Seminario SOS Vita

Il seminario pre-congressuale organizzato da SOS Vita, ha trattato due argomenti principali: “l’essere squadra” e “la comunicazione”.

Il primo tema ha ripreso a grandi linee l’intevento di Bibione dello scorso anno.Si è affrontata l’importanza di chiarire e di chiarirsi i vari modi che l’uomo ha di associarsi, partendo daitre elementi comuni a tutte lemolteplici modalità di associazione: gli obiettivi del gruppo, la struttura interna ad esso ed i singoli aderenti con le proprie motivazioni e finalità. Questi tre elemento sono fondamentali per l’identità del gruppo, lo caratterizzano agli occhi di chi lo osserva dall’esterno, lo fanno sentire proprio per chi ne fa parte. In sintesi, una squadra, per essere tale possiede questi tre elementi in una forma ben definita che la differenzia da altre possibili associazioni quali il gruppo di amici, l’associazione culturale, l’organizzazione a scopo di lucro e non. Quando parliamo di squadra, infatti, partendo dagli obiettivi si è detto che questi debbono essere chiari, facilmente individuabili e condivisi all’interno della squadra stessa. Dagli obiettivi condivisi, che gli autori anglosassoni chiamano “mission”, discende la struttura che la squadra decide di darsi, definendo ruoli, competenze, responsabilitàe regole. In ultimo ci sono i volontari che portano le proprie personali motivazioni ed hanno le loro finalità all’interno della squadra. Affinchè ci sia armonia tra questi elementi e la squadra possa sussistere, oltre ad una diretta conseguenza che la struttura deve avere nei confronti della mission, ci sono le relazioni che ciascun volontario accetta di avere con questi due elementi.Nei confronti della mission il volontario è chiamato al confronto con i propri valori, le proprie motivazioni e finalità, affinchè possa condividere pienamente la visione contenuta negli obiettivi. Inoltre è chiamato al confronto con la struttura in seno alla squadra, affinché possa trovare il proprio spazio nelle attività svolte in maniera chiara e definita. Da ultimo, essendo la squadra, per definizione, rispondente ad un ordine condiviso, i diversi elementi non hanno un carattere dogmatico. Tutto deve poter essere discusso ed adeguato al contesto in cui la squadra decide di operare. Calando queste considerazioni all’interno di SOS Vita e più estensivemente all’intero Movimento per la Vita, è apparso chiaro che la dialettica interna èsempre auspicabile se finalizzata alla richiesta di adeguamento alle profonde modificazioni socio-culturali degli ultimi anni poste dal tema della tutela della vita. D’altro canto, si è ritenuto oportuno chiarire che la dialettica interna non deve mai scadere in polemica fine a sé stessa o peggio ancora finalizzata all’adeguamento della squadra ai propri interessi personali, alle proprie aspettative e finalità, sovvertendo completamente la natura stessa dell’essere squadra.

Il secondo tema, di taglio più tecnico, ha affrontato la comunicazione durante le fasi operative dell’attività del volontario. Si è definita la relazione tra operatore ed utente cercando di comprenderne i confini. Si è condiviso che, come ogni relazione, anche questa è basata sulla comunicazione tra ruoli distinti. Questo ha chiarito la necessità da parte del volontario di sviluppare innanzitutto l’empatia, da cui l’ascolto attivo finalizzato all’accoglienza della persona in difficoltà. In questa veste si è ribadito il principio che vede il volontario operativo come rappresentante della squadra di SOS Vita. In base a ciò si è costruito un percorso teorico di dialogo orientato alla costruzione di un progetto tra volontario ed utente di tipo responsabile, condiviso, accogliente e mai giudicante, allineato alla visione propria di SOS Vita.

In ultimo ritengo necessario ribadire con forza che quanto di buono è stato fatto durante il seminario è eminentemente frutto dell’impegno, dell’entusiasmo e della disponibilità al confronto che tutti i partecipanti hanno voluto mettere.

Francesco Maria Di Campli.

 

Seminario SOS Vita