Tarquinia, Semi di Pace: una pianta d’ulivo in ricordo di Roberto Bennati e Carlo Casini di Redazione

La cerimonia: una pianta in ricordo di Roberto e Carlo

 

 

Il 26 giugno scorso, durante l’annuale assemblea di Federvita Lazio, si è svolta una emozionante cerimonia in ricordo di Roberto Bennati e Carlo Casini, instancabili servitori della causa della Vita nascente e leader indiscussi dell’attivismo prolife italiano. La cerimonia si è svolta a Tarquinia, presso la Cittadella dell’associazione Semi di Pace.

Hanno partecipato all’evento nume-rosi esponenti delle associazioni della Federazione del Lazio del Movimento per la Vita, amici e sostenitori. Insieme alla Presidente di Federvita Lazio, Maria Luisa Di Ubaldo, e ai rappresentanti delle 34 associazioni laziali hanno presenziato anche Marina Casini Bandini e Giuseppe Grande, rispettivamente Presidente e Segretario nazionale del Movimento per la Vita. La cerimonia è stata organizzata da Luca Bondi, presidente del Cav di Semi di Pace e dai volontari dell’associazione, che con meticolosa attenzione hanno preparato l’accoglienza e lo svolgimento dell’evento.

Un momento di forti emozioni per i presenti che hanno avuto modo di ricordare Roberto e Carlo, attraverso le loro opere e la loro testimonianza. Al centro della cerimonia vi è stata la piantumazione di due alberi di ulivo, posti nel giardino della Cittadella.

La targa per Roberto Bennati: testimone della difesa dei più piccoli:

“Al caro Roberto Bennati, che ha speso tutta la sua esistenza nella causa della difesa della vita e della famiglia. Ha testimoniato l’amore per i più piccoli ed indifesi con delicata attenzione per le mamme. Ha donato a tutti il suo sorriso incoraggiante, motivando all’impegno e alla passione per gli altri. Uomo di fede e di speranza!”. Questa la dedica inscritta sulla targa posta ai piedi della pianta d’ulivo in memoria di Roberto Bennati, fondatore e storico presidente della Federvita Lazio. Maria Fanti, presidente del Cav di Viterbo e moglie di Roberto Bennati ha ringraziato i presenti per la vicinanza e l’affetto dimostrato nei confronti di Roberto.

La targa per Carlo Casini: una vista spesa per la Vita nascente:

Durante la cerimonia è stata anche disposta una targa per Carlo Casini, ai piedi dell’ulivo piantato in sua memora, che recita così: “Caro Carlo, ti ricorderemo sempre, facendo memoria della tua luminosa vita. Ti ricorderemo come un fiore nel giardino della Madre di Dio che hai amato e alla quale hai affidato l’opera del Movimento per la Vita italiano. Grazie Carlo per l’angelo che sei stato e per il sorriso di cui non ci priverai dal Cielo, con tutti i bambini che sono con te e per i quali hai speso la tua preziosa vita!”.

Semi di Pace: una storia di testimonianza per la Vita

L’associazione umanitaria Semi di Pace nasce a Tarquinia nel maggio del 1980 dall’esperienza di un gruppo di giovani e adolescenti che, attraverso la musica e il canto, riuscirono a coinvolgere, sempre più, bambini e ragazzi in attività di solidarietà. Pace, fratellanza e unità tra i singoli e i popoli furono e sono i valori che hanno ispirato il cammino in tutti questi anni.

Oggi, all’interno dell’associazione, persone appartenenti a diverse confessioni religiose e culture si riconoscono nella passione comune del mettersi al servizio dei più bisognosi. Semi di Pace si adopera a livello locale a risolvere le criticità del territorio, implementando interventi progettuali a favore delle fasce più deboli della società.

Si spazia dalla sensibilizzazione e formazione su tematiche di interesse collettivo, all’ambito complesso dell’accoglienza di immigrati in loco, dalla gestione di percorsi di reinserimento educativo per ragazzi minorenni, all’elaborazione di attività multidisciplinari per persone diversamente abili.

Dal 2019 è anche attivo il II “Progetto Rondini – Centro di ascolto psicologico e assistenza legale”, il quale offre servizi gratuiti dedicati a: donne vittime di violenza, minori vittime di bullismo, ragazzi e adulti con forme di dipendenza patologica dal gioco d’azzardo.

Semi di Pace: l’impegno per la Vita nel mondo

L’azione di Semi di Pace non si ferma all’Italia, ma guarda lontano, ai Paesi dove povertà, mancanza di istruzione, guerre e calamità naturali sono cause di grandi sofferenze. Nel 2009 nasce così Semi di Pace International (organizzazione non lucrativa di utilità sociale – ONLUS) che sviluppa l’attività di aiuto umanitario e d’intervento in campo internazionale. Attualmente sono in corso numerosi progetti nei campi sanitari, educativo e sociale. Sono state aperte sedi e servizi in Italia, Romania, Spagna, Cuba, Repubblica Dominicana, Messico, Perù, Repubblica Democratica del Congo e India. L’associazione sostiene questi Paesi con progetti di sostegno a distanza, favorisce interventi finalizzati alla costruzione o alla ristrutturazione di case di accoglienza, scuole, ambulatori e mense, e opera per garantire la tutela dei diritti umani basilari. L’intento di Semi di Pace International, per quanto riguarda i bambini abbandonati o con famiglie in condizioni difficili, è quello di aiutarli a crescere nella loro terra, affinché possano credere nelle loro radici, per riuscire a progettare e confidare in un domani più certo e sicuro.

