Presentazione del libro “Il pensiero e l’azione di Carlo Casini” di Angelo Passaleva

Innanzi tutto debbo ringraziare Marina Casini Bandini e la redazione di “Toscana Oggi” per l’invito a partecipare a questo incontro telematico, ma soprattutto per la bella iniziativa di raccogliere in un volume tutti gli scritti di Carlo sul settimanale delle Diocesi toscane a partire dal 1979 fino al 2016. È stato un lavoro da certosini che, come è stato detto, ripercorre la storia dei primi 40 anni di attività del Movimento per la Vita Italiano (MPVI) ed è anche uno spaccato della storia sociale, politica e culturale italiana ed europea nello stesso periodo. Questo è vero, ma credo che sia qualche cosa di più. Io lo definirei un trattato sulla dignità della vita umana.

Negli oltre 120 scritti si scopre il filo conduttore che è stato alla base del pensiero di Carlo sulla vita umana e che si esprime tuttora nel modo di essere e di agire del MPVI. Tutte le attuali criticità attinenti il rispetto di ogni persona vengono toccate e, soprattutto, ne vengono analizzate le cause e le possibili soluzioni.

Di questo riferirò più avanti, debbo prima rispondere alla domanda che mi viene rivolta dal coordinatore di questo incontro riguardo all’inizio dell’impegno politico di Carlo Casini.

Nella prima metà degli anni ’70, dopo l’approvazione della legge sul divorzio e il fallimento del relativo referendum abrogativo, cresceva nell’opinione pubblica, soprattutto in conseguenza delle martellanti iniziative dei movimenti femministi e del partito radicale ampiamente enfatizzate e sostenute da quasi tutta la stampa italiana, la richiesta di legalizzazione dell’aborto volontario. Una accelerazione verso l’intervento legislativo venne dalla scoperta a Firenze, in prossimità del famoso Viale dei Colli, della cosiddetta “villa degli aborti”. In questa struttura, di proprietà del partito radicale, venivano eseguite da tempo decine di interruzioni clandestine di gravidanza ogni settimana. A seguito di denuncia, venne incaricato delle indagini il magistrato Carlo Casini, allora Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Firenze. In flagranza di reato vennero arrestati gli esecutori materiali degli aborti e i loro collaboratori. La reazione del mondo cattolico fiorentino non si fece attendere e nacque l’idea di non limitarsi a “gridare allo scandalo”, ma piuttosto di far di tutto per aiutare le mamme in difficoltà per una gravidanza inattesa e problematica. Nacque così, anche con il contributo fattivo e determinante di Carlo, il primo Centro di Aiuto alla Vita (CAV) in Italia. (Marzo 1975).

Tuttavia Carlo capì subito che era assolutamente necessaria un’azione più vasta, di livello nazionale, per contrastare la dilagante mentalità abortista. Così, con la ferma convinzione che la vita umana deve essere custodita e difesa sempre, fin dal suo inizio nel seno materno, decise che questo doveva essere lo scopo della sua vita. Illuminato da una Fede cristallina e incrollabile, ma anche con il sostegno della famiglia e in particolare di Maria sua moglie, fin da subito cominciò a tessere rapporti con tutti i gruppi che in Italia si stavano organizzando per promuovere una nuova cultura a favore della vita. Così, dopo viaggi, incontri, discussioni in varie regioni italiane, nel novembre 1976 prese origine il Movimento per la Vita Italiano che, ad opera di Carlo, entrò sulla scena politica nazionale con la proposta – prevista dalla costituzione, ma mai attuata nel nostro paese prima di allora – di una Legge di Iniziativa Popolare (finalizzata, fra l’altro a contrastare le iniziative del partito radicale), intitolata “accoglienza della vita umana e tutela sociale della maternità” e per la quale, nel giro di meno di due mesi (dicembre 1977 – gennaio 1978), fu raccolto oltre un milione di firme. La legge non venne discussa in Parlamento perché, nonostante tutto l’impegno di Carlo e di molti altri aderenti al MPVI, nel maggio 1978 venne approvata la legge 194 con la quale, come ampiamente noto, è stata legalizzata in Italia l’interruzione volontaria della gravidanza. A quel punto divenne evidente che era necessario mettersi in gioco direttamente anche a livello politico. Ne parlammo più volte in sede di riunioni del Direttivo del MPV fiorentino e, soprattutto da parte delle varie Associazioni Cattoliche, Carlo fu oggetto di forti pressioni per convincerlo a scendere direttamente in campo come candidato nelle fila della DC per le elezioni del giugno 1979. In quell’occasione, come del resto anche nelle successive competizioni elettorali, comprese quelle per il Parlamento Europeo, ebbe un enorme successo per il grande numero di preferenze raccolte e iniziò così la sua carriera politica, in buona parte dedicata alla tutela della vita umana dal concepimento fino al termine naturale dell’esistenza.

