Vicini alla chiesa italiana, perché sia accolta anche l’emergenza dello spirito

Lettera aperta

 

Siamo semplici fedeli legati da una traccia di amicizia operosa nella Fede cristiana, impegnati in opere sociali o in un reciproco aiuto per il bene comune, che per alcuni di noi significa o ha significato anche l’onore del servizio parlamentare e presso altre istituzioni regionali e locali. Nella grave prova di questi giorni percossi dal contagio virale, desideriamo umilmente esprimere, con ancora maggiori verità e struggimento, gratitudine e sequela al Santo Padre e alla Chiesa. Ci sono infatti di grande aiuto il gesto di offerta dell’Italia alla Madonna del Divino Amore che Papa Francesco ha voluto compiere l’11 marzo e il Suo pellegrinaggio del 15 marzo per le vie di Roma per pregare la Salus populi romani e il Crocefisso della chiesa di San Marcello al Corso, indicandoci la possibilità di una adeguata -seppur vertiginosa- posizione umana per stare di fronte alle drammatiche circostanze attraverso cui il Mistero ci provoca. Nelle quali, peraltro, ci riaccorgiamo, per contrasto, del valore fondamentale della vita e di quel suo senso costitutivo di appartenenza di cui ora percepiamo la mancanza fisica, ma di cui dovremmo sempre stupirci come un “miracolo, un effetto esclusivo della Grazia” (Albert Camus, Il primo uomo). Per questo, ci siamo dati ogni giorno alle ore 12 un appuntamento comune per recitare assieme la preghiera alla Madonna di Papa Francesco dell’11 marzo, seppur utilizzando un fragile strumento informatico condiviso. Ci sentiamo inoltre vicini ai Vescovi italiani, che hanno testimoniato una non scontata assunzione di responsabilità per sostenere la lotta contro la pandemia, accettando il sacrificio più grande, la rinuncia cioè alla condivisione dell’Eucarestia, quel Gesto che rende possibile il cammino stesso della “nuova creatura” rifatta dalla potenza di Dio. E ciò affinché il Sistema Sanitario Nazionale regga e rifugga da quella “globalizzazione dell’indifferenza”, da cui ci ha messo in guardia Papa Francesco, ove la singola persona può divenire secondaria nell’enorme e necessario sforzo di salvare la tenuta complessiva. Dobbiamo, in altri termini, scongiurare ogni -seppur inconsapevole- selezione dei malati, perché praticare criteri di esclusione di persone dalle cure solo in base ad astratte considerazioni probabilistiche – per esempio per la mera età – significherebbe considerare la vita dei più vulnerabili meno degna, escludendo nei loro confronti ogni forma di solidarietà. Per educarci a questa sensibilità soprattutto nei drammatici momenti che viviamo, inviteremo tutti al “Rosario per il Paese” convocato dalla CEI il prossimo 19 marzo e guardiamo ogni giorno con gratitudine al commovente esempio di dono di sé sia di tanti medici e infermieri, sia di pastori e sacerdoti, che nelle comunità territoriali cercano -nel più rigoroso rispetto degli standards di sicurezza indicati- “i migliori mezzi per aiutare” i più deboli (Papa Francesco), specie coraggiosamente amministrando il conforto dei sacramenti ai malati o portando l’Eucarestia “a quanti sono impediti di partecipare alla celebrazione” (Canone 918) o proponendo forme di preghiera e di vicinanza “a uno a uno”, anche usando mezzi telefonici e web, con ciò dando prova – per ricorrere alle categorie del DPCM 8.3.20 – di quanto l’uomo abbia “necessità” spirituali al pari di quelle materiali. Cosicché la distanza fisica cui siamo costretti non abbia a significare rottura delle relazioni e dell’appartenenza. Nel sentirci impegnati, anche negli ambiti sociali e politici, a comprendere e accogliere quanto ci viene e ci verrà chiesto per la salute pubblica, siamo quindi incoraggiati da questi esempi a dare anche noi voce e coscienza pubbliche a un’emergenza parallela a quella specificatamente sanitaria, che deve diventare sempre più centrale nell’affrontare i giorni che ancora ci aspettano: l’emergenza dello spirito, spirito che, in ciascuno senza distinzione alcuna e soprattutto nella fragilità, nella malattia e ancor più nel morire, implora di non essere “lasciati soli” (Papa Francesco). Con deferenza.

