Visti da fuori di Jessica Dirupo

Che cosa sono i Centri di Aiuto alla Vita? Di cosa si occupano? Questa è la prima questione fondamentale che affronteremo insieme a partire da quanto scritto nella mia tesi di laurea “Prevenzione dell’aborto: voci di donne che hanno sostenuto gravidanze difficili con il supporto del Centro di Aiuto alla Vita”.

I Centri di Aiuto alla Vita (CAV) sono organizzazioni di volontariato che si impegnano per favorire una serena accoglienza della vita nascente, sostenere donne e famiglie che vivono la gravidanza e la maternità con difficoltà e sensibilizzare la comunità sul valore della vita e della solidarietà con lo scopo principale di prevenire il ricorso all’aborto. Essi sono mossi dalla profonda convinzione che il concepito è un essere vivente, che in quanto tale è portatore di una dignità e titolare in primo luogo del diritto alla vita.

Il CAV può essere considerato una comunità al servizio delle donne in gravidanza e delle madri bisognose di aiuto, senza distinzione di nazionalità, religione, ideologia, lingua e condizione sociale, che offre gratuitamente e riservatamente colloqui, consigli, supporto, assistenza e aiuti economici a seconda delle necessità.

Il primo Centro di Aiuto alla Vita in Italia fu istituito a Firenze nel 1975, in seguito alla scoperta di una realtà di aborti clandestini nella città in quella che venne ribattezzata “Clinica degli Angeli”, con l’idea di creare una struttura che accogliesse quelle donne che si trovavano a dover decidere se affrontare o meno una maternità difficile, per aiutarle a superare i problemi che si frapponevano fra loro e i futuri figli. Tale fondazione avvenne all’interno di un contesto politico-culturale teso e di cambiamento sociale che vedeva da poco emanati la legge sul divorzio e la riforma del diritto di famiglia, e l’avanzare della proposta di depenalizzazione della pratica abortiva.

Di conseguenza la prima operazione del centro fu proprio di carattere culturale, volta a sensibilizzare la comunità sulla salvaguardia dell’embrione in quanto vita umana.

Il Centro di Aiuto alla Vita di Firenze si consolidò ben presto nella città, impegnandosi attivamente nell’aiuto concreto alle gestanti, tanto da divenire il modello dei successivi CAV in Italia.

Lo slogan era “le difficoltà della vita non si superano sopprimendo la vita, ma superando insieme le difficoltà[1].

Negli anni a seguire furono diversi i centri fondati, soprattutto in seguito all’emanazione della Legge 22 maggio 1978 n. 194.

Dal dossier Vita CAV del 2018 è emerso che i centri attivi sul territorio italiano sono 243[2], i quali quotidianamente attraverso i propri volontari si impegnano ad aiutare gestanti, mamme, coppie e famiglie, affinché possano nuovamente avere una speranza a cui appellarsi per poter scegliere la vita.

 

[1] Movimento per la Vita Italiano, Manuale dei Centri di Aiuto alla Vita, la scelta che non si rimpiange mai: una scelta d’amore, ottobre 2000, pag.15

[2] Dato da confermare