Porn-addiction, uscirne è possibile

La dipendenza più diffusa oggi, a tutti i livelli della società, presenta un grado di pericolosità sociale e relazionale che non è immediatamente riconoscibile, né facilmente comprensibile da chi guarda la cosa dall’esterno,  o addirittura si trova ad esserne direttamente coinvolto. Parliamo della dipendenza da materiale pornografico, comunemente definita  “porn-addiction”.

Infatti da quando é possibile accedere in qualunque momento della giornata e per un tempo praticamente illimitato ad immagini pornografiche o a chat erotiche, si assiste ad un aumento esponenziale del numero di persone che si ritrovano impantanate anche per 10/12 ore consecutive, nelle sabbie mobili di un auto-erotismo  compulsivo . Isolandosi dalla realtà, dalle sue esigenze e dagli impegni quotidiani, trascurando così le relazioni sociali ed inter-personali e sviluppando alla fine delle vere e proprie patologie psichiche. Non si nota, non si percepisce facilmente, eppure tanti sguardi bassi sullo schermo del cellulare, in metro, per strada, in autobus ed anche tra i colleghi al lavoro sono lo sguardo di  porn-addicted alla disperata ricerca di immagini erotiche sempre più stimolanti. Alla ricerca compulsiva di quell’abisso in cui perdersi non appena soli, non appena si riesce a  mettere tra parentesi il mondo per viaggiare nell’auto-inganno di un piacere ritardato il più possibile, e poi assunto, alla fine, con un sentimento misto di rabbia, di disgusto di sé, di vergogna, di buone intenzioni  destinate a svanire presto.

Tanti studi sulla “porn-addiction” hanno rilevato l’impatto che può avere sulla persona e quindi sulla società questa nuova e devastante forma di dipendenza.

Dal punto di vista sessuale, come si legge nella pagina ufficiale del S.I. I.Pa.C (societá italiana intervento patologie compulsive) i problemi possono essere:

  • calo quasi assoluto del desiderio sessuale verso la propria partner, con una forma di fastidio per il suo corpo;
  • semi-impotenza o impotenza totale all’atto con una donna reale;
  • possibilità di erezione masturbatoria ed eiaculazione solo attraverso la visione di materiale pornografico;
  • dolore lancinante ai testicoli al momento dell’eiaculazione;
  • condizionamento a guardare le donne reali esclusivamente come corpi pornografici.

Mentre a livello psicologico e relazionale, lo stesso ente riconosce nei soggetti affetti da questa patologia, con le dovute distinzioni a seconda del grado di dipendenza o comunque secondo la predisposizione di ognuno:

  • Stress fisico;
  • Deterioramento considerevole delle relazioni sociali, separazione dai parenti, isolamento;
  • Diminuzione della memoria a breve termine e d ella capacitá di sintesi;
  • Diminuzione delle abilità intellettive quali intuito, astrazione, sintesi, creatività, concentrazione;
  • Diminuzione del rendimento lavorativo e scolastico, calo delle prestazioni fisiche e sportive;
  • Diminuzione e alta irregolarità del sonno;
  • Aumento dell’ansia, senso di frustrazione, nervosismo e pessimismo;
  • Intrattabilità e noia;
  • Disorientamento progettuale, ovvero l’incapacità di fare scelte importanti e/o cambiamenti;
  • Disgregazione dell’immagine di sé, attraverso l’interiorizzazione del giudizio negativo di sé;
  • Tolleranza, poiché la persona necessita di dosi sempre più forti con degenerazioni in parafilie varie;
  • Carenza di autostima, tristezza, malinconia, depressione, irrequietezza ed isolamento sociale;
  • Pericolosa tendenza verso altri comportamenti di fuga;

Evidentemente in una società pan-sessualizzata come la nostra, è davvero difficile vivere in modo equilibrato la propria sessualità e non cedere alla tentazione auto-distruttiva di un esercizio compulsivo, alienante ed auto-referenziale della sessualità stessa intesa come una via di fuga da una realtà che spesso appare frustrante e ostile. La porn-addiction non è affatto uno scherzo adolescenziale, ma è un fenomeno che sta distruggendo interi nuclei familiari, e paralizzando la vita di tanti. Una malattia che porta alla tristezza depressiva ed all’auto-esclusione in men che non si dica. Per tanto va accuratamente trattata, con pazienza e con sapienza, perché è possibile ritrovare un equilibrio, ritornare ad amare, a custodire la vita anche a partire dalla custodia della propria sessualità. Se qualcuno ha bisogno di aiuto o conosce qualcuno che ne ha  chiami pure il numero verde : 800 031 579.

Simone e. Tropea, Agenzia Vitanews

 

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