Per riprendere il tema del nostro incontro ho accennato, nelle prime righe, al filo conduttore che si ritrova negli scritti riportati in questo volume. È un filo teso fra due pietre miliari: 1) laicità del MPV, aperto a tutti, credenti e non credenti; 2) la verità sull’origine della vita umana e sulla sua dignità universalmente riconosciuta. Le argomentazioni sono frutto della estesa e approfondita cultura giuridica di Carlo, della sua capacità di interpretare le vicende socio-politiche nella loro rapida e imprevedibile evoluzione e, soprattutto, delle sue conoscenze scientifiche sulla vita umana fin dal suo inizio, acquisite con la fatica dello studio e del continuo aggiornamento sulla loro rapida evoluzione. Tutto questo emerge nei suoi articoli o interviste riportate nel volume. Ogni scritto, talvolta su argomenti assai complessi, è molto chiaro e comprensibile anche da parte di chi non ha competenze in materia. La capacità comunicativa è stata certamente uno dei pregi di Carlo che riusciva sempre ad accendere entusiasmo in chi leggeva o ascoltava le sue riflessioni. Al centro del suo pensiero ci sono le affermazioni, universalmente riconosciute, sulla parità di diritti di ogni persona umana e sulla conseguente necessità della loro tutela da parte della società civile in tutte le varie articolazioni politico-organizzative. Si tratta del principio basilare per ogni aggregazione umana, come si legge anche nel secondo articolo della nostra costituzione. Rispettare i diritti significa in primo luogo tutelare quello fondamentale, in assenza del quale tutti gli altri non sussistono: il diritto alla vita. Da qui derivano, e sono collegati fra di loro, anche i doveri “inalienabili” di solidarietà politica, economica e sociale per tutti i cittadini (Art.2 della costituzione). È dunque del tutto razionale l’affermazione che la persona umana ha in sé una dignità intrinseca che va riconosciuta e tutelata indipendente da qualsiasi situazione in cui possa trovarsi. Ed ecco qui la “pietra di inciampo” che è cruciale, per Carlo Casini, come dovrebbe esserlo per ogni persona di buon senso. La verità: quando inizia la vita?

La verità scientificamente indiscutibile è che la vita umana, come per qualunque altro essere che si riproduca per via sessuale, inizia con il concepimento e da quel momento viene già tutto deciso per il percorso biologico di quell’individuo. Dopo pochi istanti dalla penetrazione dello spermatozoo nella cellula uovo i cromosomi paterni si affiancano ai propri omologhi di origine materna per formare il corredo cromosomico completo e vengono scelti in poche ore quali geni verranno utilizzati per tutta la vita, salvo poche mutazioni, per “fabbricare” tutte le molecole necessarie per la crescita e la vita adulta di quell’individuo che sarà diverso, anche nell’aspetto fisico, da ogni altro vivente. Questa è la verità che nessuno può smentire. Si potranno fare disquisizioni di ordine semantico, giuridico, filosofico o sociale, ma tutte opinabili: la verità scientifica è una sola: l’esistenza di ognuno di noi inizia con la fecondazione e per coerenza con il principio dell’intangibilità e dignità della persona umana non può né deve essere soppressa.

È proprio in armonia con questa Verità che Carlo ha speso tutte le sue energie, ha sacrificato il suo tempo, ha studiato, pregato, meditato, contemplato, combattuto la “buona battaglia” anche in politica, parlato, discusso, scritto ed anche sofferto. Non ha vinto? Può essere così all’apparenza, ma il seme che ha distribuito in abbondanza trovando il terreno fertile potrà crescere. Certo è che una società così “pervasa da permissivismo utilitarista” (Papa Benedetto XVI) o assuefatta alla cultura di morte (San Giovanni Paolo II) rappresenta il terreno infestato nel quale il buon seme stenta a germogliare.

Tutti gli argomenti trattati in questi scritti, che ad un primo sguardo possono sembrare scollegati, in realtà sono idealmente tenuti insieme da una comune ispirazione che affonda le sue radici nella retta ragione sostenuta, animata e rafforzata dalla fede nel Creatore che ha voluto l’uomo, unico essere vivente, almeno in questa terra, capace di conoscerLo, glorificarLo e renderGli testimonianza come autore dell’universo intero.

Non posso scendere in particolari, voglio soltanto ricordare per titoli almeno una parte degli argomenti trattati. Il tema dell’inizio vita è quello prevalente e va dagli aspetti politici (ad esempio la proposta di legge di modifica dell’Art. 1 del codice civile) a quelli legislativi (dai referendum abrogativi della L. 194/78; alla L. 40/2004 sulla fecondazione assistita e relativo referendum); dall’iniziativa europea ONE OF US alle questioni sanitarie (ad esempio il diritto all’obiezione di coscienza) e agli aspetti farmacologici (l’aborto chimico in tutte le varie sfaccettature e normative, le cosiddette pillole “del giorno o dei giorni dopo”) fino al complesso problema delle “gravidanze per “conto terzi” e così via). Naturalmente si trovano anche numerose citazioni e riflessioni sulle attività del Movimento per la Vita Italiano e dei vari movimenti e Centri di Aiuto alla vita locali, primo fra tutti quello dedicato a Maria Cristina Ogier di Firenze. Il campo di commenti, analisi, riflessioni sulla tutela della dignità umana, spesso calpestata nella società moderna – è assai esteso. Sono svariati i testi che si riferiscono al fine vita: dichiarazioni anticipate di trattamento, eutanasia, suicidio assistito, solo per citarne alcuni o alle violazioni contro la dignità della persona o contro il diritto primario dei genitori nel campo dell’educazione dei figli. Segnalo in particolare gli articoli sulla pornografia, sulla violenza sessuale, sulle teorie del “gender” o anche sui temi della solidarietà e della cooperazione con i paesi del “terzo e quarto” mondo. Non sono quasi mai mancati gli articoli di commento ai temi proposti annualmente dalla Conferenza Episcopale Italiana in occasione delle “Giornate per la Vita” celebrate ogni prima domenica di febbraio a partire dal 1979.

Vorrei concludere dicendo che la lettura del libro non solo è piacevole, ma è anche un arricchimento culturale, offre spunti di riflessione spirituale e, usando un’espressione cara a Carlo, suggerisce “uno sguardo contemplativo” sulla persona umana nella sua “sacralità” perché amata e creata da Dio a “Sua immagine e somiglianza” e quindi libera, per essere capace di Amare.

 

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