Risignificare le parole: i “piegolibri” di Alf@betietici

Poco tempo fa ho partecipato ad un incontro (Emilia Romagna) per la ridefinizione degli interventi di educazione alla salute nelle scuole. Docenti e responsabili sanitari, avendo provato e riprovato con una modalità che non ha portato adesioni, cercano un nuovo aggancio per rimettere le loro (ristrette) competenze in gioco, non si chiedono se siano scadute o se i problemi sottesi siano altri.   Per noi invece, che vediamo da altra prospettiva, i problemi sono altri: non è una questione di informazione su contenuti svincolati dal ‘papismo italico’ come dicono certi intellettualoidi, ma neppure di formazione su contenuti parziali come quelli della sessualità, del bullismo, del cyberbullismo, della violenza di genere.   Oggi i ragazzi crescono in recinti sempre più stretti, all’interno di ruoli sempre più limitati e limitanti, anche quando sembrano aperti e ingestibili (il cellulare, i videogiochi). Non hanno possibilità di ‘respirare’ e di lasciar spazio alla loro anima, a quella parte fondamentale dell’identità personale che ‘gli esperti’ del socio-sanitario continuano (per nostra fortuna!) a scordare.  Ecco quindi che occorre pensare e formulare percorsi che li aiutino a riprendere contatto con la propria identità nascosta, ma ben presente dal concepimento e che necessita di alimentazione adeguata per crescere e svilupparsi: è una questione di identità, lo sappiamo bene.  Nella società odierna il valore delle cose, delle idee e perfino delle persone è relativo all’angolo di visuale , quindi tutto diventa lecito per tutti.  E’ la babele sociale, il suo linguaggio una vera e propria anti-lingua che tutto confonde, le parole non hanno più il senso comune che hanno mantenuto per centinaia di anni. Costruire la propria identità in un mondo liquido non è impresa da poco.

Il ridare significato alle parole ha bisogno un nuovo alfabeto. Ecco quindi i piegolibri di Alf@betietici, con  istruzioni d’uso e  note integrative. E’ un piccolo contributo ad un’impresa necessaria. I piegolibri letti, commentati, costruiti, completati insieme ai bambini e\o ai ragazzi, diventano una proposta sperimentata: per offrire agli adulti, in primis ai genitori, la possibilità di guardare insieme ai ragazzi la realtà della vita in grembo; possono essere una risposta concreta a quei docenti che si chiedono come aiutare la formazione  della personalità dei bambini e dei ragazzi affidati alle loro cure; rappresentano una occasione per i catechisti perché l’approccio laboratoriale aiuta a staccare dalla tipologia scolastica  e, infine, per i volontari pro-life, diventano uno strumento semplice per i molteplici settori dove possono essere chiamati.  Sono divisi in  due sezioni puramente indicative:  “eccomi! Ci sono”  pensati per i più piccoli (infanzia, scuola primaria) e  “io chi sono?” pensati per i più grandi (scuola secondaria). Oltre ai piegolibri vengono forniti spunti per laboratori e note per approfondimenti, senza la pretesa di essere esaustivi, ma con la consapevolezza che avere qualcosa di pronto può essere utile. I titoli sono 15: dall’alfabeto dell’inizio  a quello sui diritti dei bambini, dall’alfabeto dell’acqua (la prima dimensione) a quelli sulle encicliche (Evangelium vitae: il valore della vita,  Deus Caritas est:  le dimensioni della carità con Madre Teresa,  Laudatus est ovvero la  casa comune). Ogni piegolibro è modificabile: basta usare il N. ZERO.  Per alcuni PIEGOLIBRI è possibile contare su documentazione appropriata e più ampia bibliografia (ad esempio sull’adozione), basta farne richiesta tramite mail  all’indirizzo riportato in ogni scheda (segreteria.alfabetietici@gmail.com) o alla segreteria nazionale (mpv@mpv.org).

Antonella Diegoli, Responsabile Commissione Educazione MpV

 

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