Spagna, 145 associazioni si incontrano “per la vita” Intervista a cura di Elisabetta Pittino; traduzione a cura di Flavia Magliocchetti

Il 22 gennaio scorso in Spagna 145 associazioni, tra cui la Federazione Europea per la Vita e la Dignità dell’Uomo One of Us, riunitesi via web, hanno costituito una “Asamblea por la Vida, la Libertad y la Dignidad” (Assemblea per la Vita, la Libertà e la Dignità) per esprimere il loro “rifiuto” dei progetti legislativi del governo di coalizione, come la Legge sull’eutanasia o la riforma della Legge sull’aborto.

María San Gil Noain, membro della Fundación Villacisneros, già politica basca del PPE, impegnata contro il terrorismo, e Jaime Mayor Oreja, presidente di One of Us, tra i promotori ci spiegano che cos’è e come è nata questa nuova realtà.

  

 

Intervista a María San Gil

  1. Perché è necessaria una Assemblea per la Vita, la Libertà e la Dignità?

La Spagna è governata da una serie di partiti il cui progetto politico si basa sulla distruzione dell’ordine sociale che per secoli ha definito la società spagnola. Vogliono sovvertire la nostra cultura e tradizione cristiana con una cultura relativista, edonista e nichilista, nella quale la dignità della persona, e dunque il diritto alla vita, non ha alcun valore. Per questo motivo nasce l’Assemblea, dall’unione di più di 140 associazioni e fondazioni che vogliono costruire un progetto per la rigenerazione morale e politica da presentare in Spagna.

  1. Com’è nata questa Assemblea?

L’Assemblea nasce dalla vocazione di adottare una voce unica e unitaria davanti a una serie di leggi che questo governo sta approvando. Leggi che denigrano e sottovalutano la dignità della persona. Ogni associazione di questa assemblea ha progetti molto diversi, ma tutte sostengono la difesa assoluta della vita, dal concepimento sino alla morte naturale. È un successo aver saputo mettere da parte la nostra individualità e unirci in questo progetto comune. Questo è uno dei successi della Assemblea: l’unione di tanti “diversi”. Per gli organizzatori dell’Assemblea, nel vedere il numero di adesioni il 22 gennaio, fu certa la riuscita di quanto fatto.

  1. L’Assemblea nasce con una vocazione di continuità?

Sì, certo. Questo non è qualcosa di puntuale o effimero, dovremo lavorare con tenacia e perseveranza per riuscire ad impostare un progetto culturale alternativo. Le leggi già approvate e quelle annunciate sull’eutanasia, l’aborto, la verità, l’educazione, la monarchia, l’ideologia di genere, l’uguaglianza hanno bisogno che ci sia un lavoro d’unione e di coesione.

  1. Quali sono i Progetti e la struttura dell’Assemblea? Qual è il suo punto di forza?

Il suo punto di forza sono la generosità e l’entusiasmo con cui tutte le associazioni e le fondazioni si sono dedicate a questo progetto comune, così come l’unione delle diversità e soprattutto la convinzione di star facendo la cosa giusta. Le organizzazioni coordinatrici stanno definendo i progetti e la struttura con il contributo che, dopo l’assemblea, stiamo ricevendo dalle organizzazioni che ogni giorno aderiscono.

  1. Chi è il presidente o portavoce dell’Assemblea?

Le organizzazioni coordinatrici sono attualmente i portavoce di questa Assemblea.

  1. Quali sono i principali obiettivi dell’Assemblea per la Vita, la Libertà e la Dignità?

L’obiettivo essenziale è lavorare per creare una maggioranza sociale davanti alla legge sull’Eutanasia e a quella prossima sull’aborto.

 

 

Intervista a Jaime Mayor Oreja

  1. One of us è una delle associazioni dell’Assemblea…

La Federazione One of Us, come indica il suo nome, nasce per la difesa della Vita, e si basa sulla somma di molte organizzazioni di ogni paese europeo. La domanda che avremmo dovuto porci è perché non dovremmo far parte di un Assemblea per la Vita in Spagna, che ha la vocazione dell’insieme e dell’unità tra di noi, che è esattamente il presupposto di One of Us. La coordinatrice di One of Us, Ana del Pino, ed io abbiamo semplicemente fatto il nostro dovere in questo lavoro.

  1. Sia l’Assemblea sia la legge sull’eutanasia sono al centro di questa pandemia…

Il fatto che nel mezzo della pandemia, quando muoiono migliaia di anziani, si discuta la Legge sull’Eutanasia, mette in evidenza la natura e la profondità della crisi morale e spirituale che stiamo attraversando. La malvagità, associata alla natura della Eutanasia, si moltiplica con questo fatto.

  1. Sembra che la guerra contro la vita e la libertà peggiori giorno dopo giorno in Europa… C’è qualche speranza che si possa riaffermare il diritto alla vita e alla dignità nei nostri paesi?

Certamente, e inoltre noi cristiani dobbiamo sempre mantenere e rafforzare la speranza. È vero che oramai viviamo un’offensiva culturale che tenta di distruggere, rimpiazzare e sostituire un ordine sociale basato sui valori cristiani con un altro, che simboleggia il disordine estremo, cioè è il nulla, il relativismo assoluto. È l’espressione dell’ingiustizia, della vendetta e della rivincita rispetto al nostro tradizionale ordine sociale, che è l’unica spiegazione dell’ossessione che hanno verso la rottura di tale ordine sociale.

  1. Esiste veramente una grande confusione sul tema vita, libertà e dignità. Le persone che difendono la vita dal concepimento fino alla morte naturale sono accusate di estremismo, conservativismo, leggi estreme, di essere contro i diritti umani, ecc.…

È senza dubbio triste, ma logico. È un processo logico, perché le nostre convinzioni li irritano. Purtroppo, in questi ultimi decenni la menzogna prevale sulla verità. Per tale motivo, tutte le persone e le istituzioni che cercano la verità, che si fondano sulla verità, sono perseguitate, indispongono e recano fastidio. Dunque, cercano di sopraffarle, definendole fondamentaliste o cavernicole. La famiglia, che è l’istituzione della verità per eccellenza, si vuole distorcere e distruggerne le fondamenta. La Chiesa Cattolica, che difende una verità trascendente, è l’istituzione che più viene attaccata da questa concezione consolidata nella bugia e nel relativismo.

  1. Crede che l’unione di circa 140 associazioni porterà speranza, aiuterà tante persone a riacquistare la libertà di pensiero e di espressione?

Questo è il nostro obiettivo principale: che molte persone non si sentano orfane, che si rendano conto che ci sono milioni di spagnoli ed europei che hanno le stesse convinzioni e le difendono. Pertanto, il passo che abbiamo appena fatto mettendo insieme 150 istituzioni è rilevante, oltre che, azzardo a dire, storico. La nostra unità, la fiducia reciproca, perfino la bontà delle nostre relazioni, costituiscono una necessità oggi. Dobbiamo essere l’esempio e il punto di riferimento. Dobbiamo essere capaci, come dice il filosofo francese Remí Brague, di liberare le intelligenze degli europei da una moda dominante. Per questo dobbiamo saper coniugare verbi che fino ad oggi non abbiamo utilizzato. Unire le persone che pensano essenzialmente come noi, resistere ad una moda dominante, presentare una alternativa culturale.

 

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