Reversal-pill di Giovanna Sedda

Il Tennessee vuole introdurre il dovere di informazione.

 

Il Tennessee si aggiunge alla lista dei sei stati negli USA (Arkansas, Idaho, Kentucky, Oklahoma, South Dakota e Utah) che hanno una legislazione simile e richiedono ai dottori di informare le donne dell’esistenza dei farmaci per interrompere l’aborto farmacologico. In due stati leggi simili sono al centro di dispute legali (Oklahoma e North Dakota). Anche lo stato del Tennessee vuole finalmente introdurre per legge il dovere da parte dei medici di informare le donne della possibilità di interrompere un aborto farmacologico dopo il suo inizio. La bozza allo studio prevede accuse penali e sanzioni in caso di omessa comunicazione. La legge punta a rafforzare la conoscenza e la diffusione delle cosiddette reversal-pills, farmaci capaci di contrastare e interrompere l’effetto delle pillole abortive. La proposta ha superato l’esame del Comitato sulla salute del parlamento locale ed è ora al vaglio del senato locale. Negli USA l’aborto farmacologico è attuato attraverso l’assunzione di due pillole separate. La prima (mifepristone) agisce sul legame tra utero ed embrione, la seconda (misoprostol) provoca le contrazioni che portano all’aborto. Di solito la seconda pillola è presa dalla donna a casa dopo diversi giorni rispetto alla prima assunzione. La procedura di “inversione” è basata sull’uso del progesterone, nel caso in cui una donna cambi idea dopo aver preso la prima pillola. Le cliniche abortive interessate dal provvedimento hanno contestato l’insufficienza dei dati ad oggi disponibili sulla reversal-pills e la loro sicurezza. Tuttavia, il governatore dello stato si è dimostrato sicuro circa l’approvazione finale.

 

Reversal-pill (.pdf)