L’Associazione intende promuovere e diffondere ad ogni livello ed in ogni campo della vita sociale la cultura della pace e dell’unità tra le persone e i popoli con particolare attenzione al mondo giovanile e nell’ottica di uno sviluppo integrale della persona umana. La Cittadella è un complesso demaniale di circa due ettari situato nella periferia della città di Tarquinia, in provincia di Viterbo. Il terreno, un ex centro consorziale per la sperimentazione idroponica, è stato utilizzato per circa quarant’anni come discarica abusiva di materiale di risulta, manufatti di cemento e macchine usurate.

Nel corso del tempo, l’area è stata oggetto di numerosi interventi di riqualificazione ad opera dei volontari dell’associazione umanitaria Semi di Pace Onlus. Gli interventi di recupero sono stati avviati nell’anno 2000, con la bonifica del terreno e il livellamento delle superfici. Con l’ausilio di alcuni mezzi messi a disposizione dal Comune di Tarquinia e dagli Enti locali, è stato possibile procedere alla rimozione dei materiali obsoleti e allo smaltimento degli impianti dismessi.

Successivamente, sono state posizionate delle strutture provvisorie adibite ad uffici, magazzini per lo stoccaggio delle risorse materiali destinate alla ridistribuzione, due parchi giochi per bambini e una serra per la coltivazione di prodotti biologici. Nel corso degli anni, sono stati inoltre piantati circa cento alberi da frutto e ornamentali.

La Cittadella rappresenta oggi un importante polo di inclusione sociale per i cittadini di Tarquinia e dei Comuni limitrofi, un laboratorio permanente di cittadinanza attiva e di dialogo interculturale. In questo luogo, aperto tutto l’anno alle famiglie, agli anziani, ai disabili, ai migranti, è possibile usufruire di una serie di servizi socio-assistenziali, trascorrere il proprio tempo libero con attività ricreative e partecipare a manifestazioni di carattere culturale. Un’area della Cittadella è stata recentemente dedicata alla memoria dei drammatici avvenimenti che hanno segnato la storia del XX secolo, con la realizzazione di un Memoriale della Shoah e l’allestimento di una mostra permanente che attraverso quaranta pannelli organizzati in sezioni tematiche ripercorre la storia della persecuzione dei diritti e delle vite degli ebrei in Italia dal 1938 al 1945.

Semi di Pace: il progetto storico-artistico del Memoriale

Il Memoriale della Shoah di Tarquinia ospita un vagone merci del 1935, corrispondente ai carri ferroviari utilizzati per la deportazione nei Lager nazisti, posizionato al centro di un percorso di siepi di alloro. Nel sentiero che si avvolge a spirale attorno al monumento è allestita la mostra permanente La Shoah in Italia. Persecuzione e deportazioni (1938-1945), diretta da Elisa Guida dell’Università degli Studi della Tuscia con la consulenza artistica di Edith Bruck, scrittrice, poetessa e regista deportata da Satoraljaujhely ad Auschwitz il 23 maggio 1944. L’esposizione, suddivisa in quaranta pannelli organizzati in sezioni tematiche, intende fornire al visitatore gli elementi storici fondamentali per un primo approccio allo studio della Shoah. All’interno del carro ferroviario, la Parete dei Nomi ricorda gli oltre 8.000 deportati dall’Italia e dai territori annessi tra il 1943 e il 1945. La mostra è stata inaugurata il 18 giugno 2017, in occasione del meeting internazionale Esploratori di valori. Sono intervenuti, tra gli altri, il direttore del comitato scientifico Elisa Guida, Edith Bruck e Mirella Stanzione, superstite di Ravensbrück. Ospite d’onore della cerimonia Piero Terracina, deportato da Fossoli ad Auschwitz all’età di quindici anni. Il progetto ha previsto inoltre lo sviluppo, durante il biennio 2016/2017, del progetto didattico La Shoah in Italia. Storia, didattica e linguaggi della memoria, che ha coinvolto gli studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore di Tarquinia Vincenzo Cardarelli attraverso lezioni di storia contemporanea, lavori di ricerca e laboratori didattici. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire un contributo sostanziale alla causa della memoria nel nostro Paese, integrando l’offerta formativa delle scuole italiane con un cammino di ricerca e di approfondimento. È possibile visitare il Memoriale della Shoah durante tutto l’anno, tutti i giorni della settimana inclusi i festivi, previa comunicazione al responsabile del progetto. Il programma per i gruppi organizzati prevede la proiezione di materiale audiovisivo, la visita alla mostra permanente e l’ingresso nel carro ferroviario, fulcro del percorso espositivo. Dalla data di inaugurazione, il Memoriale ha ricevuto migliaia di visitatori provenienti da tutto il territorio nazionale. Il Cav Semi di Pace nasce a Tarquinia il 16 gennaio 1995.

 

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