Planet Parenthood è in crisi: la presidente lascia di Giovanna Sedda

Leana Wen non è più la presidente di Planned Parenthood (PP), il più grande gruppo di cliniche abortive degli Stati Uniti. Questa è solo l’ultimo episodio di una crisi iniziata con l’avvento della amministrazione Trump. La dott.ssa Wen, medico di pronto soccorso e commissaria alla salute della città di Baltimora, era stata scelta per sostituire Cecile Richards che aveva guidato PP per oltre dodici anni. Tuttavia, il suo mandato è finito in modo inatteso, dopo appena otto mesi, il 16 luglio.
Sulla base della sua esperienza nella sanità pubblica, la Wen aveva inaugurato una strategia di lungo termine che puntava alla “normalizzazione” delle attività di PP: obiettivo finale era cambiare la percezione del gruppo da promotore dell’aborto a erogatore generico di servizi sanitari. Un’operazione che puntava a veicolare l’aborto stesso come un servizio sanitario tra tanti.
L’insidioso piano previsto da Leana Wen avrebbe richiesto però tempi lunghi, un lusso decisamente scarso in questo momento di acceso dibattito politico sull’aborto. Di fatto la nuova strategia è uscita perdente dalle recenti battaglie con i gruppi pro-life. Questi hanno lanciato una offensiva a 360 gradi che ha colto PP impreparata: la nomina di due giudici pro-life alla Corte Suprema; norme sull’aborto più restrittive approvate in diversi stati; nuove leggi che hanno tagliato i fondi alle organizzazioni che promuovono l’aborto; nuovi casi legali pronti per ribaltare la sentenza che ha legalizzato l’aborto negli USA. Secondo le ricostruzioni fatte sulla stampa, sono stati i leader dell’organizzazione a chiedere un passo indietro alla Wen al termine di una riunione segreta. Riunione che ha di fatto sconfessato non solo la presidente, ma anche la sua strategia. Il Board nazionale di PP ha, infatti, chiesto di raddoppiare subito gli sforzi politici dell’organizzazione e rafforzare il lavoro di advocacy a favore dell’aborto.
In una breve dichiarazione la Wen, citando proprio queste “differenti visioni”, ha provato a difendere per l’ultima volta la sua linea: “il miglior modo di proteggere l’aborto è ricordando che non è una questione politica ma di salute pubblica”.
La notizia delle dimissioni, come ha sottolineato anche il New York Times, ha ripresentato un interrogativo a cui nessuno dall’organizzazione ha mai davvero risposto: PP è una organizzazione politica o sanitaria? Una questione irrisolta che ha finito con il lacerare l’organizzazione inasprendone le contraddizioni.
A tamponare la crisi in corso sarà, per ora, Alexis McGill Johnson, membro del Planned Parenthood Action Fund e in passato membro del Board nazionale. Nel frattempo, è iniziata la ricerca per occupare la poltrona, sempre più scomoda, lasciata vuota dalla Wen.

 

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