Agenzia Vitanews e la comunicazione in bioetica

Cosa spinge un gruppo di giovani ad affrontare un impegno gravoso com’è quello di gestire un settimanale online, in modo assolutamente gratuito e motivati solo dalla certezza che la più grande novità da constatare con stupore e meraviglia resta sempre l’evento mai scontato della Vita?

Vitanews, come organo divulgativo perfettamente inserito nell’organismo articolato del mondo pro-life,  non si preoccupa di difendere un apparato ideologico coerente e perfettamente autoreferenziale, ma è prima di tutto un laboratorio di pensiero e  d’informazione che si qualifica per il suo atteggiamento umile.Si propone come antidoto a un certo modo di fare informazione, un modo alternativo di valutare le cose che riconosce come sfida e proposta quegli eventi in cui l’uomo si trova di fronte al problema del senso della vita come orizzonte che non è possibile contenere nello spazio angusto della propria limitatissima scatola cranica. Sostenere la cultura della Vita non vuol dire infatti mantenere in piedi un sistema politico o antropologico arbitrariamente considerato corretto da chi lo difende o si appoggia ad esso, ma è un modo peculiare e di relazionarsi alla realtà, concedendo un fiducia di fondo al contenuto oggettivo della realtà stessa, partendo quindi dal presupposto che sono i fatti, e non le interpretazioni  ciò che conserva il senso e il sapore dell’esistenza.Un indizio aperto, che non si lascia circoscrivere e ingabbiare in un tentativo di comprensione completo e definitivo. In un vuoto e paranoico esercizio di controllo sociale. Agenzia Vitanews nasce quindi come risposta all’urgenza di trovare forme e modalità nuove per divulgare e promuovere in modo efficace la cultura della vita, intesa come un modo di relazionarsi alla Vita che ne rispetti il valore e il senso intrinseco,  a prescindere dagli schemi mentali e dagli abiti culturali imposti da piccole elite politico-economiche, che tendono a generare una visione assolutamente distorta e perversa delle cose, trasformandosi rapidamente in progetti sociali surreali e grigi. L’informazione di oggi risulta essersi svincolata dal problema della verità. Non importa la verità oggettiva di ciò che si scrive o si dice, ma importa l’impatto sociale e la potenza manipolatoria che la notizia stessa è in grado di esercitare su chi legge o riceve la notizia. Le notizie in questo nuovo paradigma, in cui la cultura obbedisce ad uno schema pre-confezionato,  non raccontano la realtà, ma tentano di creare una visione della realtà che può essere più o meno attinente ad uno stato di cose ma sussiste comunque a prescindere dalla sua aderenza ai fatti. Contro questa logica il linguaggio pulito che chi collabora con Vitanews ha adottato, ha lo scopo di introdurre con semplicità il lettore in tematiche anche molto complesse,  e ulteriormente complicate da tutta una narrativa artificiosa che ha rinchiuso i temi caldi della bioetica in un vocabolario ambiguo.La sfida di smontare la cosiddetta neo-lingua mostrando cosa veicolano veramente alcune idee spacciate per progresso umano e politico non ci intimorisce. Vitanews stima i suoi lettori, non sposando le tecniche più ciniche di manipolazione ma offrendo a chi  legge la possibilità di utilizzare la propria intelligenza critica. Racconta fatti, storie, eventi che è possibile riscontrare in modo oggettivo, offre spazi di approfondimento, come la rubrica ECCE HOMO, ha un respiro internazionale, quindi considera tutta la complessità di una società sempre più globale, ma soprattutto si sostiene grazie alla passione di giovani volontari che non hanno nulla da perdere né da guadagnare. Vitanews è l’esempio più eloquente di come sia possibile raggiungere l’uomo di oggi, ingabbiato in una visione spesso malata ed angosciante della realtà, nei luoghi dove si muove ordinariamente, cioè la Piazza digitale, per offrirgli un criterio diverso, una chiave alternativa per accedere alla complessità del presente,rintracciando un orizzonte di semplicità che risiede nello scoprire che tutti, proprio tutti, abbiamo un ruolo.

Simone E. Tropea, Agenzia Vitanews

 

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