RU486, Umbria: cosa è successo di Assuntina Morresi

In Umbria il Movimento per la Vita è protagonista del dibattito sull’aborto che si è aperto dopo le note iniziative della giunta regionale di centrodestra, guidata da Donatella Tesei, sull’aborto farmacologico, e della successiva risposta del governo: abbiamo rilanciato proposte concrete di sostegno alla vita nascente che sono state raccolte, finora, da politici di maggioranza e opposizione. Si intravvede un possibile percorso comune e trasversale fra associazioni e politica sul tema della vita e della maternità, per i prossimi mesi, nella nostra regione.

Ma andiamo per ordine.

I fatti sono noti. In occasione dell’inizio “fase due” della pandemia, lo scorso 12 maggio, la regione Umbria ha indicato in una delibera le linee di indirizzo per le attività sanitarie, e per l’aborto ha fatto sue le indicazioni SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia), di “promozione” del metodo farmacologico: l’estensione da 7 a 9 settimane di gravidanza e il regime ambulatoriale dell’aborto con la RU486, con anche la possibilità della somministrazione domiciliare delle prostaglandine, il secondo dei due prodotti abortivi (il primo, ricordiamo, è la vera e propria RU486, che fa morire in pancia l’embrione, mentre il secondo sono le prostaglandine, che inducono le contrazioni espulsive). Un mese dopo, con il passaggio alla “fase 3”, con una nuova delibera, la stessa amministrazione ha dato un segnale opposto: non volendosi smentire, non ha cancellato la sua delibera di fase due, ma una delibera della amministrazione precedente, di Katiuscia Marini (Pd), che nel dicembre del 2018 – in contemporanea al governatore della Lombardia Attilio Fontana – aveva deciso per la RU486 di scostarsi dalle linee di indirizzo ministeriali, e organizzarsi con il Day Hospital.

Per la fase tre, quindi, relativamente all’aborto farmacologico, l’Umbria tornava al regime di ricovero ordinario di tre giorni.

Pur consapevoli dell’ambiguo atteggiamento oscillante dell’amministrazione, il Movimento per la Vita dell’Umbria ha da subito sostenuto pubblicamente e con forza questa seconda delibera regionale, perché tornava nella direzione di una maggiore attenzione nei confronti dell’aborto. Va chiarito che quella dell’aborto farmacologico non è certo una questione di “migliore tecnica abortiva”: quando si sopprime una vita umana, non è la modalità a fare la differenza. Il Movimento per la Vita ha da sempre invece sottolineato che con la RU486 c’è una spinta verso una “privatizzazione” dell’aborto: da problema sociale diventa un atto medico privato, che riguarda esclusivamente la donna che lo compie, e cercare di rimuoverne le cause diventa sempre più difficile.

Come sappiamo, dopo la seconda delibera le polemiche sono scoppiate. C’è stata una manifestazione a Perugia contro il provvedimento della Tesei e la protesta si è accesa subito a livello nazionale; l’amministrazione regionale rivendicava di aver seguito le linee guida ministeriali nella sua seconda delibera, e in risposta il Ministro della Salute Speranza ha reso noto di aver chiesto un parere al Consiglio Superiore di Sanità per poterne emanarne di nuove. La Tesei dal canto suo, ha subito dichiarato la propria disponibilità a seguire le nuove indicazioni, se ce ne fossero state.

E in pieno agosto così è andata: sono stati resi pubblici il nuovo parere del Consiglio Superiore di Sanità e, le nuove Linee di indirizzo sull’aborto farmacologico, che ora si può fare fino a nove settimane e senza ricovero ma con Day hospital o in regime ambulatoriale, includendo persino i consultori. E l’amministrazione regionale dell’Umbria ha confermato l’adesione.

Ma in Umbria non siamo stati ad aspettare gli eventi: se è vero che il MpV ha difeso pubblicamente la seconda delibera Tesei, al tempo stesso non si è voluto fermare alle polemiche ma ha rilanciato, in tutte le occasioni, una proposta per la vita, rivolta a tutti i politici. Con articoli, comunicati, interventi al GR3 e TV locali, abbiamo proposto che si istituisse in regione un fondo di sostegno alle maternità difficili, un sostegno finanziario da assegnare direttamente alle donne con gravidanze problematiche, per dare loro una concreta, libera possibilità di diventare madri. Una sorta di progetto Gemma istituzionalizzato.  Il MpV non chiede fondi per sé, ma offre l’esperienza di quaranta anni di presenza in Umbria per affiancare le istituzioni negli incontri con le donne incinta in difficoltà, e nella assegnazione dei sostegni alle future mamme. Abbiamo ricordato che dall’inizio degli anni ’80 grazie al CAV di Perugia sono nati 664 bambini: 664 donne sono diventate mamme, e tutto solo con il lavoro del volontariato, aiutando le donne con fondi raccolti a livello locale, e nazionale con i progetti Gemma.

Non abbiamo rinunciato a prendere posizione sulle polemiche in corso, insomma, ma abbiamo cercato anche di andare oltre, invitando tutti a voltare pagina, in un approccio costruttivo. E le risposte sono cominciate ad arrivare dal mondo politico.

Il capogruppo della Lega in Consiglio Regionale, Stefano Pastorelli, ha annunciato una proposta di legge sulla famiglia, per “restituire dignità alla famiglia, riportandola al centro delle politiche regionali”. Il rilancio della natalità è invece al centro della proposta già presentata dal consigliere di minoranza Andrea Fora, di “Patto Civico”, una lista civica a sostegno del candidato presidente della coalizione perdente Pd-5stelle. La legge vuole istituire “un assegno prenatale e post maternità che sia davvero in grado di aiutare la donna e la famiglia a sostenere i costi della gravidanza e le spese dei bambini nati nei primi due anni di vita”. Hanno preso iniziativa anche i consiglieri comunali di “Progetto Perugia”, lista civica che ha sostenuto il sindaco della città Andrea Romizi – area centrodestra – e anche i consiglieri comunali della Lega, sempre a livello comunale.

Primi passi concreti di un nuovo corso? Le premesse ci sono tutte. Tutti abbiamo da guadagnarne, nessuno ha da perderci: la vita supera tutti gli schieramenti politici. Da settembre si ricomincia.

 

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