria.

Ma che età aveva allora la forma umana di Gesù? San Luca non lo dice, ma annota semplicemente che subito dopo l’annuncio dell’Angelo Maria si affrettò per andare a trovare la cugina: Maria festinavit. Nella terra di Galilea le distanze non sono molto grandi e i viaggi non sono lunghi, anche a dorso d’asino, anche a piedi. Nel momento della Visita, la forma umana di Gesù era dunque incredibilmente giovane, soltanto qualche giorno, forse una settimana. E tuttavia Giovanni, il piccolo profeta, più grande di sei mesi, trasalì al suo arrivo!

Se i dottori dei nostri giorni si rendessero conto di ciò che dice questo Vangelo, capirebbero intimamente che la scienza non li inganna quando li conduce, attraverso la ragione, a riconoscere che l’Essere inizia con il concepimento. I medici hanno tutto da imparare alla Scuola di Gesù.

3.Voi che siete dalla parte della famiglia sarete presi in giro, si dirà che siete fuori moda, si dirà che ostacolate i progressi della scienza, si brandirà contro di voi lo stendardo della tirannide sperimentale, si dirà che cercate di imbavagliare la scienza a vantaggio di una morale superata. Vorrei dirvi: “Vescovi, non abbiate paura: siete voi che trasmettete parole di vita”.

4.“Non c’è un uomo con la U maiuscola. Ci sono degli uomini, degli individui e ciascuno di essi è rispettabile. Se qualcuno vuole versare una lacrima sulla condizione dell’Uomo, se le alte coscienze si inorgogliscono con slancio parlando della dignità dell’Uomo o dei diritti dell’Uomo, ben poco si preoccupano poi di ciascun uomo, se manca la legge elementare della carità, parola forte screditata ai nostri tempi, ma tuttavia insostituibile che si allarga a tutti e a ciascuno e soprattutto al primo venuto, quello che ci è proprio a fianco, il prossimo come dicevano i catechismi che insegnavano qualcosa. Per il medico, non ci sono effettivamente che degli individui, delle persone, dei soggetti, mai degli oggetti.

5.Questi brani sono estratti dal mio libro “Pregare 15 giorni con Jérôme Lejeune” che il Movimento per la vita ha tradotto:

Jérôme, che non appartiene a nessun partito, ha un acutissimo senso dell’impegno politico. Rifiuta agevolmente gli argomenti che vogliono inibire i cattolici e li invita ad assumere l’impegno dei loro doveri civici, difendendo democraticamente i valori morali.

“Vi diranno: ma quello che fate è assolutamente intollerabile! Voi che rispettate la vita; in pratica vi diranno: voi che siete cattolici… (È curioso: i cattolici devono avere una virtù particolare perché quando qualcuno difende la vita gli si chiede sempre: Sei cattolico? Non gli si chiede mai: Sei massone?) Allora vi diranno: se rispettate la vita siete cattolici, e se siete cattolici non avete il diritto di imporre la vostra morale agli altri. Allora vedete, questo è molto interessante, perché è un argomento da totalitaristi[…]. Voi vivete, anch’io ci vivo, in un paese che si dice paese pluralista[…]. Mi risulta che in una società pluralista, è doveroso – non parlo di diritto ma di dovere – è doveroso per ciascun cittadino cercare di far passare nelle leggi del suo Paese, tanto che può e sempre legalmente, la morale che gli sembra esser superiore; se non lo fa, tradisce il suo dovere democratico perché la democrazia si ha soltanto quando la legge è votata dalla maggioranza. Ora se ciascun cittadino non cerca la legge migliore possibile, egli non compie il suo dovere.”

A coloro che credono che ogni cambiamento positivo a favore della vita sia impossibile, risponde:

“Si dice che l’aborto sia entrato nei costumi e che non si possa far più niente[…] [Ma] un cambiamento può prodursi in senso inverso e, anche senza giocare ad esser profeta, si può esser certi che avverrà. La salute per mezzo della morte è un trionfo derisorio. Solo la vita può vincere.”

 

Pensieri di Jerome Lejeune (.pdf)