Una marcia lunga tre giorni di Giovanna Sedda

Sono migliaia e migliaia i partecipanti alla Marcia per la vita del 2020, arrivano da tutte le città degli Stati Uniti e anche dall’estero. Il primo incontro per quanti sono arrivati in anticipo nella capitale Washington D.C. c’è stato mercoledì 22 gennaio con l’inaugurazione del March for Life Expo.

Il Renaissance D.C. Downtown Hotel ha visto i tanti gruppi aderenti raccontare attraverso decine di stand le loro attività: dagli ordini religiosi alle rock band è sempre emozionante vedere il caleidoscopio di servizi e progetti ispirati dalla difesa della vita.

Il secondo giorno di incontri è segnato dalla Conferenza annuale aperta da Erika Bachiochi, docente dell’Ethics and Public Policy Center, che ha raccontato come sia passata dall’essere una attivista pro-aborto a essere oggi una paladina della vita nascente. Un panel di relatrici ha quindi preso la parola.

Nel corso del dibattito, moderato dalla giornalista Katie Yoder della National Review, è stata approfondita la relazione tra diritto alla vita e diritti delle donne, che era il tema di questa edizione. Ellen Browder, ha ricordato lo stretto legame tra movimento prolife e movimento femminista delle origini e come quest’alleanza vada recuperata oggi.

Brandi Swindell, fondatrice e direttrice di Stanton Healthcare, ha raccontato il suo progetto di servizi sanitari e sociali per le donne, una vera e propria alternativa pro-life alle cliniche abortiste di Planned Parethood.

Mary McClusky, vicedirettore dei Progetti Rachele della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, ha raccontato le attività di supporto post-aborto.

Con loro anche la dottoressa Christina Francis, presidente dell’associazione americana di ginecologi e ostetriche pro-life. Alla conferenza ha fatto seguito il programma giovanile, lo Youth Rally, dove ragazzi e ragazze hanno condiviso le loro esperienze oltre ai consigli per il volontariato pro-life e le campagne sui social media.

Infine, il grande appuntamento. Alle 11, il National Mall, il parco chilometrico che segna il centro della capitale degli Stati Uniti, è già pieno e subito inizia il grande concerto pre-marcia del gruppo rock “We Are Messengers”.

È quindi il momento dell’atteso intervento di Trump, il primo presidente USA a partecipare di persona alla Marcia.

 

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