San GPII, cent’anni di testimonianza pro-life di Marco Giraldi, Segretario del movimento per la Vita di Prato

Quest’anno si ricorda il centenario della Nascita di San Giovanni Paolo II che come sappiamo è stato il Papa che ha condannato ogni forma di regime totalitario, ha saputo dialogare con ogni Capo di Stato e Religione, è stato il “Primo Papa” dei giovani ma la cosa ancora più importante e significativa è quella di essere stato il “Papa della Vita” perché la prima sfida da dover affrontare era la tutela della vita nascente, fino al suo termine naturale. Prima di tutto la vita: condannando ogni forma di attentato alla vita. L’anno in cui salì al soglio pontificio, in Italia fu approvata la Legge 194, emessa il 22 Maggio e firmata in un contesto politico, di allora, assai complesso.

Nella Prima Omelia di San Giovanni Paolo, fatta il 22 Ottobre 1978, disse apertamente: “Non abbiate paura aprite anzi spalancate le Porte a Cristo”. Questo era un forte e chiaro messaggio di affidamento completo a Gesù perché soltanto lui sa quello che c’è nel cuore dell’essere umano.

L’anno successivo la Chiesa Italiana volle sensibilizzare le Comunità e l’intera Società sulla nuova questione sociale, istituendo la “Giornata per la Vita” celebrata, a livello nazionale, la prima domenica di febbraio ed essa fu sostenuta da San Giovanni Paolo II come dal Movimento per la Vita insieme ai rispettivi Centri di Aiuto alla Vita presenti in tutta Italia perché la vita per noi credenti e per coloro che credono nella Pace, è Sacra!

Questo il tema della prima Giornata per la vita del 1979 fino ad arrivare all’ultima celebrata Domenica 2 Febbraio 2020, con il bellissimo tema:

“Aprite le Porte alla Vita” ripresa dalla prima omelia di San Giovanni Paolo II. Va ricordato il primo incontro col Movimento per la Vita il 18 Dicembre 1987 quando disse: “L’Europa di domani è nelle vostre mani. Siate degni di questo compito. State lavorando per restituire all’Europa la sua vera identità e dignità”.

Come non ricordare quel “gesto concreto” a favore del “Progetto Gemma”, un assegno, come segno di amore e condivisione per quelle mamme che si trovano in una provata difficoltà economica, tale da rappresentare un ostacolo alla gravidanza (adottare una mamma che ha difficoltà economiche e non sa come portare avanti la sua gravidanza ma col nostro aiuto seppure piccolo la aiutiamo affinché non abortisca).

Il 25 Marzo 1995, Festa dell’Annunciazione, fu pubblicata l’Enciclica “Evangelium Vitae” per richiamare la coscienza nelle persone a tutelare la propria vita e a viverla fino in fondo, affrontando malattie con patologie complesse/croniche perché la dignità di ogni persona è sacra e inviolabile, sempre e comunque. In particolare, la sua malattia è stato, per tutti noi, un grande esempio di fede e amore per la vita, continuando la sua missione e qui mi ricordo, con grande emozione, la Giornata Mondiale della Gioventù dell’Anno Santo del 2000 a Tor Vergata dove parlò a 2.500.000 giovani, nonostante le sue condizioni di salute, come quella di Toronto in Canada nel 2002 con circa 800.000 giovani.

Il culmine arrivò nel giorno della domenica delle Palme del 20 Marzo 2005 quando si affacciò dalla finestra del suo appartamento, salutò e benedì i pellegrini, con quel grido silenzioso. Il Venerdì Santo del 25 Marzo non potendo partecipare di persona alla Via Crucis al Colosseo la seguì in Diretta TV abbracciando il Crocifisso in quanto segno di abbandono totale al suo amore quasi come dire: “Signore tu sai che io ti amo”.

Il culmine arrivò fra Venerdì 1 e Sabato 2 Aprile quando il mondo si unì forte e stretto a lui nelle sue ultime ore di calvario fino a quando alle 21:37 fece ritorno alla Casa del Padre e li seguì un forte applauso perché come l’apostolo Paolo aveva combattuto la buona battaglia, terminato la corsa ma risparmiato la fede ed ora meritava di ricevere la “Corona di Giustizia” che era un premio affidatogli da Dio per quanto aveva fatto.

Ci ha dato un grande esempio in cui non bisogna scendere dalla Croce ma arrivare fino in fondo perché in gioco c’è la vita e Lui ha saputo come abbracciare la Croce, dal giorno in cui subì l’attentato il 13 Maggio 1981 giorno della festa della Madonna di Fatima.

Fu beatificato dal suo successore ovvero il Papa Emerito Benedetto XVI il 1 Maggio 2011 e canonizzato da Papa Francesco il 27 Aprile 2014 insieme a San Giovanni XXIII e non mancò la presenza di Benedetto XVI.

Quel giorno ci furono “Quattro Papi” in Piazza San Pietro fra cui due santi, uno regnante e uno emerito. Un evento così non si era mai verificato nel corso della storia della Chiesa.

Grazie carissimo Giovanni Paolo II per tutto quello che hai fatto, per aver visitato la mia Prato, il 19 Marzo 1986, quando la nostra Diocesi era guidata da Monsignor Pietro Fiordelli (1916-2004), Primo Vescovo di Prato, un “Profeta della Famiglia e della vita” (proprio a Prato, nacque il Centro di aiuto alla vita, secondo in Italia, dopo Firenze).

Grazie San Giovanni Paolo II, Grazie come giovane, grazie come volontario del Movimento per la vita, Grazie per essere la Voce di chi non ha Voce: “la Chiesa sente con immutato coraggio di dover dare voce a chi non ha voce

… il suo è sempre il grido evangelico in difesa dei poveri del mondo … disprezzati ed oppressi nei loro diritti umani” (Evangelium Vitae)

Grazie

 

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