Roma, lì 16 marzo 2020

 

Primi firmatari

Mirco Agerde (Movimento Regina dell’amore), Arturo Alberti (Ass. Il Crocevia), Stefano Bani (Forum Cultura Pace e Vita Ets), Dino Barbarossa, Andrea Mazzi (Comunità Papa Giovanni XXIII), Roberto Bettuolo (Ass. L’albero), Paola Binetti (senatrice, XVIII), Ettore Bonalberti (Ass. Liberi E Forti), Maurizio Borra (Ass. FamigliaSI), Paolo Botti (Ass. Amici di Lazzaro), Antonio Buonfiglio (deputato, XVI), Tonino Cantelmi (Aippc – Ass. Italiana Psicologi E Psichiatri Cattolici), Marina Casini (MPV – Movimento Per La Vita Italiano), Anna Catenaro (Avvocatura In Missione), Jacopo Coghe (Ass. Pro Vita & Famiglia), Alessandro Comola, Augusto Bagnoli e Giancarlo Infante (Ass. Politicainsieme), Marco D’Agostini (Ass. naz. Pier Giorgio Frassati), Fabio De Lillo (Ass. Cuore Azzurro), Stefano De Lillo (senatore, XVI), Emmanuele Di Leo (Ass. Steadfast Onlus), Lucio D’Ubaldo (Ass. Rete Bianca), Giovanni Falcone (deputato, XVII), Marco Ferrini (Centro internaz. Giovanni Paolo II e per il magistero sociale della Chiesa), Elena Fruganti (Ass. Esserci), Benedetto Fucci (deputato, XVII), Luigi Grillo (senatore, XVI), Giovanni Gut (MCL-Movimento Cristiano Lavoratori), don Gianni Fusco (Confederazione internazionale del clero), Massimo Gandolfini (Ass. Family Day- Difendiamo I Nostri Figli), Gianluigi Gigli (deputato, XVII), Marco Griffini (Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini), Marco Invernizzi (Alleanza Cattolica), Antonella Luberti (Ass. Cerchiamo il Tuo volto), Diego Marchiori (Ass. Vivere Salendo), Mario Mauro (senatore, XVII), Domenico Menorello (deputato, XVII, Osservatorio parlamentare «Vera lex?»), Giorgio Merlo (deputato, XVI), Francesco Napolitano (Ass. Risveglio), Alessandro Pagano (deputato, XVIII), Antonio Palmieri (deputato, XVIII), Riccardo Pedrizzi (deputato, XVI, Presidente Comitato scientifico UCID), Maurizio Perfetti (Collatio.it), Simone Pillon (senatore, XVIII), Giovanni Pirone (Ass. Etica & Democrazia), Massimo Polledri (deputato, XVI), Gaetano Quagliariello (senatore, XVIII), Francesco Rabotti, (Comitato S.A.LE., Sviluppo Associazionismo LaicalE), Carlo Ranucci (Ass. Convergenza cristiana 3.0), Eugenia Roccella (deputato, XVII), Gianluca Rospi (deputato, XVIII), Maurizio Sacconi (senatore XVII), Luisa Santolini (deputato XVI), Ivo Tarolli (senatore, XIV; Ass. Costruire Insieme), Olimpia Tarzia (Movimento Per: Politica; Etica, Responsabilità), Giorgio Zabeo (Circoli insieme), Germano Zanini (Ass. Rete Popolare), Peppino Zola (Ass. Nonni 2.0)

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